Foto di Steven Meisel, Vogue Italia Febbraio 2012, redazionale "Keep it Surreal", abito Viktor e Rolf.
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giovedì 11 luglio 2013
domenica 23 dicembre 2012
Si avvicina la fine dell'anno con tutti i suoi dubbi, le incertezze sul futuro e qualche piccolo cruccio riguardo l'anno appena passato.
Unica luce a fare da filo conduttore, almeno per me, l'appuntamento che ho con questa parentesi felice e prospera.
Spaziobianco è nato come un gioco, il giorno dopo la chiusura della mia attività ma ora oltre ad essere la mia creatura mi accorgo che diventa sempre più anche la vostra e visto che in molti mi seguite via mail e molti altri attraverso i social network, queste righe sono un modesto regalo di natale, per me difficilmente incline a farmi vedere debole.
Da dove comincio? Aaah bene da qui, chi sono io? Una disoccupata, ogni giorno non corro dietro a dure giornate lavoro (spero ancora per poco), ogni giorno però affronto il mio sentiero ad ostacoli, che spero, nel 2013, porti i frutti della corsa svolta fin qui.
Lo sapete che non mi lamento mai ma quest'anno è stato difficile e so che forse lo è stato anche per alcuni di voi ma spero di avervi allietato con i miei post, così come io ho avuto il piacere di notare che molti di voi condividono le mie tavole illustrate e i miei post vari ( a volte indecenti!).
La mia passione per l'illustrazione è immutata da quando in un lontano Natale degli anni ottanta mia madre ebbe la felice idea di regalarmi il primo libro della mia modesta biblioteca di moda, questo accadeva nel 1982 e a quei tempi il mio furore per la moda non andava più in là di una permanente venuta male e un paio di Levis con l'orlo sbagliato, non ero propriamente una modaiola, almeno a prima vista.
Le ragazze che allora erano considerate "giuste" avevano la permanente di Madonna con tanto di fascia in testa e Levi's cinti in vita da una fiammante cintura Charro di cuoio e con legacci oro, che, al tempo ho desiderato con la stessa inensità con cui oggi desidero un lavoro, come cambiano i tempi, a casa mia quella cintura non è mai entrata, non se ne parlava di spendere 80.000 lire per una cintura e ripensandoci oggi in effetti era una follia, insomma io ero, usando termini di oggi una sfigata, vi chiederete a chi somigliava questa? A detta di mia madre a Isabella Rossellini (della serie ogni scarrafoneee), che per me era bella ma non interessante come Madonna, altri al personaggio di Trisha Alden della Soap 'Quando si Ama' che definirla fashion è come definire Anna dello Russo sobria.
Quando finalmente ho avuto modo di ricevere il primo accessorio "giusto" e da paninara (non fate commenti vi prego!), la Naj Oleari originale di vernice stampata, ero comunque in ritardo sulle mie compagne e come al solito fuori dal gruppo dei "giusti".
Negli anni del liceo la storia è continuata, sono stata derisa, bersagliata da scherzi orrendi che spesso, non lo nascondo, erano generati dalla mia naturale spontanea goffaggine.
Dopo il liceo la rinascita presso l'Accademia, 4 anni di duro e appassionante lavoro, lì ho capito che tutto il passato mi era tornato utile, solitudine, incertezza e quel senso di emarginazione è servito allo scopo di apprezzare il silenzio di non essere notata, osservavo uuuuh! Quanto ho osservato!!!! E' stato questo a farmi crescere come strampalata cantastorie della moda, osservatrice dei gesti e dei costumi portatrice sana di fashion-victim, nonchè inguaribile sognatrice, tutte cose che mi sono servite sul lavoro per creare personaggi, storie e sogni.
La mia risposta agli anni orrendi delle medie e del liceo che vi ho descritto in breve è racchiusa nei miei traguardi lavorativi ben descritti ma sempre in breve sul mio curriculum vitae, ma questa è un'altra storia e ve la racconterò un'altra volta.
Spero che il 2013 mi porti soddisfazioni grandi anche nel prossimo futuro, un lavoro e con esso certezze ma per me al momento è questo spazio fonte di molte soddisfazioni, spazio che curo amorevolmente dal 2 maggio 2011 e che è a tutti gli effetti, assieme al disegno, la mia isola felice un modo per non perdere di vista chi sono, da dove provengo e dove voglio arrivare.
Questo blog per me è un modo di sentire, la pagina bianca con una poesia nascosta e spesso la poesia che mi arriva viene proprio da voi, una parola, un suggerimento sulla bacheca di Facebook e i tanti profili di persone e di culture che provengono da tutto il mondo, i tanti volti che vengono a trovarmi e a cercarmi nonostante i miei lati oscuri e i miei post ridotti a una sola foto.
Non voglio fare sviolinate e essere melensa, non pretendo nemmeno di essere simpatica a tutti ma so che apprezzate quel che faccio e continuerò a farlo, con una certa frequenza fino quando non troverò un lavoro.
Perchè mi sto dilungando? Un attimo ci sto arrivando!
