Visualizzazione post con etichetta lanvin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lanvin. Mostra tutti i post
domenica 19 maggio 2013
Ogni Riferimento è Puramente Estetico
A Sinistra: In una foto d'epoca, 1950 circa, una creazione di Elsa Schiaparelli.
A Destra: Foto dal backstage un particolare della sfilata Lanvin autunno inverno 2013/14.
giovedì 20 settembre 2012
Punti di Vista | LANVIN | Fall Winter 2012/13
La collezione invernale di Lanvin è la giusta prosecuzione delle collezioni precedenti ed è anche una delle più complete per capire quali sono le tendenze di stagione.
Per alcun marchi è difficile mantenere, la suggestione, il tema da cui traggono ispirazione, riescono a trattenere l’atmosfera solamente mantenendo i capi pressoché invariati nella forma e nel colore risultando, però, monotoni.
Per Alber Elbaz non è così, il suo processo creativo è simile a quello di uno scultore che, ad ogni materiale, cambia approccio mantenendo chiaro in mente il suo ideale.
Da sempre la sua donna ha un’animo dark e in alcuni capi lo è in maniera manifesta, in altri, che considero note vivaci di una stessa partitura, ripulisce la figura dalla tipica punteggiatura decorativa Lanvin e opta per una soluzione monocromatica che sottolinea ed evidenzia l'aspetto sartoriale.
Questa parte della collezione produce un piacevole effetto “Color Blocking”, che piacerà sicuramente alla clientela americana poco attratta dal decorativismo, a volte estremo, della moda europea.
I capi in questione hanno comunque un’animo dark determinato dalla scelta cromatica che investe ogni silhouette, ogni uscita ha una sua luce, quasi un flash, un raggio colorato che la impressiona sull’iride abituata al buio.
E’ un’ombra luminosa che persiste nell’occhio, una sagoma di donna tono su tono.
I colori sono quelli pastosi e opachi di una tempera, le tonalità , probabilmente, sono prese in prestito dalle insegne luminose di un night club, da cui sembrano appena uscite o in procinto di andarvi tutte le modelle sulla passerella.
giovedì 26 luglio 2012
LANVIN | AD Campaign | Automne Hiver 2012 2013
Il fotografo Steven Meisel continua la collaborazione con Alber Elbaz e per l'autunno inverno interpreta in modo originale il mondo Lanvin.
L'atmosfera è quella dei vecchi film, a me ricorda una serie tv, The Munster, una famiglia di pseudo mostri antagonista alla più famosa Famiglia Addams.
La campagna pubblicitaria è composta da una serie di ritratti che sottolinea la ricerca del direttore artistico, Alber Elbaz, per la mescolanza di tipologie di abito, di forme e di taglie, dove ogni personaggio convive con l'altro in armonia, o meno, proprio come avviene tutti i giorni fra le persone in strada.
giovedì 12 luglio 2012
V Magazine | Spagna | Estate 2012 | Electro
V Magazine Spagna, Estate 2012 redazionale "ELECTRO".
Fotografo Pierre Debusschere, Stylist Tom van Dorpe, Modella Franzi Mueller.
Abiti Autunno/Inverno 2012-13 di Prada, Lanvin, Dolce e Gabbana.
Fotografo Pierre Debusschere, Stylist Tom van Dorpe, Modella Franzi Mueller.
Abiti Autunno/Inverno 2012-13 di Prada, Lanvin, Dolce e Gabbana.
lunedì 11 giugno 2012
Una Foto A Caso
Etichette:
1990,
Claude Montana,
Donna,
lanvin,
una foto a caso
venerdì 23 marzo 2012
LANVIN | Eyewear e Sartorialità
Lanvin presenta la sua prima linea di occhiali prodotta dall'italiana De Rigo e per lanciare il prodotto si affida ad un video che sottolinea l'alta artigianalità dei prodotti sartoriali Lanvin e dei nuovi nati occchiali Lanvin.
mercoledì 21 marzo 2012
Ai ricordi nessuno è immune
Non so voi, ma a volte vorrei essere immune a certi ricordi.
Per me i ricordi sono importanti, mi fanno capire chi sono, da dove vengo e in certi casi nel ricordo di una situazione andata male aiutano a non ripetere errori e se sono veramente belli certi ricordi consolano.
