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martedì 21 maggio 2013

JoJo ad Argenteuil





Nella foto qui sopra con il titolo Argenteuil dipinto ad olio su tela di 149 cm x 115 cm realizzato nel 1874 dal pittore impressionista Édouard Manet. 
Il quadro è conservato al Musée des Beaux-Arts di Tournai, in Belgio. L'opera fu esposta al Salon del 1875.
La tela rappresenta un canottiere con una giovane donna sulle rive della Senna ad Argenteuil. 
È stata una delle prime opere a meritare pienamente l'aggettivo di impressionista, sia per il suo soggetto naturalista, sia per il suo stile audace, ad esempio nel blu brillante del fiume.
Argenteuil è uno dei quadri che Manet realizzò durante le sue frequenti visite a Claude Monet, che vi abitava.

Sotto JoJO si lascia ispirare da questo quadro indossando alcuni pezzi delle collezioni pret-a-porter primavera estate 2013.





mercoledì 27 febbraio 2013

Punti di Vista | Dolce e Gabbana | Primavera Estate 2013


Dolce e Gabbana senza Sicilia è come Gucci senza la doppia G, non deve mancare mai un riferimento all'amata regione e per creare sbigottimento nel pubblico meglio rifarsi all'apoteosi della Sicilia con una carrellata di uscite che prendono in prestito i simboli più conosciuti della regione fra questi i pupi, l' Orlando Furioso, le ceramiche di Caltagirone,  il carretto siciliano e tutte le decorazioni che ne conseguono, nappe, fiori coccarde e nastri.
Una primavera estate ricca di colori, vivacità e quasi totale assenza di nero, presente solo sul finale della sfilata con le irrinunciabili uscite in pizzo.
Non mancano però le citazioni pop, quelle che fanno riferimento alle donne del cinema italiano del dopoguerra, Sofia Loren e Gina Lollobrigida prime fra tutte.
Come non ricordare una di loro mentre interpreta la donna del popolo, procace e dirompente, in una scena al mercato mentre sceglie la frutta e che fra una battuta e l'altra ammicca al protagonista di turno? Ecco fatto così l'ho immaginata, al mercato.
Sarebbe bello pensare che questi abiti vadano al mercato un giorno, per essere indossati da chi non pensa alle diete, ma ahimè già vedo il solito gossip modaiolo e la star di turno con indosso uno dei suddetti abiti cartolina.
Mi piacerebbe vedere, un giorno, Scarlett Johansson  con uno dei vestiti di Dolce e Gabbana mentre sceglie delle arance, oppure Keira Knightley mentre sceglie un bel polpo ma non credo sia possibile, sopratutto a Hollywood dove bellezza fa rima con magrezza e la dieta è l'unico chiodo fisso.

venerdì 5 ottobre 2012

Punti di Vista | Dolce e Gabbana



Le signore di Dolce e Gabbana amano giocare con le contraddizioni.
Pur trattandosi della stagione invernale le suddette non hanno freddo e spesso indossano veli e pizzi, svelando l'abbigliamento intimo in stile, tipico della casa.
Non hanno timore di essere seminude e mostrarsi nonostante i casti veli neri siano sul loro capo proprio come quelli di certe donne che si recano alla santa messa.
Le loro acconciature richiamano quelle della virginale e dimessa Lucia Mondella, la testa è contenuta in una treccia ma costellata d'oro a cui si abbinano vistosi orecchini, l'insieme fa da cornice al viso.  
Sotto il profilo sartoriale, la collezione, entra a far parte del solito repertorio Dolce e Gabbana ma il rito della sfilata risulta rinnovato grazie ad un'uso smodato di ricami barocchi, esclusivamente d'oro, che incrostano abiti e accessori, questi ultimi saranno sicuramente più ambiti rispetto all'abito trasparente e meno difficili da indossare rispetto, al cappotto o a una cappa nera ricoperta d'oro. 
Non credo vedrò mai nessuno alla messa domenicale in total look Dolce e Gabbana ma ammetto che mi divertirebbe proprio, penso però che sono gli accessori i pezzi forti della collezione sopratutto i bijoux.

mercoledì 15 agosto 2012

DOLCE e GABBANA | AD Campaign | Autunno Inverno 2012 2013

Il motto della campagna pubblicitaria Dolce e Gabbana sembra essere, team vincente non si cambia, si ripete il gioco proposto nella stagione estiva, stessa location, l'amata Sicilia e stessa aria giocosa.
Il fotografo è sempre Giampaolo Sgura e le stars della campagna le già note, Bianca Balti, Monica Bellucci e Bianca Brandolini D'Adda.









giovedì 12 luglio 2012

V Magazine | Spagna | Estate 2012 | Electro

V Magazine Spagna, Estate 2012 redazionale "ELECTRO".
Fotografo Pierre Debusschere, Stylist Tom van Dorpe, Modella Franzi Mueller.
Abiti Autunno/Inverno 2012-13 di Prada, Lanvin, Dolce e Gabbana.