Volevo solo farmi sentire dare voce ad alcuni pensieri, mostrare e portare alla luce alcuni lati oscuri e un pò da nerd così forse potrete cogliere meglio i post del 2013 e anche come mai alcuni post sono più tetri e altri tutti rose e fiori, perchè la mia vita è così come una montagna russa e nelle discese i lunghi silenzi fra un post e l'altro.
Penso che il 2013 sarà il mio anno di svolta, dell'ennesima svolta della mia vita, spero lo sia anche per voi se siete in condizioni simili alle mie, spero di documentare fedelmente nel blog tutte le novità e non solo di moda, sicuramente documenterò le mie passioni, i miei Punti di Vista con le mie illustrazioni e per voi che sarete ancora lì a sopportare e supportare anche i post strampalati cercherò di rimediare con post come questo che ho scritto con il cuore, come sempre, anche quando il sonno vuole prendere il sopravvento e l'aria invernale ha gelato mani e piedi.
Bè credo di aver detto tutto...Aaah NO! Dimenticavo! Il motivo per cui ho iniziato a scrivere questo Post, la sintesi non è una mia qualità.
(tono serio) "Vi auguro Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!" (sorrido)
giovedì 21 giugno 2012
venerdì 15 giugno 2012
Autunno Inverno 2012/13 | Ricco, Ricchissimo e Finto Ricco
La stagione invernale 2012-2013 è in molti casi la celebrazione della decorazione in una sovrapposizione di più elementi. Alcuni creatori guardano al futuro con rimandi ad alcune icone cinematografiche, altre ricordano epoche passate. Pur mantenendo le forme dei grandi classici dell'abbigliamento dell'ultimo decennio, i capi del prossimo inverno sono decorati e lavorati spesso fino all'eccesso, con una stratificazione di materiali che fa pensare ci sia voglia di ricchezza e opulenza. Sicuramente questo atteggiamento della moda non è nuovo a chi osserva i fenomeni di costume e l'opulenza di certe decorazioni è il segnale ormai palese, della grave crisi recessiva che stiamo vivendo. In tutte le epoche attraversate da una crisi, la società, in cerca di nuovi valori e ideali a cui aggrapparsi, risponde con un eccesso di decoro. Un esempio del passato? Lo stile Biedermeier (1815-45) che, nell'epoca napoleonica e post napoleonica, era la riposta alla crisi sociale, economica e ideologica. Questo stile è il risultato di una mentalità falsamente dimessa, dove stucchi e cornici decorate vanno a decorare fogge di mobili e di abiti, dallo stile vagamente classicheggiante ma che di semplice hanno ben poco. E 'uno stile imperiale sulla copia di quello romano ma che di quest'ultimo ha mantenuto solo pochi elementi, sopratutto è uno stile per chi tenta di affermarsi in una cerchia sociale, per chi viole affermarsi e legittimare uno stile. Nell'arredo si distingue per un uso smodato di cornici, ghirlande, nastri, nappe e dove possibile coperto da una foglia d'oro (finta), importante è avere un'aria da nobile possibilmente ricco anzi ricchissimo. Quindi meglio se i quadri sulle pareti siano molti e che ci siano modanature dorate, tappeti, tende con mantovana, tappezzerie abbinate, tanti fiori (anche finti), decori di ogni tipo, come ghirlande e centritavola con nastri a volontà. E' lo stile che ha segnato l'epoca romantica, infatti ha caratterizzato il gusto del balletto classico, che nasceva proprio in quel periodo. Le forme degli abiti ricalcavano quelle dello stile precedente, neoclassico, anche se irrigidite con la reintroduzione di busti e sottogonne. Questo irrigidimento, sopratutto nella parte alta del busto la dice lunga sul ruolo della donna nella società, che dopo l'era neoclassica, in cui le donne si erano liberate del busto e di altre sovrastrutture sociali, in questa epoca (1815 in poi) tornano al ruolo di "angelo del focolare domestico". A farla da padrone sono sopratutto le decorazioni e le sovrapposizioni, le quali nascondevano la donna e gli abiti sotto strati di ricami, merletti e nastri. Ritornano, in epoca biedermeier, le applicazioni, ridondanti, spesso dalla forma rigonfia a torchon, a ghirlanda o a motivi geometrici molto spesso dalle forme circolari a losanghe. Non Privo di elementi grafici nuovi o abbandonati da decenni e di epoca barocca, ritornano infatti in questo stile i grandi fiori, i fiocchi e le corpose volumetrie decorative su maniche e orli. Sicuramente è uno stile eclettico, in grado di pescare dove meglio crede i motivi che gli sono più congeniali pur di apparire, di mostrare, di costruire. Il prossimo inverno la parole chiave sono, ricco, ricchissimo e finto ricco purchè opulento che in abbinamento ad eclettismo e recessione suona un pò come un nuovo biedermeier.
Sopra una stampa del 1810-12 che mostra lo in voga negli anni della regenza di Napoleone.
Sopra due illustrazioni di abiti del 1820 in stile Biedermeier.