Penso che nessuno sia immune ai ricordi e non lo dico per giustificare la mia naturale propensione cancerina di rifugiarmi in essi.
Ricordare, è un'azione incondizionata e spesso un ricordo riemerge quando meno ce lo aspettiamo.
Secondo me i ricordi si dividono in tre categorie, tre livelli di inensità che regolano anche il perdurare di alcuni su altri.
L'intensità è regolata dal nostro coinvolgimento emotivo.
I ricordi più leggeri sono sempre gentili, felici, privi di ombre, nitidi come una foto che pensavamo perduta e invece era in fondo ad un cassetto.
Accade spesso che i miei abbiano le sembianze di un volto amico, un sorriso, una voce, un suono, una musica.
A volte il ricordo leggero è una frase, che sottolinea un contesto, che rimane sospesa a memoria della persona che spesso la citava facendone un motto, un valore o semplicemente una battuta di spirito.
Poi ci sono i ricordi leggermente più intensi rispetto i primi sono più persistenti e su cui io generalmente mi soffermo qualche attimo in più, sono legati a qualcosa di tangibile come colori, oggetti, luci e spesso a situazioni intere.
Riemergono in particolari occasioni evocati da luoghi ed eventi simili a quelli di esperienze passate.
Questo tipo di ricordi, non solo dura di più, ma ha anche la caratteristica di avere anche delle sfaccettature amare se legati a esperienze spiacevoli, tristi.
Sono però facilmente aggirabili, girando l'angolo, cambiando luogo e altrettanto sostituibii affrontando la situazione, vivendo, oscurando i vecchi ricordi con dei nuovi.
I ricordi più forti, peggiori o migliori, secondo i punti di vista, sono i più intensi di tutti, in essi siamo coinvolti completamente, emotivamente parlando sono una vera tempesta.
Questo tipo di ricordi, a me, arrivano come una fitta pungente in pieno costato, come la vertigine che si prova sporgendosi da una grande altezza, un sospiro spezzato, una parola ferma in gola.
Solitamente mi sfuggono le immagini ma ho ben nitide le motivazioni che mi hanno portato all'azione, al gesto.
La caratteristica principale di questi ricordi è che, solitamente, sono legati a sentimenti forti come l'amore e l'odio.
Sono i ricordi che segnano di più il nostro carattere e sono accompagnati dallo stupore e la sorpresa quando riemergono grazie ad odore o un sapore.
Legati a sentimenti forti ma astratti hanno nei sensi gli alleati giusti per ricreare come in un film l'immagine nella nostra testa.
Per questa ragione, credo, tendiamo a ricercare alcuni odori o alcuni sapori, per non parlare di sensazioni tattili, attraverso queste ricordiamo ciò che ci piace ricordare.
Capisco anche come mai, per me, certe puzze rimangono puzze e altre anche se tali sono amabili puzze perchè sono legate ad amabili ricordi.
Per me i ricordi sono importanti, mi fanno capire chi sono, da dove vengo e in certi casi nel ricordo di una situazione andata male aiutano a non ripetere errori e se sono veramente belli certi ricordi consolano.
Penso che nessuno sia immune ai ricordi e non lo dico per giustificare la mia naturale propensione cancerina di rifugiarmi in essi.
Ricordare, è un'azione incondizionata e spesso un ricordo riemerge quando meno ce lo aspettiamo.
Secondo me i ricordi si dividono in tre categorie, tre livelli di inensità che regolano anche il perdurare di alcuni su altri.
L'intensità è regolata dal nostro coinvolgimento emotivo.
I ricordi più leggeri sono sempre gentili, felici, privi di ombre, nitidi come una foto che pensavamo perduta e invece era in fondo ad un cassetto.
Accade spesso che i miei abbiano le sembianze di un volto amico, un sorriso, una voce, un suono, una musica.
A volte il ricordo leggero è una frase, che sottolinea un contesto, che rimane sospesa a memoria della persona che spesso la citava facendone un motto, un valore o semplicemente una battuta di spirito.
Poi ci sono i ricordi leggermente più intensi rispetto i primi sono più persistenti e su cui io generalmente mi soffermo qualche attimo in più, sono legati a qualcosa di tangibile come colori, oggetti, luci e spesso a situazioni intere.
