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lunedì 26 agosto 2013

Una Foto a Caso

Foto Patrick Demarchelier, abito Gianfranco Ferrè, 
modella Linda Evangelista.

giovedì 8 settembre 2011

Guardaroba Basic.....Instinct.

Gira e che ti rigira la crisi fa brutti scherzi e gli stilisti si affidano a clichè più o meno datati per creare le atmosfere che gli sono più congeniali.
Vi ricordate Basic Instinct? Catherine Tramell? Il personaggio interpretato da Sharon Stone?
E' tornata!
Si al momento solo su alcune passerelle e in qualche flash di sfilata ma il riferimento al personaggio è chiaro.
E' chiaro anche a che periodo si ispirano alcuni stilisti, gli anni '90, che occhiegiavano a loro volta ai sessanta/settanta.
E' comunque un revival secondo voi? Trattandosi di un passato abbastanza recente questa immagine di donna forse non si è mai estinta? Quel tipo di donna che era di ispirazione a Jil Sander e a Tom Ford quando disegnava per Gucci.
Ora mi chiedo se quel tipo di donna è mai arrivata a vivere nelle strade?
Lei è quel tipo di donna che dalle pubblicità occhieggiava in sbiego in una ambientazione asettica con indosso capi lineari e talmente sobri da essere basici, ma le cui costruzioni erano talmente particolari che poi così semplici, almeno nella costruzione, non erano.
Una costruzione sul dettaglio, cosi precisa da rendere preciso anche il carattere di chi indossa quell'abito, una donna sicura di se che non si lascia sopraffare dal'abito o dalla griffe, talmente sicura da risultare fredda.
Quel tipo di donna che ti gela in un solo sguardo e infatti sono rimasta gelata quando da alcune sfilate, il riferimento a quella moda e al personaggio di "Basic Instinct" è talmente forte che mi sono domandata se sia una vera tendenza o un'escamotage in tempi di crisi.
Di certo è una moda (ad effetto) di non facile attuabilità a meno che non si buttino via tutti i vestiti dall'armadio.
Sembrano averlo fatto le modelle della collezione Max Mara tanto da non lasciare al caso nemmeno acconciatura e trucco.
Anche la cartella colori è in perfetto stile Catherine Tramell.
Stessa cosa in alcuni capi di Stella McCartney dove però il gioco di colori è netto e sottolinea la costruzione del modello.
Abili della stilista inglese sono basati su astuzie che torneranno utili alla clientela più in "carne".
La collezione Gianfranco Ferrè è talmente sobria, rispetto ai canoni del marchio, da sembrare quasi una collezione di passaggio.
Se non fosse per alcuni capi ricamati e con molti strati di materiali sembrerebbe che Catherine sia passata anche lì, riproducendo se stessa anche nel trucco e l'acconciatura delle scene più sexy, c'è comunque un forte richiamo alla pulizia degli agli anni '60, anche se alcuni capi ben vestirebbero il personaggio di Sharon Stone.
Riassumendo manca solo un ignaro maschio, la location con il tanto temuto rompighiaccio nascosto sotto il letto.
E poi? Come andrà a finire? Come per il film anche qui il finale lascia dei dubbi sulla attuabilità di un total look "Basic Instinct".










Sopra Sharon Stone e Michael Douglas in alcune scene del film "Basic Instinct" uscito nel 1992 con la regia di Paul Veroheven, fotografia di Jan de Bont che aveva collaborato negli anni '80 con i registi: Ridley Scott, Joel Shumacher, John McTieman e Richard Donner.




Sopra tre foto Gucci by Tom Ford, 
campagna pubblicitaria A/I 96-97,
fotografo Mario Testino, modella Giorgina Grenville.



Sopra due foto della campagna pubblicitaria Jil Sander A/I 1995, Fotografo Craig McDean, modella Amber Valletta.




Sopra tre modelli per l'autunno inverno Stella McCartney.
Sotto tre modelli dalla passerella Max Mara.




martedì 28 giugno 2011

Ritorno all'Ordine.

