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martedì 16 febbraio 2016

E Poi?



Ecco la frase che al momento sta diventando i mio mantra, E poi? La mia nipotina me la ripete ad ogni occasione e nei fatti è importante non solo per poter prevedere ma anche per agire, per scegliere.

Negli ultimi mesi dell'anno ho lavorato molto in tal senso e sto continuando a farlo, lavoro non per cambiare il poi ma per renderlo il più piacevole possibile, lavorare faticare, facendo quello che più mi piace, disegnare.

La concentrazione sul lavoro non mi manca e da come è iniziato l'anno "il poi" è molto più di quello che mi è sembrato di aver seminato l'anno scorso e ciò è entusiasmante se pensate che mi è bastato ripetere a me stessa "lavora sodo, lavora e basta non guardare il giardino del vicino fai solo ciò che ti piace e in relazione a chi un tuo disegno lo compra, lo vuole, lo chiede"

E' bastato questo e tutto si è sbloccato.

Questo e il consiglio di dire più si che no.

Si è includere, dare ma anche ricevere, e i si detti al momento giusto portano anche una illustrazione per un evento assieme ad altri artisti e la richiesta di Gucci di appropiarsi della mia illustrazione.

Quando Gucci mi ha scritto, quasi non ci credevo, selezionata per la campagna #guccigram, una vera e grande soddisfazione, ha pubblicato la mia illustrazione sui profili social, immaginate il mio ego, alle stelle, in contemporanea disegno tutti i giorni, dalle sette alle otto ore al giorno sono immersa fraa matite fogli e pc, mi sto preparando per la fiera di Bologna, in aprile.
Insomma al momento sono molto presa da diversi progetti ecco perchè non scrivo spesso sul blog,

Intanto sto anche curando il mio portfolio e mi sono creata una autosfida con l'ashtag #1monthofpatterns, un mese di patterns, uno al giorno sul mio profilo Instagram , è una gara e un pretesto per disegnare solo pattern da utilizzare come texture e nuove stampe per il mio shop su Society6 ma non mancano i poi, infatti da questa gara mi è venuta un' idea per un libro illustrato.

Spero mi supporteranno mano, occhi, testa e pazienza, al momento non posso dire altro, incrocio le dita e vi saluto.

Buona Giornata Gente.




giovedì 26 novembre 2015

Ashtag Dream

I sogni e i bisogni corrono in rete e il confine fra territorio chi crea sogni e di chi li compra si fa sfocato. 
Quanto di tutto quello che desideriamo e che viene proposto è simile a ciò che desideriamo? Quanto di quello che pubblichiamo tramite social-network è ormai d'ispirazione per le aziende e loro agenzie marketing che ci guardano? 
I sogni e i sognatori è il binomio di sempre per chi fa marketing e pubblicità, chi vende vorrebbe sapere tutto sul suo pubblico di riferimento e con internet ha il metro perfetto, un monitoraggio continuo e costante, dall'altro  c'è chi sogna, usufruisce di internet e vuole sapere tutto dei suoi sogni e nella ricerca si imbatte ed è influenzato da molte cose.
Ormai chi sogna desidera cose diverse dall'era pre internet e per chi analizza è sempre più difficile sondare il mercato, sempre più frammentato ma sopratutto contaminato da segni e tendenze che arrivano da vari ambiti, la parola d'ordine è contaminazione e le masse non sono catalogabili in un solo segmento, ma si muovono i diversi ambiti e segmenti.
L'asticella dei desideri e dei bisogni, anche assurdi, si è alzata ed è impossibile tornare indietro nel grande calderone internet, pur potendo dividere per segmenti e gruppi il pubblico, non si capisce chi ha fatto cosa e da chi o da che cosa sia partita la primordiale scintilla creativa. 
Internet è contaminazione e i nuovi avventurieri marketing lavorano via internet cercando di capire, analizzare, sezionare per poi dare alle aziende il vademecum del perfetto venditore di sogni ma l'impresa è ardua, perchè il mezzo internet è veloce e veloci sono le tendenze che si contaminano fra loro.
Nel magma in movimento delle ispirazioni di molti altri trovano le proprie aspirazioni e i blogger diventano star creative, amatoriali fotoreporter e ricercatori del bello diventano a loro volta ispirazione, non sempre con risultati eccelsi ma pur sempre degni di nota se non altro per il bacino di utenti che seguono quel blogger piuttosto che l'altro.
La questione già osservata e monitorata dai massmediologi è lo spunto che ha fatto riflettere la casa di moda Gucci e il suo art director Alessandro Michele, il quale ammette che ormai fra le ispirazioni e nei moodboard degli studi stile ci sono sempre più spesso foto prese dal web, reference che provengono da nuovi artisti via instagram o fotografi via Facebook o Twitter.
La contaminazione è inevitabile e la rete è la nuova frontiera dei ricercatori di stile.
Gucci ammette che non solo la contaminazione c'è ma che ora è salutare e giusta per il marchio, e nel farlo lancia una sfida, il contest di Gucci aperto via instagram e tramite il sito.
#Guccigram è uno degli ashtag insieme a #GGblossom e con entrambi gli ashtag, tramite instagram, è possibile accedere ad una galleria di proposte creative provenienti da diversi ambiti, legame comune la doppia G e i nuovi disegni blossom sulle borse logo.
Quello che diverte del contest è la varietà di visioni, molte atte a osannare il marchio, altre ad estraniarlo dai soliti contesti, ci sono immagini create da fotografi ma non mancano illustratori e fra questi alcuni sono stati già scelti per la gallery del contest sul sito ufficiale Gucci.
Inutile dirlo ho partecipato anche io, il tema è invitante e mi ha portato a questa la tavola che si intitola #dream, le riflessioni sono quelle che vi ho riportato qui sopra,  mi interessava dare l'idea del sogno e ciò che lo scatena, il tema di contaminazione che implica la scelta del contest e poi l'idea di sospensione del tempo che secondo me avvolge la rete come archivio di ricerca e poi non ultimo anche il marchio Gucci, grande classico intramontabile, forse proprio perchè bifronte, due facce classico e contemporaneo, attento a mantenere e a recepire, ricettore di temi presi dalla rete ne capta le potenzialità divenendo mecenate e perchè no facendosi pubblicità nel rimandare messaggi e nuovi talenti alla ribalta.