Riemergono in particolari occasioni evocati da luoghi ed eventi simili a quelli di esperienze passate.
Questo tipo di ricordi, non solo dura di più, ma ha anche la caratteristica di avere anche delle sfaccettature amare se legati a esperienze spiacevoli, tristi.
Sono però facilmente aggirabili, girando l'angolo, cambiando luogo e altrettanto sostituibii affrontando la situazione, vivendo, oscurando i vecchi ricordi con dei nuovi.
I ricordi più forti, peggiori o migliori, secondo i punti di vista, sono i più intensi di tutti, in essi siamo coinvolti completamente, emotivamente parlando sono una vera tempesta.
Questo tipo di ricordi, a me, arrivano come una fitta pungente in pieno costato, come la vertigine che si prova sporgendosi da una grande altezza, un sospiro spezzato, una parola ferma in gola.
Solitamente mi sfuggono le immagini ma ho ben nitide le motivazioni che mi hanno portato all'azione, al gesto.
La caratteristica principale di questi ricordi è che, solitamente, sono legati a sentimenti forti come l'amore e l'odio.
Sono i ricordi che segnano di più il nostro carattere e sono accompagnati dallo stupore e la sorpresa quando riemergono grazie ad odore o un sapore.
Legati a sentimenti forti ma astratti hanno nei sensi gli alleati giusti per ricreare come in un film l'immagine nella nostra testa.
Per questa ragione, credo, tendiamo a ricercare alcuni odori o alcuni sapori, per non parlare di sensazioni tattili, attraverso queste ricordiamo ciò che ci piace ricordare.
Capisco anche come mai, per me, certe puzze rimangono puzze e altre anche se tali sono amabili puzze perchè sono legate ad amabili ricordi.
Etichette:
film,
lanvin,
Patrik Suskind,
Profumo,
Ricordi
venerdì 9 marzo 2012
Carmilla le Vamp e le Femme Fatale
Carmilla è un personaggio letterario nato dalla fantasia dello scrittore Joseph Sheridan Le Fanu, L'omonimo romanzo, pubblicato nel 1872, è la prima apparizione letteraria di un vampiro in versione femminile e precede di 25 anni il Dracula di Bram Stoker, il quale, si dice abbia attinto dalla fascinosa vampira per creare il più celebre dei vampiri.
Giovane, pallida ma di eleganti movenze, Carmilla è l'incarnazione della donna fatale ottocentesca, fatale equivale a mortale, pericolosa per se e per gli altri.
La Femme Fatale nasce parallelamente alla donna angelo, che altro non è che l'altra faccia della medaglia, non meno pericolosa della prima, la donna angelo è vittima inconsapevole del suo fascino e generalmente viene salvata dalla sua purezza d'animo grazie alla "provvidenza"(manzonianamente parlando) che le invia un'uomo caparbio che la salverà non prima di aver passato le pene dell'inferno.
Queste figure di donna hanno influenzato e dato vita a molti personaggi di romanzi e opere liriche ma sono sopratutto le donne dai dissoluti costumi ad avere maggiore ascendente sulla fantasia dei romanzieri.
Donne "scostumate" secondo la morale dell'epoca che spesso finiscono vittime dei propri raggiri, in povertà, malate e morte dopo lunghe dolorose malattie.
Il 1900, la rivoluzione industriale gìà avviata, l'invenzione delle pellicole cinematografiche e i nuovi conflitti mondiali portano le donne nella vita reale ad una consapevolezza.
Esse stesse possono ridisegnare il proprio profilo e la propria immagine, sono le artefici del loro destino e della loro fortuna e non solo e unicamente materia da plasmare a piacere e somiglianza degli ideali maschili.
Questa nuova consapevolezza porterà, la donna ad avviare un lungo viaggio verso l'emancipazione in atto ancora oggi e che si modifica col cambio dei connotati della femme fatale e quindi della morale.
Il concetto di femme fatale attraverso il '900, subisce diverse metamorfosi, da ideale diventa reale anche grazie alle Vamp, che nascono proprio sul grande schermo con le attrici che interpretano le creature dei romanzi gotici e non ultimo quello di Le Fanu.