Pochi Ma Buoni

I costumi da bagno sono come gli amici, vanno scelti con cura e meglio se sono pochi e buoni.
Se esteticamente hanno l'aria datata non importa devono però essere alleati dei nostri giorni di relax e bagni di sole, quindi, meglio se comodi piuttosto che belli.

Se dovessi scegliere, quest'anno non mi dispiacciono quelli dall'aria Retrò proposti da molti con sgambatura bassa, effetto bustier, che dona al corpo un fascino da Pin-up e dai colori pastello che richiamano quelli degli anni '50.
Prada opta per il rosa della Cadillac da cui attinge anche per creare degli inserti che segnano il punto vita. Marni propone un costume da bagno a tinte forti con maxi fantasie che ricordano i grafismi dell'art deco, Chanel propone un sempre valido due pezzi in bianco, mentre Rochas ripesca dall'archivio alcuni modelli che richiamano alla mente quelli indossati da Marilyn Monroe.
Marc, by Marc Jacobs, propone alcuni modelli dall'aspetto vintage e con i tipici colori marina, rosso e blu.

Per molti il costume da bagno è sinonimo di fisico atletico e deve avere il principale requisito di abbellire la figura, valorizzandone i punti di forza. 
Spesso chi cerca questo tipo di costumi non vuole rinunciare ad avere un aspetto da californiana e si prefigge un modello, irragiungibile, da fotomodella brasiliana, tipo Gisele Bundchen.
Sempre atletiche, in forma smagliante e perfetta, questo tipo di donne non rinuncia ad essere anche delle guerriere. Le proposte in tal senso non mancano e per lo più sono costumi da bagno sgambati, spesso scollatissimi e dalle forme bizzarre e dotati di accessori come lacci, fibbie e borchie a sottolineare il carattere sportivo e aggressivo di chi li indossa.
Sulla passerella di Michael Kors le modelle in costume sono delle amazzoni con tanto di bandoliere e calzari di cuoio, su quella di Tommy Hilfiger si vestono in mimetico ma in versione colorata e Donna Karan propone dei costumi dai colori terrosi che richiamano l'Africa e i grafismi tribali.
Da DSquared2 l'immagine è tutto. e sulla passerella una aggressiva squaw indossa un bikini brasiliano a stelle e strisce mentre per il costume intero preferisce il verde militare e una lavorazione a cordoncino con aperture ad asola. Frankie Morello cinge i corpi con pezzi di lycra drappeggiata, arrotolata e annodata nei punti strategici, l'effetto è quasi bondage a scapito dell' abbronzatura, che credo, non risultera proprio omogenea e perfetta.

Per chi invece non rinuncia a quell'accento esotico e femminile i costumi giusti sono quelli stampati e dalle superfici lavorate, con dettagli esotici e spesso in tinte forti.
Sono quei costumi da bagno che fanno sognare di viaggiare in terre lontane o addirittura fantastiche.
Missoni ne propone di coloratissimi e in tessuti fantasia, ad onde, cari al marchio, l'esotismo è dato dai dettagli come le ruches che bordano le scollature e sottolineano i fianchi.
Dolce e Gabbana per D&G guardano all'esotico con i bikini fantasia, coloratissimi con stampe ad effetto foulard. I pezzi di foulard che compongono il bikini sono annodati sui sfianchi e sul seno, completano la mise con un'ampio cappello di paglia e gli accessori volutamente esagerati.
Issa London è un marchio fondato dieci anni fa da Daniela Helayel, brasiliana, è una linea in ascesa anche perchèamata dalle star e amatissima dalla neo duchessa di Cambridge, Kate Middleton.
Di fatto abiti e costumi di Issa London sono desiderabili perchè sono glamour e hanno il piglio esotico che non guasta, per iniziare a viaggiare ancor prima di partire.



