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lunedì 5 novembre 2012

Pescando dal Book


Illustrazione "VOGUE"
in copertina pelliccia Yves Saint Laurent by Tom Ford

martedì 9 ottobre 2012

mercoledì 11 aprile 2012

Una Foto A Caso


Un angolo della casa parigina di Loulou De La Falaise, designer di gioielli e musa del grande Yves Saint Laurent, la foto è tratta dal libro "Paris Interiors" di Lisa Lovatt-Smith.

martedì 13 marzo 2012

Cambio della guardia.

Appena terminate le presentazioni delle collezioni autunno inverno 2012/13 e puntuali arrivano cambi di guardia ai vertici degli uffici creativi.
Dopo il saluto di Stefano Pilati che lascia la direzione creativa della Maison Saint Laurent e Raf Simons quella di Jil Sander arriva, fresca di poche ore, la notizia che anche da Tod's lascia la sua poltrona Derek Lam, dopo sei anni di collaborazione.
Non si hanno notizie sulle motivazioni del "divorzio" fra la famosa azienda marchigiana e lo stilista statunitense, poichè nessuna delle parti ha rilasciato dichiarazioni in merito.
Staremo a vedere....intanto spero che un italiano vada in Tod's, che ne dite? Non sarebbe male.

Sopra Stefano Pilati ex direttore creativo Yves Saint Laurent e la modella Karen Elson
Sopra Raf Simons ex direttore creativo Jil Sander
Sopra Derek Lam ex direttore creativo Tod's

giovedì 5 gennaio 2012

V-A-L-E-N-T-I-N-O

Ammetto che da ragazzina pur seguendo la moda, lui, Mr Valentino come lo chiamano i suoi seguaci, non era uno dei personaggi che amavo, a 14-15 anni anni adoravo gli stilisti giapponesi, Rei Kawakubo alias Comme des Garcons, Yohji Yamamoto, fra gli italiani stimavo Gianfranco Ferrè.
Verso i 20 anni ho avuto una cotta per le creazioni stravaganti di Versace, a 21-22 anni mi struggevo per Romeo Gigli.
Non seguivo Valentino quando sulle passerelle apparve Martin Margiela e nel campo dell'arte Orlan dava uno scossone ai ben pensanti, assieme a Kurt Cobain che con la sua musica cambiava il volto del rock.
Ho cominciato ad apprezzare veramente Valentino in seguito studiando la storia del costume, con Couturier come Yves Saint Laurent.
Il rosso è stato da sempre il mio colore preferito e dopo aver lavorato per lui quella nota di rosso inconfondibile ormai fa parte di me e lo uso non come colore ma alla stessa stregua del nero.
Al Signor Valentino devo anche l'occhio che ho affinato, nel lavoro, per la cura dei dettagli e per certe note femminili che a volte sono leziose fino al parossismo.
Di lui adoro quella aura romantica che richiama il fascino della Bella Epoque francese o il fascino delle dive degli anni '30 mescolato all'allure di moderne signore-icone del novecento, in primis Jackie Kennedy.
Adoro l'insieme dei caratteri che si fondono nell'utilizzo dei pizzi finissimi uniti a tessuti leggeri e pesanti, secondo le stagioni. I tessuti che spesso diventano volant e vengono sottolneati dal ricamo. Ricamo e lavorazioni come intarsi e applicazioni che con gli abiti da sera della Couture, trovano la loro massima espressione.
L'utilizzo dei decori in Valentino è garbatamente barocco e serve solo a sottolineae i pregi di chi li indossa, o almento ambiscono a farlo.
"Cosa vogliono le donne Sig. Valentino? Essere belle"
Mr Valentino ama la bellezza e se ne circonda, senza farne sfoggio, ama le donne e se ne circonda, riamato dalle più che lo hanno conosciuto per la sua generosità e l'eleganza che lo contraddistingue, che non fa parte del patrimonio che ha costruito, ma della sua essenza di gentleman, attento e sensibile conoscitore dell'animo umano e femminile.
Talmente sensibile e attendo che non manca di concedersi nè sul lavoro, nè ai suoi fans e dopo il film, The Last Emperor, ci dona una carrellata di immagini, le più rappresentative della sua carriera, in una esposizione virtuale permanente.
Il museo, si vocifera, con l'intera raccolta di abiti, in essere, disegni, accessori, archivio stampa e fotografico doveva essere realizzato a Roma e sembra/pare che il sindaco Alemanno non abbia agevolato la messa in atto, forse per un problema di spazi disponibili o naturalmente per la mancanza dei soliti fondi.
Il museo dedicato alla splendida carriera di Valentino era, secondo me, un atto dovuto non solo al Couturier ma sopratutto all'uomo, al Sig. Valentino che in tanti anni di lavoro, pur corteggiato dai Francesi, non ha mai abbandonato l'Italia e la sua amata Roma.
Sfilava a Parigi ma la sua sede era a Roma, non ha mai desiderato sfilare a Milano, che per antonomasia appartiene ad un altro settore della moda, quello industriale.
Fatto è che Roma, le istituzioni romane, al momento non gli hanno ricambiato l'affetto, affetto che secondo me con un museo a lui dedicato avrebbe portato nuovi posti di lavoro e nuova linfa di turismo.
E' notizia recente forse il museo si farà, ma a Parigi, al momento, dobbiamo accontentarci di vedere il museo virtuale in 3D, che per inciso non è niente male.
Il museo è una applicazione scaricabile da questo qui, http://www.valentino-garavani-archives.org/ , con un indirizzo email valido è possibile scaricare l’applicazione, collegata a un archivio online aggiornato che contiene:
5.000 foto e video di collezioni passate;
300 abiti diversi ed una galleria di circa 1000 metri quadrati, virtuali, per ora.