Dallo schermo ben presto le vamp vengono emulate dalle donne, diventando moda e stile.
Forte dei secoli di storia e delle narrazioni che si porta dietro, l'archetipo della donna fatale sembra rafforzarsi ad ogni cambio di secolo e la Vamp, diminutivo di Vampire, Vampiro, torna a stuzzicare la fantasia dei creativi.
Se le ultime apparizioni del Conte Vlad sulla passerella non vi fossero bastate sappiate che molti stilisti per il prossimo inverno hanno pensato al suo corrispettivo femminile.
Già sulla passerella di Lanvin, della primavera estate 2012, avevamo visto creature fatali dai serpenti avvinghiate e riportano alla mente le seduttrici sensuali e infernali di Franz Von Stuck.
La passerella estiva di Miu Miu incedono fanciulle coperte di pizzi e vestite come bambole fai da te, patchwork.
Dalla apparenza innocua le fanciulle indossano però scarpe a punta e nastri neri come allacciature, lo sguardo da gatte rosso acceso conferisce loro lo sguardo torvo di una donna pericolosa.
Sulla passerella di Givenchy i richiami alle nobili origini del fondatore sono evidenti nei capi di vestiario che richiamano la cavalleria, stivali e pantaloni da amazzone, si mescolano alle proporzioni delle maniche chimono e delle gonne a ruota ma di pelle. Il rigore del nero che fa anche da sfondo alla passerella accentua il candore dei volti.
Il make up è pesante, toni bruni fino al nero, occhi fumosi e labbra scure accentuano il carattere del personaggio sulla passerella una nobildonna, padrona di se forse fatale viste le stelle a cinque punte che decorano abiti leggeri indossati con collari e lunghi guanti di pelle nera.
Il più nobile dei pellettieri fiorentini, Gucci, ha in Frida Giannini il più bravo esecutore dei desideri delle clienti.
Il modello di donna è simile a quello di Givenchy ma con più evidenti e forti richiami alla donna animale.
Amazzoni con lunghi mantelli, che seducono nei pantaloni portati con stivali altissimi e camicie leggere, nude look.
Anche le stampe si tingono di nero, appena si intravedono con l'ondeggiare delle vesti lunghe che volteggiano come falene notturne.
Il make up novità di Gucci sono le sopracciglia decolorate che annullano lo sguardo delle modelle, le quali comunicano solo con le labbra.
Bocche evidenti rosso amaranto somigliano alle belle fauci degli esseri eterei e fatali dei romanzi gotici, un bell'animale che si veste di pellicce, velluti, imprimè a motivi animalier e anche piume scure come quelle di rapaci notturni.
La lunga chioma sciolta, sottolinea la magra figura e ondeggia ad ogni passo, appena annodata con due ciocche che vanno dalle tempie alla nuca, ricorda molto quella della donna angelicata nei ritratti preraffaelliti.
Donna angelicata e donna animale, si mescolano creando uno stile rigoroso in alcune parti e in altre audace l'effetto finale assolotamente desiderabile.
Sopra due opere di Franz Von Stuck
Sopra tre foto dalla sfilata di Givenchy e video della sfilata
Sopra alcune foto tratte dalla sfilata Gucci e video della sfilata.
Giovane, pallida ma di eleganti movenze, Carmilla è l'incarnazione della donna fatale ottocentesca, fatale equivale a mortale, pericolosa per se e per gli altri.
La Femme Fatale nasce parallelamente alla donna angelo, che altro non è che l'altra faccia della medaglia, non meno pericolosa della prima, la donna angelo è vittima inconsapevole del suo fascino e generalmente viene salvata dalla sua purezza d'animo grazie alla "provvidenza"(manzonianamente parlando) che le invia un'uomo caparbio che la salverà non prima di aver passato le pene dell'inferno.
Queste figure di donna hanno influenzato e dato vita a molti personaggi di romanzi e opere liriche ma sono sopratutto le donne dai dissoluti costumi ad avere maggiore ascendente sulla fantasia dei romanzieri.
Donne "scostumate" secondo la morale dell'epoca che spesso finiscono vittime dei propri raggiri, in povertà, malate e morte dopo lunghe dolorose malattie.