Sopra Pin Up firmate Earl Moran


Sopra Marilyn Monroe

Sopra due modelli d'epoca di Maurice Handler


Sopra Prada
Sopra Marni
Sopra Rochas


Sopra Chanel
Sopra Marc by Marc Jacobs





Sopra Gisele Bundchen per Vogue Francia.

Sopra Michael Kors

Sopra Donna Karan

Sopra Tommy Hilfiger


Sopra due costumi da bagno DSquared2

Sopra due modelli Frankie Morello
Sopra Missoni

Sopra DeG

Sopra Issa London

lunedì 9 luglio 2012

Una Foto A Caso


Foto Ferdinando Scianna, campagna pubblicitaria Dolce e Gabbana P/E 1988,scattata in Sicilia, modella Marpessa.

venerdì 15 giugno 2012

Autunno Inverno 2012/13 | Ricco, Ricchissimo e Finto Ricco

La stagione invernale 2012-2013 è in molti casi la celebrazione della decorazione in una sovrapposizione di più elementi. Alcuni creatori guardano al futuro con rimandi ad alcune icone cinematografiche, altre ricordano epoche passate. Pur mantenendo le forme dei grandi classici dell'abbigliamento dell'ultimo decennio, i capi del prossimo inverno sono decorati e lavorati spesso fino all'eccesso, con una stratificazione di materiali che fa pensare ci sia voglia di ricchezza e opulenza. Sicuramente questo atteggiamento della moda non è nuovo a chi osserva i fenomeni di costume e l'opulenza di certe decorazioni è il segnale ormai palese, della grave crisi recessiva che stiamo vivendo. In tutte le epoche attraversate da una crisi, la società, in cerca di nuovi valori e ideali a cui aggrapparsi, risponde con un eccesso di decoro. Un esempio del passato? Lo stile Biedermeier (1815-45) che, nell'epoca napoleonica e post napoleonica, era la riposta alla crisi sociale, economica e ideologica. Questo stile è il risultato di una mentalità falsamente dimessa, dove stucchi e cornici decorate vanno a decorare fogge di mobili e di abiti, dallo stile vagamente classicheggiante ma che di semplice hanno ben poco. E 'uno stile imperiale sulla copia di quello romano ma che di quest'ultimo ha mantenuto solo pochi elementi, sopratutto è uno stile per chi tenta di affermarsi in una cerchia sociale, per chi viole affermarsi e legittimare uno stile. Nell'arredo si distingue per un uso smodato di cornici, ghirlande, nastri, nappe e dove possibile coperto da una foglia d'oro (finta), importante è avere un'aria da nobile possibilmente ricco anzi ricchissimo. Quindi meglio se i quadri sulle pareti siano molti e che ci siano modanature dorate,  tappeti, tende con mantovana, tappezzerie abbinate, tanti fiori (anche finti), decori di ogni tipo, come ghirlande e centritavola con nastri a volontà. E' lo stile che ha segnato l'epoca romantica, infatti ha caratterizzato il gusto del balletto classico, che nasceva proprio in quel periodo. Le forme degli abiti ricalcavano quelle dello stile precedente, neoclassico, anche se irrigidite con la reintroduzione di busti e sottogonne. Questo irrigidimento, sopratutto nella parte alta del busto la dice lunga sul ruolo della donna nella società, che dopo l'era neoclassica, in cui le donne si erano liberate del busto e di altre sovrastrutture sociali, in questa epoca (1815 in poi) tornano al ruolo di "angelo del focolare domestico". A farla da padrone sono sopratutto le decorazioni e le sovrapposizioni, le quali nascondevano la donna e gli abiti sotto strati di ricami, merletti e nastri. Ritornano, in epoca biedermeier, le applicazioni, ridondanti, spesso dalla forma rigonfia a torchon, a ghirlanda o a motivi geometrici molto spesso dalle forme circolari a losanghe. Non Privo di elementi grafici nuovi o abbandonati da decenni e di epoca barocca, ritornano infatti in questo stile i grandi fiori, i fiocchi e le corpose volumetrie decorative su maniche e orli. Sicuramente è uno stile eclettico, in grado di pescare dove meglio crede i motivi che gli sono più congeniali pur di apparire, di mostrare, di costruire. Il prossimo inverno la parole chiave sono, ricco, ricchissimo e finto ricco purchè opulento che in abbinamento ad eclettismo e recessione suona un pò come un nuovo biedermeier.

