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giovedì 2 maggio 2013

Ogni Riferimento è Puramente Estetico




A Sinstra:
Audrey Hepburn, foto di Howell Conant.

A Destra: 
Particolare dalla sfilata Dior Haute Couture Estate 2013,  Designer Raf Simons.

giovedì 31 gennaio 2013

DIOR | Haute Couture | primtemps été 2013


Raf Simons prosegue la sua collaborazione in casa Dior riportando in passerella silhouettes che aveva già presentato nella scorsa alta moda.
Molto simile anche la cartella colori, pressochè invariata e gli interventi di ricamo presenti su alcuni capi.
Si potrebbe definire una collezione senza sbavature, tutto è calibrato alla perfezione, linee perfettamente disegnate, proporzioni bene equilibrate che enfatizzano maggiormente l'estrema magrezza delle modelle.
Grande assente è l'ombra, a partire da quella determinata dalla luce sulle modelle a quella di una sbavatura sugli abiti, data da una piega o un filo, niente è lasciato al caso e nella estrema pulizia si perdono quei picchi ad effetto, quelle arguzie spettacolari tipiche di ogni grande maison di alta moda.
Dior con l'alta moda ha da sempre il compito di far innalzare il fatturato nei prodotti di cosmesi e nelle licenze ma con questa sfilata rimane ben poco in mente, è uno spettacolo che scorre piatto e molto pacato fino a rasentare la noia.
Nella collezione alcuni pezzi sembrano la replica della collezione pret-a-porter, in altri, come quelli con ricami a petali in rilievo, c'è l'evidente tentativo di sperimentazione che però in poche uscite non lancia la collezione nella giusta direzione per essere ricordata come "da sogno".
La poca sicurezza sulle nuove sperimentazioni frammenta e crea confusione in un'ormai collaudato clichè fatto di gonne a corolla, corpini sottili e abiti a palloncino che fanno da punteggiatura a una perfetta coreografia nell'immensa scenografia, un giardino di cespugli sempreverdi anch'esso asettico.
Nulla è lasciato al caso, sapientemente costruito da mani esperte, e si vede, ma l'impressione che ho finito di vedere la sfilata è che nell'assoluta asetticità il sogno da incarnare è freddo ed essendo freddo è più un pensiero, un'idea e non un'ideale.
L'alta moda priva di ideali e di sogni da incarnare è come un cantante con una tecnica perfetta ma privo del senso di interpretazione.


martedì 9 ottobre 2012

Punti di Vista | Jil Sander | Fall Winter 2012-2013


La collezione autunno inverno 2012/13 di Jil Sander è l'ultima firmata da Raf Simons, il suo stile è evidentemente contaminato dalla Couture e dall'archivio storico della Maison Dior di cui è neo direttore creativo.
Alcuni capi ricordano molto quelli presentati alla Couture dello scorso luglio anche se qui non c'è traccia del ricamo che troviamo sui completi dell'alta moda, sarebbero stati veramente troppo per il celebre marchio noto per la pulizia delle sue linee.
E' palese che i riferimenti di Simons vadano verso donne taglienti, alcuni capi sarebbero perfetti per una per una eroina "Hitchcokiana" ambigua e lunare come quella interpretata da Kim Novak nel film "Vertigo", in italia con il titolo "La donna che visse due volte".
E' noto che Jil Sander non è un marchio noto per le decorazioni, la bellezza di ogni capo è nella costruzione sartoriale, ogni volume e ogni piega seducono con un'uso sapiente di inserti di materiale differente e un'uso del colore raffinato e senza tempo.
Anche se io adoro il bianco d'inverno le tonalità di questa collezione, con le sue variazioni di bianco appena sporcato di colore, fanno dubitare che si tratti di una collezione invernale.
Oltre il colore sono veramente pochi gli strati di tessuto che proteggono il corpo diafano delle modelle dal freddo di New York, dove il marchio sfila.
Bellissimi i coat, i cappotti, in tessuto double che avvolgono le prime uscite e bene si abbinano ad essi gli abiti scivolati con inserti di tessuto rosso.
Fra le novità interessanti, per un marchio come Jil Sander,  ci sono gli abiti dalla linea a corolla, quello che preferisco è in una tonalità rosa confetto, da indossare esattamente come è stato proposto in passerella, con scarpe alte a punta, rossetto rosso acceso (Rouge Dior), acconciatura raccolta e, vera nota raffinata, le mani in tasca con cui sarà difficile non atteggiarsi come un croquis firmato Monsieur Dior.