Il 1900, la rivoluzione industriale gìà avviata, l'invenzione delle pellicole cinematografiche e i nuovi conflitti mondiali portano le donne nella vita reale ad una consapevolezza.
Esse stesse possono ridisegnare il proprio profilo e la propria immagine, sono le artefici del loro destino e della loro fortuna e non solo e unicamente materia da plasmare a piacere e somiglianza degli ideali maschili.
Questa nuova consapevolezza porterà, la donna ad avviare un lungo viaggio verso l'emancipazione in atto ancora oggi e che si modifica col cambio dei connotati della femme fatale e quindi della morale.
Il concetto di femme fatale attraverso il '900, subisce diverse metamorfosi, da ideale diventa reale anche grazie alle Vamp, che nascono proprio sul grande schermo con le attrici che interpretano le creature dei romanzi gotici e non ultimo quello di Le Fanu.
Dallo schermo ben presto le vamp vengono emulate dalle donne, diventando moda e stile.
Forte dei secoli di storia e delle narrazioni che si porta dietro, l'archetipo della donna fatale sembra rafforzarsi ad ogni cambio di secolo e la Vamp, diminutivo di Vampire, Vampiro, torna a stuzzicare la fantasia dei creativi.
Se le ultime apparizioni del Conte Vlad sulla passerella non vi fossero bastate sappiate che molti stilisti per il prossimo inverno hanno pensato al suo corrispettivo femminile.
Già sulla passerella di Lanvin, della primavera estate 2012, avevamo visto creature fatali dai serpenti avvinghiate e riportano alla mente le seduttrici sensuali e infernali di Franz Von Stuck.
La passerella estiva di Miu Miu incedono fanciulle coperte di pizzi e vestite come bambole fai da te, patchwork.
Dalla apparenza innocua le fanciulle indossano però scarpe a punta e nastri neri come allacciature, lo sguardo da gatte rosso acceso conferisce loro lo sguardo torvo di una donna pericolosa.
Sulla passerella di Givenchy i richiami alle nobili origini del fondatore sono evidenti nei capi di vestiario che richiamano la cavalleria, stivali e pantaloni da amazzone, si mescolano alle proporzioni delle maniche chimono e delle gonne a ruota ma di pelle. Il rigore del nero che fa anche da sfondo alla passerella accentua il candore dei volti.
Il make up è pesante, toni bruni fino al nero, occhi fumosi e labbra scure accentuano il carattere del personaggio sulla passerella una nobildonna, padrona di se forse fatale viste le stelle a cinque punte che decorano abiti leggeri indossati con collari e lunghi guanti di pelle nera.
Il più nobile dei pellettieri fiorentini, Gucci, ha in Frida Giannini il più bravo esecutore dei desideri delle clienti.
Il modello di donna è simile a quello di Givenchy ma con più evidenti e forti richiami alla donna animale.
Amazzoni con lunghi mantelli, che seducono nei pantaloni portati con stivali altissimi e camicie leggere, nude look.
Anche le stampe si tingono di nero, appena si intravedono con l'ondeggiare delle vesti lunghe che volteggiano come falene notturne.
Il make up novità di Gucci sono le sopracciglia decolorate che annullano lo sguardo delle modelle, le quali comunicano solo con le labbra.
Bocche evidenti rosso amaranto somigliano alle belle fauci degli esseri eterei e fatali dei romanzi gotici, un bell'animale che si veste di pellicce, velluti, imprimè a motivi animalier e anche piume scure come quelle di rapaci notturni.
La lunga chioma sciolta, sottolinea la magra figura e ondeggia ad ogni passo, appena annodata con due ciocche che vanno dalle tempie alla nuca, ricorda molto quella della donna angelicata nei ritratti preraffaelliti.
Donna angelicata e donna animale, si mescolano creando uno stile rigoroso in alcune parti e in altre audace l'effetto finale assolotamente desiderabile.
Sopra due opere di Franz Von Stuck
Sopra tre foto dalla sfilata di Givenchy e video della sfilata
Sopra alcune foto tratte dalla sfilata Gucci e video della sfilata.
lunedì 6 febbraio 2012
LANVIN | Spring Summer 2012 | Ad Campaign
Steven Meisel fotografo della nuova campagna pubblicitaria Lanvin Spring/Summer 2012.