Sopra una stampa del 1810-12 che mostra lo in voga negli anni della regenza di Napoleone.
Sopra due illustrazioni di abiti del 1820 in stile Biedermeier.
Sotto stampa che descrive un interno con famiglia del 1838.

Sicuramente sulla passerella di Louis Vuitton si è toccata la massima opulenza con una passerella su cui avanza dalle quinte un treno, il quale, fumante si ferma quasi alla fine della passerella, inizia una sfilata con una affermazione di "classe", infatti, le signore/modelle escono dal treno e lasciano portare le loro borse marchiate LV ad altrettanti inservienti in divisa e guanti bianchi, che le accompagnano fino all'uscita. Nessuna di loro rinuncia al cappello, grande e spesso piumato, è una creazione Stephen Jones, e fa da corona ad un profilo di donna che non ha paura di osare. Hanno quasi tutte i guanti e i materiali, ricchi sono per lo più jacquard con grandi motivi laminati, tessuti operati o matelassè, dove ci sono uniti i materiali sono double o pelle con abbinati bottoni vistosi e coperti di pietre luminose e grandi. I colori sono un tripudio della cartella colori più calda di Louis Vuitton, Marroni, Cammello, Ocra, Viola, Rosso amaranto, Rosso ciliegia e una nota di Rosa pallido e polveroso. Dove c'è il nero è in materiali come il lamè e il ricamo, volutamente finto ricco, è esagerato nelle forme e anche nel colore. Bilancia la figura ad A, dalle spalle strette, orli corti e grande cappello una calzatura importante alta e dalla punta squadrata. La massima nota eccentrica il grande occhiale dalla montatura circolare che rende ogni figura simile ad un insetto, e molte manquin simili a formiche o saltapicchi ancheggiano fino all'uscita, d'altronde la passerella sembra il set di Harry Potter, e loro, le modelle, sono simili a streghine, si potrebbero trasformare visto la magia che si respira fin dalla prima sbuffata del treno.



Chanel che nella primavera estate aveva esplorato le profondità marine pre l'autunno inverno si addentra nelle profondità della terra. L'allestimento scenografico è maestosamente eccessivo, e l'ampia passerella sembra più un teatro che ospita l'ultima fatica di George Lucas. Sembra di essere all'interno di un grande geode o sul pianeta di Superman, Krypton, grazie all'effetto dei monolitici cristalli color ametista, grigio e bianco. Le modelle ricordano dei minatori, altre, le più dark mi ricordano Ursa, la kriptoniana nemica di Superman, ve la ricordate? Qualsiasi sia il riferimento i completi sembrano delle divise, le più belle amio parere sono quelle scure come il carbone impreziosite da ricami ametista, grigio e bianco. Se nell'estivo erano le perle il decoro per nuovi make-up in inverno vengono sostituite dalle pietre preziose ed evidenziano le sopracciglia.

Sopra una foto di scena dal film Superman, l'attrice che interpreta la cattivissima Ursa.
Sotto la passerella di Chanel come pianeta Krypton e alcune foto modelli Chanel.


Quello che spopola oltralpe, in Italia eccelle, sopratutto se a farlo è uno dei marchi famoso nel mondo per gli eccessi, Roberto Cavalli.
Una sfilata che si preannuncia eccessiva già dalla scelta della colonna sonora, aria grave e la passerella nera, come lo sfondo, solca un'enorme tappeto zebrato, le stesse modelle sono creature feline, coperte di ricami e tessuti, a tratti mi ricordano le creazioni feline di Givenchy dell'inverno scorso, comunque è sempre un belvedere. Sembrano un'azzardo gli abbinamenti di materiali, che non vedevo da tanto tempo, richiamano gli anni '80 ma qui c'è meno divertimento e più che altro è un'eccesso senza l'aria divertita delle creazioni dell'epoca reganiana.
Sono donne che fanno finta di essere divertite, ma si prendono molto sul serio, non c'è gioco dietro l'aria da micetta, e la pelliccia non è richiamo al mondo felino ma più uno sfoggio di ricchezza, come  gli abbinamenti di materiali pelliccia, tessuti lamè, stampati e ricami e chi più ne ha più ne metta!
Il messaggio che, a me, arriva è che oltre ad essere una collezione che fa sfoggio di ricchezza,  tema caro a Roberto Cavalli, è un approccio alla clientela che cambia punto di vista, l'oggetto moda prende il sopravvento e le modelle sono fagocitate dagli abiti e dagli accessori, che abbondano,  celando la persona e impoverendola della sua capacità intellettuale. Le definirei delle vere manquin, dei veri e propri manichini, dove ogni riferimento alla persona passa attraverso l'immagine di status a cui molti ambiscono. Sopratutto il tema dell'eccesso si amplifica se, alla ricchezza, si abbina un discorso di abito elitario,  legato al corpo, il fisico con le sue proporzioni corporee, con cui la cliente di Roberto Cavalli dovrà per forza fare i conti, poichè le gonne sono cortissime e gran parte delle linee, gonfie sui fianchi non donano nemmeno alle modelle. Comunque Roberto Cavalli rimane un grande portavoce delle tendenze moda e come sempre riesce a farle proprie ingigantendone i tratti generali, anche se in questo caso alcuni eccessi sono davvero troppo anche per chi ama le avanguardie.