Grazie Mr Valentino!












martedì 14 giugno 2011

Dio salvi gli Snob!

Assente ormai da diverse settimane vi starete domandando se ho abbandonando il blog, ebbene no, sto preparando il nuovo book per la ricerca di un nuovo lavoro e nuovi progetti.
Fra le immagini che sto selezionando mi sono tornati fra le mani vecchie foto di Gianni Versace, Prada, Valentino, John Galliano e alcune interviste che hanno rilasciato dove una delle domande ricorrenti è: Cosa è per lei l'eleganza? Mi sono imbattuta poi in un video di Madamoiselle Chanel anche lì la stessa domanda.
A parte la banalità di certe domande, compresa questa, alla fine sono arrivata alla conclusione che poi così banale non è.
L'idea di eleganza a parte le solite risposte scontate, che ci si nasce, o ce l'hai o non ce l'hai...etc ...etc.., per me fa coppia con snob e non uso il termine altezzoso o superbo, snob per me non ha l'accezione negativa che gli da comunemente l'uomo della strada.
Le vere persone eleganti per me sono anche snob, persone potenti ma discrete che appartengono all’elite ma sono autentici.
Gli ultimi snob rimasti non sono di certo quelli che ostentano il loro status di ricchezza, da giornaletto vip (parola orrenda) atteggiamenti che a mio parere appartengono più a quelli che gli snob chiamano parvenu, ossia il nuovo arrivato nel gruppo dei ricchi. Il Parvenu ostenta ricchezza, lo snob non ha bisogno di ostentarla la vive come uno degli aspetti che gli consentono di distinguersi dalla massa per il proprio piacere.
Eleganza non è quindi ostentazione dello status.
L’ eleganza che col passare degli anni è mutata, poichè lo snobismo si rinnova continuamente: con altre parole, modi e forme.
“Lo snobbismo è un fatto sociale e mentale, la caratteristica dello snobismo è sempre la stessa: supermamento della propria condizione. Può essere una forma di arrivismo ma anche un modo trasgressivo di vivere non legato al proprio status, ma ciò che si vorrebbe essere” dice Franca Valeri, in una intervista, attrice e interprete indiscussa della Signorina Snob della radio prima della tv continua “In ogni snob c’è un bisogno di distinguersi e il rude carrierismo che vedo oggi nulla ha a che vedere con l’autenticità dello snob....semplicità non ne vedo e i vip : dei rubagalline malati di esibizionismo, senza un briciolo di stile”.
Se snob è sinonimo di eleganza e questa muta con i tempi, quali sono i dieci oggetti moda che fanno da punto fermo per lo stile di una donna elegante?

Per me sono questi:

- 1 Tubino Nero simile a quello di “ Colazione da Tiffany”;
- 2 Tailleur giacca e gonna tipo “Chanel”;
- 3 Tuxedo nero alla maniera di YSL;
- 4 Camicia Bianca di taglio maschile, indossata anche per la sera sotto al tuxedo di cui sopra;
- 5 Trench Beige, trarre ispirazione da quelli di Burberry;
- 6 Maglia di Chachemire dalla linea accostata meglio di colore neutro chiaro grigio o avorio;
- 7 borsa a sacca in pelle a due manici, al top nella classifica per me è la “Birkin” di Hermes;
- 8 Scarpa Decoltè o Spuntato nero dalla linea semplice;
- 9 Abito nero da sera anche corto, belli quelli corti da cocktail di Valentino;
- 10 Una Pochette meglio se in materiale metallico da accostare a qualsiasi colore, a me piacciono quelle di Bottega Veneta;

E voi che ne dite avete da aggiungerne qualcun’altro?
E per l’uomo? Si accettano commenti e suggerimenti.


^Tuxedo Yves Saint Laurent fotografato da Helmut Newton.


Sharon Stone in una famosa apparizione 
sul Red Carpet con la camicia del marito.


^ Campagna Pubblicitaria Trench Burberry.


^ Abito Valentino.


^ Decolte spuntato Christian Laboutin.


^ Tubino nero di Givenchy indossato da Audrey Hepburn nel film "Colazione da Tiffany".


Borsa "Birkin" Hermes.


^ Borsa Bottega Veneta.


^ Adrey Tatou interprete del film "Coco Avant Chanel".


^ Redazionale da Vogue Italia, Tailleur Chanel