Testimonial dela campagna i modelli Johannes Schulze, Angus Low, Aaron Vernon, Othilia Simon, Aymeline Valade e Marte Mei van Haaster.
Testimonial dela campagna i modelli Johannes Schulze, Angus Low, Aaron Vernon, Othilia Simon, Aymeline Valade e Marte Mei van Haaster.
giovedì 1 settembre 2011
La moda bella....e che balla!
Sembra che apparire su You Tube dia i suoi frutti e Lanvin ci riprova con un video di un minuto, per la campagna pubblicitaria invernale.
La fotografia è di Steven Meisel, il quale crea un video ironico in cui modelli e modelle, vestiti e superaccessoriati Lanvin si improvvisano ballerini sulle note di "I Know You Want Me" di Pitbull. L' ambientazione pomposa in perfetto stile classico, iper decorato quasi rococò in netto contrasto col movimento di braccia e gambe degli improvvisati (ma non toppo) ballerini.
Sul finale anche il direttore creativo di Lanvin, Alber Elbaz, che prova a competere con i modelli.
Un video all'insegna dell'ironia e dell'autoironia, che smitizza l'alone di serietà e compostezza della maison.
Una performance che piacerà ai molti fan della Lanvin e ne creerà sicuramente di nuovi.
Buona Visione!
La fotografia è di Steven Meisel, il quale crea un video ironico in cui modelli e modelle, vestiti e superaccessoriati Lanvin si improvvisano ballerini sulle note di "I Know You Want Me" di Pitbull. L' ambientazione pomposa in perfetto stile classico, iper decorato quasi rococò in netto contrasto col movimento di braccia e gambe degli improvvisati (ma non toppo) ballerini.
Sul finale anche il direttore creativo di Lanvin, Alber Elbaz, che prova a competere con i modelli.
Un video all'insegna dell'ironia e dell'autoironia, che smitizza l'alone di serietà e compostezza della maison.
Una performance che piacerà ai molti fan della Lanvin e ne creerà sicuramente di nuovi.
Buona Visione!
martedì 26 luglio 2011
Che lo stile sia con te!
E' ufficiale gente!!!!
Non è più possibile andare in giro malvestiti.
Così come non è possibile andare in giro maleodoranti ma questo è un'altro discorso che lascerò da parte per quando "ciarlo" con le mie amiche.
Ormai vestiti decenti sono alla portata di tutte le tasche e seguire la moda con un budget ridotto è una delle belle novità di questi anni dopo l'avvento dei colossi della moda low cost.
Bastano poche semplici regole per essere ben vestiti ed ottenere un buon risultato visivo senza rovinare il conto in banca per l'acquisto di quell'abito che è su tutte le riviste e quel particolare modello di borsa.
A prescindere dal fatto che, chi segue il dictat del marchio a tutti i costi e dell'accessorio griffato e ne fa una bella mostra con sensazionali parure (cinta, scarpe, borsa) vistosamente marchiate, non solo rischia di essere noioso e pacchiano (per non dire coatto!!!) ma si omologa a quel gruppo di fashionisti che senza il marchio è privo di personalità.
Vestire seguendo dei trend senza risultare sopra le righe o prendere un leasing, si può fare, basta seguire delle semplici regole.
1- Una buona base da cui partire.
In arte e fra i disegnatori si parte dalla preparazione di una buona base per creare un'opera e capire quale e l'intimo giusto per il proprio corpo è una buona base per la scelta dei capi giusti. (Buttate via l'intimo che segna sotto i vestiti o che non soregge bene quel ben di dio che avete per petto)
2- Capire le proprie forme.
A ogni corpo corrispondono dei volumi che donano e valorizzano la silhouette mettendo in risalto solo le caratteristiche positive.
Innanzitutto bisogna vedere cosa realmente si usa dei capi che sono nell'armadio, generalmnte si usa un terzo di quello che si ha e il resto che non si usa sta li a complicare gli acquisti successivi.
Fare una buona pulizia nell’armadio è già un buon inizio.
Buttare è uno spreco io preferisco donarli oppure venderli.
