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giovedì 11 luglio 2013

Ogni riferimento è puramente estetico


Nella foto in alto: 
"Colazione sull'erba" titolo originale "Le déjeuner sur l'herbe è un dipinto ad olio su tela di cm 208 x 264 realizzato tra il 1862 ed il 1863 dal pittore francese Édouard Manet, conservato al Musée d'Orsay di Parigi.

Nella foto in basso:
Un fotogramma dal cortometraggio, "DIOR Secret Garden 2" per la fall winter 2013, set Versailles Parigi.

mercoledì 23 gennaio 2013

Una Foto a Caso


Scatto di Mario Tursi, Claudia Cardinale sul set del Film "Vaghe stelle del'orsa" di Luchino Visconti, 1965.

sabato 22 settembre 2012

Frasi da Film | Vi presento Joe Black regia Martin Brest (1998)



Remake del film del 1934 "La morte in vacanza" già precedentemente riproposto nel 1971 con lo stesso nome dell'originale.
In questo remake gli attori protagonisti sono Anthony Hopkins, Brad Pitt e Claire Forlani

venerdì 6 luglio 2012

Frasi da Film | American Psycho regia di Mary Harron (2000)





Christian Bale riguardo la sua interpretazione di Patrick Bateman in American Psycho dichiara:
Normalmente si prova a trovare il vero lato di un personaggio, le emozioni che lo caratterizzano ma non vi è niente di tutto questo, in Bateman, lui è del tutto superficiale anche quando è al telefono. Credo che sia come il fascino che spinge le persone a rallentare davanti ad un incidente stradale.


mercoledì 30 maggio 2012

Place to See | Da Vedere | Marc Jacobs & Louis Vuitton

In gergo, il film che state per vedere è, una vera chiccha! E' un film documentario per la tv prodotto nel 2007, da vedere anche se un pò vecchio, per capire il percorso e le dinamiche dietro le creazioni moda, i personaggi illustri e meno illustri che vi ruotano attorno, le muse, i metodi e le follie, di un business che lavora per un'elite ma che crea posti di lavoro e olia e dona nuova linfa agli altri settori di un'azienda (pellettiero, cosmetico) che che conta numerosi dipendenti. Talvolta si scopre che la vita che c'è dietro, non è semplice, il percorso creativo è lungo, impegna e un'idea geniale talvolta nasce per caso.
E dopo un lavoro lungo mesi tutto si conclude, si fa per dire, in una sfilata di pochi minuti. La follia, il gioco,  la professionalità,  l'altro volto di un grande stilista, Marc Jacobs, il quale riconosce nei suoi assistenti e collaboratori grande parte del suo successo che lo ha consacrato art director per Louis Vuitton.
Vi comunico che la parte iniziale, la sigla, e il finale del documentario sono mancanti, ma che quasi tutto il documentario, le parti più importanti è nei 6 filmati qui sotto.
Sperando che vi piaccia, Signore e Signori vi auguro una Buona Visione!

Ringrazio Lalitabanshi per i filmati.

p.s. (la sigla iniziale del film documentario è tagliata e la festa in maschera di cui si parla all'inizio è la festa annuale per le Feste di Natale organizzata dallo stesso Marc Jacobs, è uno degli eventi mondani più importanti che si tiene a New York)

mercoledì 21 marzo 2012

Ai ricordi nessuno è immune

Non so voi, ma a volte vorrei essere immune a certi ricordi.
Per me i ricordi sono importanti, mi fanno capire chi sono, da dove vengo e in certi casi nel ricordo di una situazione andata male aiutano a non ripetere errori e se sono veramente belli certi ricordi consolano.
Penso che nessuno sia immune ai ricordi e non lo dico per giustificare la mia naturale propensione cancerina di rifugiarmi in essi.
Ricordare, è un'azione incondizionata e spesso un ricordo riemerge quando meno ce lo aspettiamo.
Secondo me i ricordi si dividono in tre categorie, tre livelli di inensità che regolano anche il perdurare di alcuni su altri.
L'intensità è regolata dal nostro coinvolgimento emotivo.