La passerella di Prada è un grandissimo tappeto viola in un'immenso stanzone, delimitato, a zone, da giganteschi lampadari. L'effetto è Fanè e con l'aggiunta della musica, mi ricorda, L'Overlook Hotel, per intenderci, l'hotel del film Shining. La prima uscita annuncia un ritorno al total black, tutto nero, che per Prada è ormai un tema ciclico, che chiude una ricerca e ne anticipa una nuova. Il nero che,sembra, a prima vista, relegare la figura alla sola essenza di ombra, è in realtà, per Prada, l'escamotage per concentrare l'attenzione sull'essenza di certe lavorazioni e proporzioni, sull'essenza del creare moda. La parvenza dark delle modelle è solo uno delle componenti dello stile, Prada ci costinge a guardare oltre l'immagine, nel tripudio di lavorazioni e nello studio delle proporzioni che, per questa stagione, la avvicina molto allo studio di Marc Jacobs per Louis Vuitton. Sovrapposizioni, cappotti, gonne, pantaloni dagli orli corti o cortissimi e un'uso del ricamo con materiali giganti, dove le perle grosse come noci incrostano colli, polsi e orli. Dove interviene con il colore vi è in una sovrapposizione di fantasie e in alcuni casi certe creazioni mi ricordano altre, del passato, appartenute a Romeo Gigli.



Sopra alcune foto, dell' Overlook Hotel, dal Film "Shining" di Stanley Kubrick.






Opulenza al massimo dei livelli da Dolce e Gabbana che oltre ad offrire una suggestiva apertura di sfilata che ricorda il palazzo del film "Il Gattopardo",  con in sottofondo Pavarotti con "O' Sole Mio" con tanto di candelabri oro e cornici barocche sul fondo della scena, prendono  a prestito il tema per rivestire di dorati bagliori gli abiti neri, su alcuni pezzi fino all'eccesso, restituendo al marchio quel sapore di Barocco Siciliano che negli ultimi anni era andato quasi perduto.
La decorazione è la padrona assoluta,  ricami oro materici e in rilievo,  ricami dal sapore antico a mezzopunto e piccolo punto su abiti, accessori e coulotte, non stanchi di motivi barocchi, abbeliscono le modelle di nuovi ornamenti a volute e a cameo come cerchietti e diademi fra i capelli, orecchini e collier enormi tutti in metallo dorato e materiale in tinta all'abito.
Grande ritorno del pizzo stratificato e sui veli neri in testa alle modelle come citazione di quelli portati dalle donne siciliane che si recano alla Santa Messa.
Non rinunciano ad altri decori che abbeliscono scarpe e anche le calze a mò di "imparaticcio", e le stampe sono un'omaggio alla pittura con le riproduzioni di banchetti e nature morte ricche di fiori variopinti e colorati su fondi scuri come quelli di certi quadri di collezioni regali.
L'impressione di opulenza e regalità si fa più forte nel finale di sfilata dove a cascata tutte le modelle ritornano in passerella, si sovrappongono l'una all'altra fino a ricreare, con l'aiuto della musica, quel parossismo barocco tipico di certi soffitti dei palazzi nobili siciliani, dove le dee attraggono l'attenzione con la loro incomparabile bellezza e sensualità.


Sopra una scena dal film "Il Gattopardo" di Luchino Visconti.
Sotto una foto di Palazzo Valguarnera Gangi a Palermo, Sicilia, dove è stato ambientato il film.


Sotto foto dalla sfilata, particolare di abito ricamato, Borsa, Occhiali e Bijoux.