Tutti abbiamo almeno una volta sbagliato o mal ponderato un acquisto e quei capi non aiutano a concentrare l'attenzione su quello che realmente si indossa con piacere e che sopratutto dona alla silhouette.
3- Capire le linee e scegliere i materiali.
Capite le forme che donano al proprio corpo è già metà dell'opera, ad esempio se avete un seno abbondante (come il mio) e fianco prosperoso non andrei a coprire anzi andrei ad evidenziare però senza usare il jersey o le magline perchè segnano i difetti dovuti all'essere formose.
Quindi userei tessuto in tutti i tipi purchè dall'aspetto pulito, no materiali voluminosi e dall'aspetto "peloso", ok per maglieria sottile, eviterei gli effetti della maglia a coste e quelle magline di viscosa che scivolano sul corpo. Si alle scollature ampie, a V profonde fin sopra il seno, scolli tondi e ampi anche da spalla a spalla, no scolli quadrati e forme chiuse a meno che non abbiate un collo sottile o capelli che lasciano scoperto il collo.
Le lunghezze per chi ha un polpaccio "forte" non devono andare più su del ginocchio.
Giusti i pantaloni a palazzo che sottolineano il punto vita.
Se siete formose evitate i pantaloni a vita bassa, VI PREGO!!! Non se ne può più di vedere in giro ragazze anche carine ma con un busto tagliato da t-shirt troppo corte e jeans a vita bassa che le fa somigliare a l'omino della Michelin più che a una Pin-up.
Si possono indossare pantaloni aderenti dipende poi come e con cosa si indossano.
Un valido aiuto viene anche da internet dove potrete trovare degli schemi per capire le vostre forme e i capi che vi donano di più.
4- La moda non va seguita.
Va solo raccolto il messaggio o i suggerimenti che ci sono più congeniali, tenendo conto di un proprio filo del discorso che è legato non solo a quello che sta bene al nostro fisico ma anche a quello che in quel momento ci piace indossare.
Una persona che si sente bene nei propri "panni" anche se, indossa una tuta da jogging ha un fascino vero rispetto ad una vestita elegantemente ma che in quei panni non ci si sente.
Vi sarà capitato di vedere elegantoni imbalsamati che non sanno come muoversi in giacca e cravatta ed esistono poi, anche se sono in minoranza, persone in jeans e maglietta dall'aspetto di "stoccafisso".
5- Modelli di riferimento e le icone di stile.
Una volta capito quali sono i capi e sopratutto la forma del proprio corpo si può iniziare a scegliere i capi magari aiutandosi prendendo ispirazione da personaggi famosi per individuare un proprio stile.
Ad esempio, per un tipo formoso le icone di stile potrebbero essere: Doris Day nei toni del pastello e Sofia Loren per uno stile più "dark" entrambe le unisce lo stile vintage anni ’50 e ‘60,uno stile elegante ma pratico, gonne a tubino pantaloni a sigaretta, abito a tubino, e una predilezione per tutto ciò che evidenzia le curve e il decollete, Monica Bellucci citata spesso per la sua eleganza ha attinto a piene mani dallo stile della Loren.
Recentemente Emma Watson, celebre per il personaggio di Hermione in Harry Potter, si è presentata sul red carpet e al David Letterman Show con un taglio di capelli nuovo che coincide non solo con la fine della trilogia del celebre maghetto, ma anche e soprattutto con un cambio di stile di Emma che deve dare una svolta alla sua carriera. Fotografata su Vogue America e per altre riviste appare truccata e fotografata come altre celebri icone di stile del passato.
Twiggy per alcuni scatti sbarazzini di Steven meisel e riferimenti anche a Mia Farrow per la scelta dei capi indossati in pubblico.
6- Shopping ponderato.
Il segreto dell’acquisto giusto sta nel non farsi prendere la mano scegliendo quei capi che sono facilmente riconoscibili e maggiormente visti nelle vetrine.
E quella nuance di colore e le stampe che quest'anno vanno tanto li eviterei, ma se le amate e non potete fare a meno, compratene solo nei capi facilmente intercambiabili come una maglia, top o un abitino.
Sconsiglio l'acquisto di un cappotto o un piumino in colori improbabili che per una stagione va ma l'anno dopo viene a nausea.