I ricordi più leggeri sono sempre gentili, felici, privi di ombre, nitidi come una foto che pensavamo perduta e invece era in fondo ad un cassetto.
Accade spesso che i miei abbiano le sembianze di un volto amico, un sorriso, una voce, un suono, una musica.
A volte il ricordo leggero è una frase, che sottolinea un contesto, che rimane sospesa a memoria della persona che spesso la citava facendone un motto, un valore o semplicemente una battuta di spirito.

Poi ci sono i ricordi leggermente più intensi rispetto i primi sono più persistenti e su cui io generalmente mi soffermo qualche attimo in più, sono legati a qualcosa di tangibile come colori, oggetti, luci e spesso a situazioni intere.
Riemergono in particolari occasioni evocati da luoghi ed eventi simili a quelli di esperienze passate.
Questo tipo di ricordi, non solo dura di più, ma ha anche la caratteristica di avere anche delle sfaccettature amare se legati a esperienze spiacevoli, tristi.
Sono però facilmente aggirabili, girando l'angolo, cambiando luogo e altrettanto sostituibii affrontando la situazione, vivendo, oscurando i vecchi ricordi con dei nuovi.

I ricordi più forti, peggiori o migliori, secondo i punti di vista, sono i più intensi di tutti, in essi siamo coinvolti completamente, emotivamente parlando sono una vera tempesta.
Questo tipo di ricordi, a me, arrivano come una fitta pungente in pieno costato, come la vertigine che si prova sporgendosi da una grande altezza, un sospiro spezzato, una parola ferma in gola.
Solitamente mi sfuggono le immagini ma ho ben nitide le motivazioni che mi hanno portato all'azione, al gesto.
La caratteristica principale di questi ricordi è che, solitamente, sono legati a sentimenti forti come l'amore e l'odio.
Sono i ricordi che segnano di più il nostro carattere e sono accompagnati dallo stupore e la sorpresa quando riemergono grazie ad odore o un sapore.
Legati a sentimenti forti ma astratti hanno nei sensi gli alleati giusti per ricreare come in un film l'immagine nella nostra testa.
Per questa ragione, credo, tendiamo a ricercare alcuni odori o alcuni sapori, per non parlare di sensazioni tattili, attraverso queste ricordiamo ciò che ci piace ricordare.
Capisco anche come mai, per me, certe puzze rimangono puzze e altre anche se tali sono amabili puzze perchè sono legate ad amabili ricordi.







mercoledì 7 settembre 2011

Scene da un red carpet.