martedì 3 luglio 2012

Christian Dior | Haute Couture | Fall Winter 2012 2013

Niente passerella da Dior dove la luce bluastra, riverbero delle pareti fiorite (1 milione di fiori veri), sottolinea il rigore con cui è costruita la collezione. 
Niente di artificiale o artificioso come accadeva nelle presentazioni curate da John Galliano. L'atmosfera è rarefatta come lo sono le modelle che incedono a passo lento e hanno la stessa altera postura di certi figurini di Monsieur Dior.
Raf Simons, nuovo art director, celebra Dior catalizzando l'attenzione sugli abiti e riprende i capi storici e tanto cari alla Maison, New Look per primo.
Le uscite iniziali, total black, ad un primo colpo d'occhio sono semplici ma non vanno scambiate per minimaliste, come non lo è la collezione, la cura con cui Simons e le maestranze Dior creano i completi, giacche e pantaloni, fa capire che l'artificio è nella costruzione e la dedizione al dettaglio sartoriale.
Ogni giacca e ogni abito sono una rievocazione storica dell'archivio Dior, ma senza troppi dettagli da costumista, che renderebbero vano l'intento di Simons, che credo sia, una riscoperta alle lavorazioni, alla artigianalità del lavoro di stilista, in questo caso al lavoro di couturier.
Le lavorazioni non mancano a partire dalle costruzioni sartoriali di certi corpetti e di certe gonne a corolla con le strutture sottostanti che le rendono possibili, sottogone e imbottitre e per finire a quelle più visibili in rilievo con lavorazioni di intarsio e di ricamo, tutte le lavorazioni hanno la stessa allure di un'abito d'epoca ma senza dare l'effetto di vestire in costume.
Tutta la cura che va, dalla scelta del tessuto, alla modellatura alla scelta di certi particolari che abbelliscono l'abito fanno da richiamo al passato ma senza che, chi le indossa, ne sia succube.
Simons sceglie come alleati materiale, colori, accessori, trucco e capelli per attualizzare ogni uscita. Gran parte della collezione comunque è poco accessoriata per dar modo ad ogni cliente di indossare e personalizzare il capo come meglio crede, sopratutto trattandosi delle signore dell'alta moda con un caveaux di gioielli al seguito.
Raf Simons ci ricorda che il lusso è un qualcosa da aggiungere e che aggiungeranno le clienti, se vorranno, altrimenti l'eleganza è qualcosa che si ha e secondo me Raf Simons ne ha da vendere.



Sopra alcuni modelli tratti dalla sfilata Dior, sotto il video della sfilata.


martedì 13 marzo 2012

Cambio della guardia.

Appena terminate le presentazioni delle collezioni autunno inverno 2012/13 e puntuali arrivano cambi di guardia ai vertici degli uffici creativi.
Dopo il saluto di Stefano Pilati che lascia la direzione creativa della Maison Saint Laurent e Raf Simons quella di Jil Sander arriva, fresca di poche ore, la notizia che anche da Tod's lascia la sua poltrona Derek Lam, dopo sei anni di collaborazione.
Non si hanno notizie sulle motivazioni del "divorzio" fra la famosa azienda marchigiana e lo stilista statunitense, poichè nessuna delle parti ha rilasciato dichiarazioni in merito.
Staremo a vedere....intanto spero che un italiano vada in Tod's, che ne dite? Non sarebbe male.

Sopra Stefano Pilati ex direttore creativo Yves Saint Laurent e la modella Karen Elson
Sopra Raf Simons ex direttore creativo Jil Sander
Sopra Derek Lam ex direttore creativo Tod's