Su capi importanti e di uso frequenente consiglio i colori classici, oltre il nero consiglio tutte le nuance da beige al marrone scuro, blu e verdi molto scuri.
E se colore deve essere consiglio colori "super parter" come il rosso che nei cappotti è frequente trovare nelle linee dal taglio dritto e pulito di ispirazione anni '60, così se lo indosserete con un pantalone nero e stretto o un jeans o un abitino risulterà sempre un abbinamento giovane e fresco.
Favolosa la collezione di Max Mara che per festeggiare i '60 anni ripropone cappotti ripresi dall'archivio storico dell'azienda rinnovando gli abbinamenti dei tessuti.
Abitini stampati e con abbinamenti colorati e vistosi sono uno dei temi principali per il prossimo inverno, nell'armadio uno o due sono concessi, ma non riempitevi di fantasie tutte uguali o simili.
Le proposte per il prossimo inverno, quelle giuste, hanno le caratteristiche di due o tre stilisti che con un equilibrio di proporzioni e colori hanno dato una impronta forte alla collezione.
Nelle vetrine sicuramente vedremo valide proposte ispirate a:
Lanvin con costruzioni pulite in nero e colori forti;
Prada con disegni geometrici e citazioni anni '60, nonchè tutte le varianti del caso con tartan e quadrettati;
Giambattista Valli e Balenciaga con le proposte fiorate, anni '60 nel primo e più decostruite e sperimentali nel secondo;
Fantasie Foulard per Givenchy e variazioni Glamrock nei ricami di Balmain.
La pulizia delle creazioni di Celine e Ennio Capasa per Costume National.
Spererei di vedere valide proposte ispirate a questi stilisti ma so già che taluni prontisti di fronte agli abiti stampati a stelle in bianco e nero di Dolce e Gabbana, non resteranno indifferenti (ahimè!).
Non deve poi mancare nell'armadio la maglieria e giacche che quest'anno hanno una impronta maschile ma non portata solo su semplici pantaloni ma sopratutto su gonne a tubino con tutti gli accessori del caso, cinturoni, cravatte, collane dal formato maxi e spille dall'impronta retrò.
E questo mi rammenta un'altra regola per cambiare look con poco.
7-Gli Accessori non sono "accessori".
Gli accessori sono alleati “fondamentali” per cambiare lo stile di un'abito.
Saranno fondamentali, per l’inverno prossimo e per uno stile in piena tendenza:
cappello, guanti e borse a busta da giorno.
I Cappelli. Meglio se a falda larga o larghissima come quelle di Gucci o Lanvin, non sono ammesse le cloche o cappelli piccoli a meno che non abbiano una forte connotazione anni '60 come quelli in pelliccia di Prada o dalla foggia militaresca di Louis Vuitton.
I Guanti, lunghi o corti purchè aderenti, adornati, lavorati con inserti e materiale applicato come borchie e pietre simil-preziose.
La Borsa è a mano nei modelli a bauletto e in alcuni casi piccola, anzi piccolissima come quelle di Prada usate anche per il giorno.
Sono sparite le tracolle e dove ne vedrete, fidatevi, non è tendenza ma commercio.
Anche se sarà difficile in città girare senza l'adeguato "bagaglio" del lavoratore, io opterò sicuramente per un più comodo e capiente modello a bauletto proposto in quasi tutte le passerelle in pellami lavorati a rilievo.
Comunque non rinuncerò ad una bustina ben confezionata meglio se vintage in stile anni '70 come quelle di Gucci o Celine.
Una alternativa valida per l'acquisto degli accessori se si vuole esclusività è cercare nei negozi di vintage e nei mercatini dell'usato dove si possono trovare delle vere occasioni lussuose a prezzi ridotti.
Ma per acquisti, di questo tipo, ci vuole occhio e un minimo di esperienza con le contrattazioni sul prezzo, per questo vi consiglio intanto di seguire queste poche regole per riordinare le idee e look.
Semmai dovessero esserci dei problemi o voleste dei consigli mi potrete contattare, del sano shopping non si nega a nessuno!
Emma Watson
Twiggy
Monica Bellucci
Sofia Loren
Iscriviti a:
Post (Atom)

