Venezia esterno giorno, 68° mostra internazionale d'arte cinematografica, luogo di incontro per gli addetti ai lavori di tutto il mondo, per far conoscere il proprio lavoro e conoscere quello di un collega di un'altro paese.
E' il festival cinematografico più antico al mondo, la prima edizione risale al 1932.
Il premio ambito, per chi si presenta al concorso, è l'ormai celebre leone d'oro.
Se poi sul tappeto rosso, la forma è splendida e il giusto look incornicia il viso, la parte dei leoni la si fa eccome!
Sopratutto se non si è restii al sorriso a favore dei numerosi fotografi che, con il digitale e il multiscatto, sono pronti per l'autopsia del buongusto (ormai deceduto).
A noi comuni mortali che il giorno dopo, sfogliamo anche la pagina del costume, ci arriva un bullet time di foto che rende impietoso qualsiasi giudizio sul dio o semidio del grande schermo.
E quel minimo di mistero rispetto le movenze e sul come potrebbe essere nella vita reale il nostro idolo si distrugge nell'arco di poche foto, tranne per alcuni-ne che davanti l'obiettivo e nel momento di defaiance riescono lo stesso a tenere il proprio fascino "alto".
E' il caso di Evan Rachel wood la quale si presenta con un'abito bianco lungo stile chemisier con abbottonatura sul davanti ma le tasche e sottile cintura a sottolineare la vita.
L'abito è della stilista inglese Alessandra Rich e Evan completa il look con capelli corti tirati indietro e trucco che c'è ma non si vede, una eleganza di altri tempi.
Elegante, perchè richiama le dive del cinema del passato, sexy per l'apertura sul davanti, accentuata dal vento, e quel gesto con le mani in tasca che rende informale un look altrimenti molto castigato.
Un'altro tipo di eleganza è quella sexy e tutta curve di Kate Winslet, in un tubino di Stella McCartney, che esalta la figura prosperosa dell'attrice grazie allo scollo all'americama che enfatizza le spalle, l'inserto bianco che sottolinea il seno e all'effetto ottico dei fianchetti neri che le donano una ancora più sottile vita di vespa.
L'italiana più elegante del tappeto rosso di questo festival per me, non è Monica Bellucci come dicono in molti che ripete il solito clichè della bella donna mediterranea, ma l'incantevole Vittoria Puccini che a Venezia indossa Versace in un total look in perfetto stile anni '30, un'abito bianco con scollo all'americana che scende sui fianchi in morbido drappeggio interamente ricamato con motivo vagamente zebrato e piume all'orlo a sfumare la silhouette fino a terra in un leggero strascico.
Ricorda Greta Garbo e le dive dei telefoni bianchi, anche per via dell'acconciatura, un carrè leggermente ondulato su un lato, con riga da una parte e un fermaglio, come unico gioiello, che le scopre un'orecchio.
L'attrice Selma Blair indossa un'abito rosso fuoco Lanvin ma non le sono state aggiustate le lunghezze e il risultato è un effetto kaftano che l'abito in passerella non aveva e la rende goffa anche nelle pose a favore di macchina.
Diane Kruger e Gwineth Paltrow sono mono tono, una in beige dorato Elie Saab e l'altra in rosa pallido Prada, sarebbe ora di fargli sapere che se sono bionde non è detto che si debbano vestire con un colore sempre a tono dei capelli e alla signora Paltrow un'appunto: "una volta tanto per favore si leghi i capelli!" sopratutto con quell'abito dal grande fiocco dietro al collo.
Keira Knightley in un abito Valentino (che ho scambiato per Armani) si veste esattamente come la modella della passerella senza eccessi ne carattere e, a mio parere la maison prende il sopravvento sulla persona.
Sogno o son desta?
Sogno! Grazie alla presenza di super dive come la Luisa Veronica Ciccone, alias Madonna, che si presenta a Venezia nei panni di regista e altrettanti "panni" al seguito, come al solito non sbagliando un colpo.
Madonna sceglie Vionnet, un'abito lungo in grigio perla dalla linea a sirena reso originale dal ricamo a contrasto rosso che raffigura un volo di farfalle.
Capello raccolto ai lati e occhiale rosso Miu Miu completano il look-revival anni '40.
Seriamente presa dalla storia del suo film, la biografia di Wallis Simpson, Madonna sembra la reincarnazione moderna della donna che fece abdicare il re di inghilterra.
Film e Ideali di donne a parte però Madonna sarà ricordata per il video della conferenza stampa dove confessa di detestare le ortensie dopo averne accettata una facendo buon viso.
Vedendo il video, il mio ricordo va subito alla Anna Wintour dipinta da Meryl Streep, la quale con molta determinazione diceva di odiare le fresie (ma quella isteria era finzione!)
I fiori sono fiori come si può odiarli? E per di più se te li regalano è sempre un pensiero gradito.
Ve la voglio dire tutta, al festival non erano proprio tutti dei bei fiori e molti più che sogni erano incubi ma quello che conta è vedere un buon film e una macchina del cinema che lavora bene, con contenuti e tecnica ad alto livello.
Ma questi giudizi li lascio a chi in materia ne sa più di me, nell'attesa delle uscite cinematografiche lascio a voi l'ardua sentenza di quanto ho detto.






Kate Winslet in Stella McCartney.



Vittoria Puccini in Versace


Lanvin F/W 2011-12


Selma Blair in Lanvin


Diane Kruger in Elie Saab


Gwineth Paltrow in Prada



Keira Knighley in Valentino


Madonna in Vionnet