Il lavoro del designer di moda non finisce mai e quando una collezione finisce, ce n'è un'altra che prende il suo posto.
Le tendenze si rincorrono una dopo l'altra.
Fra le tante quella dei tessuti stampati ad effetto foulard che, ho il piacere di constatare, torna nelle collezioni invernali, sulle passerelle maschili e anche nelle anticipazioni delle collezioni estive dell'anno prossimo, il 2012.
Questo tipo di stampa è proposta da tutti o quasi come leit motiv che differenzia una casa di moda dall'altra, come un marchio di fabbrica o un logo.
Vistose e con una impronta classica le stampe scelte da Riccardo Tisci per Givenchy, Orchidee e grandi foglie tropicali, le quali però sono state piazzate sui capi in un effetto caleidoscopico che ridisegna i profili del corpo un effetto che sarebbe piaciuto a Gianfranco Ferrè.
Infatti alcuni capi proposti da Givenchy e l'impronta dell'immagine data alle modelle ricorda quella del grande maestro.
Alessandro Dell'Acqua con la linea N.21 ha scelto anche lui dei fiori tropicali ma di forma più piccola mescolati con molte foglie verdi a creare una stampa che ad una prima occhiata sembra più un melange, anche qui l'effetto finale è dato dalla mescolanza sulla silhouette di due stampe, una per la parte del busto e una per il sotto, che sia gonna, short o pantaloni.
Mescolanza di pattern per creare un mash-up, mettere, togliere, tagliare e rimescolare, forse anche distruggere come nel caso di Celine disegnata da Phoebe Philo, dove la silhouette viene scomposta tagliata in un puzzle di pezzi dalla diversa cromia e nel caso dei completi stampati la figura è talmente ricoperta di fiori stampati da essere annullata in una unica poltiglia di colori.
anche Balenciaga scompone la figura in pezzi e li rimescola attingendo però a capi che sembrano presi più da un guardaroba invernale che estivo.
Ricordando le passate collezioni, dove la maison proponeva mini abiti e gambe sempre in evidenza in questo anticipo di collezioni la figura femminile risulta molto coperta.
Sicuramente in controtendenza, come sempre, Balenciaga (Nicolas Guesquiere) nelle sue sperimentazioni annuncia quali saranno le prossime tendenze, un ritorno all'ordine, già annunciato dalle sfilate maschili.
Non si può creare senza distrugge sembra essere la tendenza della prossima stagione un nuovo vento, che non è solo politico ma anche e sopratutto sociologico.
La grande ventata di aria fresca si era notata già con le collezioni invernali maschili dove molti stilisti hanno proposto un ritorno alle linee classiche è un ordine non solo apparente, un segnale della voglia di sobrietà che tutti decantano ma che così di netto non si riesce ad attuare.
Per avere sobrietà bisogna pulire, ma nel fare pulizia degli orpelli bisogna tagliare via i rami secchi dei trend che non ci sentiamo di indossare, per questo la via migliore è tagliare e riassemblare.
Giambattista Valli ha creato una collezione di pezzi intercambiabili e in alcune proposte vedo già dei modelli a cui potrebbe attingere Zara.
I pezzi che propone sono semplici, lo stile è dato dalle fantasie e i colori accostati insieme, un pezzo si può sovrapporre all'altro senza pensarci troppo, in maniera casuale.
Tutto questo assemblaggio, mi fa pensare che la strada intrapresa dalla moda, da alcuni anni, aveva appiattito le passerelle in un'unico gusto, ma la prossima estate mi fa pensare bene per il futuro e il torpore mentale in cui si era assopito il mondo forse è finito.
Su una pagina bianca si può scrivere e la sobrietà è la pagina bianca della moda, la maniera per azzerare gli eccessi e ridefinire il proprio stile.
Sobrietà che si nota dal taglio dei capi e dalle modellature pulite ma anche dalle palette di colori e dalla scelta degli accessori.
Le scarpe che abbiamo visto fin ora, con gli altissimi plateau, sembrano quasi scomparse sostituite da scarpe col tacco ma con le piante dei piedi che toccano a terra, o quasi.
E finalmente una donna che riesce a muoversi, senza la costrizione di un piedistallo che la costrige quasi alla staticità.
I segnali ci sono tutti, scomporre, smembrare per poi riassemblare.
Se dalle passerelle maschili emerge la pulizia e una autentica eleganza fatta anche di pezzi dal gusto retrò, giacca e pantalone, dalle linee pulite con uomini sbarbati e pettinati da moderni bohemian, nelle linee femminili ci sarà la stessa tendenza?
Si. Ma per rendere bohemian un abito femminile c'è bisogno di destrutturare e togliere gli orpelli inutili, creando dei pezzi che quantomeno abbiano un'aria casual quasi sportiva, E' quello che hanno ottenuto diversi stilisti e tra gli emergenti, protetto dalla signora Anna Wintour c'è Alexander Wang.
La sua collezione, tipicamente "newyorkese" ha in se tutti i segni della scuola Calvin Klein e similari ma con un accenno alle sue origini più esotiche, nella scelta dei materiali e dei tessuti che lo rendono sicuramente più interessante.
Ordine anche se sei casualmente vestito, e pulizia se sei attratto da tessuti stampati.
Adesso non mi resta che prendere un appunto e se ci riesco vorrei rivoluzionare anche io qualcosa, intanto faccio ordine nel piccolo e traboccante armadio di casa mia, cercherò di fare pulizia, con la voglia di avere più abiti stampati e capi da mescolare attendo fiduciosa i saldi ormai prossimi.


^ Givenchy


^ N.21 - Alessandro Dell'Acqua


^ Celine


^ Balenciaga


^ Giambattista Valli


^ Alexander Wang