Sotto stampa che descrive un interno con famiglia del 1838.
Sicuramente sulla passerella di Louis Vuitton si è toccata la massima opulenza con una passerella su cui avanza dalle quinte un treno, il quale, fumante si ferma quasi alla fine della passerella, inizia una sfilata con una affermazione di "classe", infatti, le signore/modelle escono dal treno e lasciano portare le loro borse marchiate LV ad altrettanti inservienti in divisa e guanti bianchi, che le accompagnano fino all'uscita. Nessuna di loro rinuncia al cappello, grande e spesso piumato, è una creazione Stephen Jones, e fa da corona ad un profilo di donna che non ha paura di osare. Hanno quasi tutte i guanti e i materiali, ricchi sono per lo più jacquard con grandi motivi laminati, tessuti operati o matelassè, dove ci sono uniti i materiali sono double o pelle con abbinati bottoni vistosi e coperti di pietre luminose e grandi. I colori sono un tripudio della cartella colori più calda di Louis Vuitton, Marroni, Cammello, Ocra, Viola, Rosso amaranto, Rosso ciliegia e una nota di Rosa pallido e polveroso. Dove c'è il nero è in materiali come il lamè e il ricamo, volutamente finto ricco, è esagerato nelle forme e anche nel colore. Bilancia la figura ad A, dalle spalle strette, orli corti e grande cappello una calzatura importante alta e dalla punta squadrata. La massima nota eccentrica il grande occhiale dalla montatura circolare che rende ogni figura simile ad un insetto, e molte manquin simili a formiche o saltapicchi ancheggiano fino all'uscita, d'altronde la passerella sembra il set di Harry Potter, e loro, le modelle, sono simili a streghine, si potrebbero trasformare visto la magia che si respira fin dalla prima sbuffata del treno.
Chanel che nella primavera estate aveva esplorato le profondità marine pre l'autunno inverno si addentra nelle profondità della terra. L'allestimento scenografico è maestosamente eccessivo, e l'ampia passerella sembra più un teatro che ospita l'ultima fatica di George Lucas. Sembra di essere all'interno di un grande geode o sul pianeta di Superman, Krypton, grazie all'effetto dei monolitici cristalli color ametista, grigio e bianco. Le modelle ricordano dei minatori, altre, le più dark mi ricordano Ursa, la kriptoniana nemica di Superman, ve la ricordate? Qualsiasi sia il riferimento i completi sembrano delle divise, le più belle amio parere sono quelle scure come il carbone impreziosite da ricami ametista, grigio e bianco. Se nell'estivo erano le perle il decoro per nuovi make-up in inverno vengono sostituite dalle pietre preziose ed evidenziano le sopracciglia.
Sopra una foto di scena dal film Superman, l'attrice che interpreta la cattivissima Ursa.
Sotto la passerella di Chanel come pianeta Krypton e alcune foto modelli Chanel.
Quello che spopola oltralpe, in Italia eccelle, sopratutto se a farlo è uno dei marchi famoso nel mondo per gli eccessi, Roberto Cavalli.
Una sfilata che si preannuncia eccessiva già dalla scelta della colonna sonora, aria grave e la passerella nera, come lo sfondo, solca un'enorme tappeto zebrato, le stesse modelle sono creature feline, coperte di ricami e tessuti, a tratti mi ricordano le creazioni feline di Givenchy dell'inverno scorso, comunque è sempre un belvedere. Sembrano un'azzardo gli abbinamenti di materiali, che non vedevo da tanto tempo, richiamano gli anni '80 ma qui c'è meno divertimento e più che altro è un'eccesso senza l'aria divertita delle creazioni dell'epoca reganiana.
Sono donne che fanno finta di essere divertite, ma si prendono molto sul serio, non c'è gioco dietro l'aria da micetta, e la pelliccia non è richiamo al mondo felino ma più uno sfoggio di ricchezza, come gli abbinamenti di materiali pelliccia, tessuti lamè, stampati e ricami e chi più ne ha più ne metta!
Il messaggio che, a me, arriva è che oltre ad essere una collezione che fa sfoggio di ricchezza, tema caro a Roberto Cavalli, è un approccio alla clientela che cambia punto di vista, l'oggetto moda prende il sopravvento e le modelle sono fagocitate dagli abiti e dagli accessori, che abbondano, celando la persona e impoverendola della sua capacità intellettuale. Le definirei delle vere manquin, dei veri e propri manichini, dove ogni riferimento alla persona passa attraverso l'immagine di status a cui molti ambiscono. Sopratutto il tema dell'eccesso si amplifica se, alla ricchezza, si abbina un discorso di abito elitario, legato al corpo, il fisico con le sue proporzioni corporee, con cui la cliente di Roberto Cavalli dovrà per forza fare i conti, poichè le gonne sono cortissime e gran parte delle linee, gonfie sui fianchi non donano nemmeno alle modelle. Comunque Roberto Cavalli rimane un grande portavoce delle tendenze moda e come sempre riesce a farle proprie ingigantendone i tratti generali, anche se in questo caso alcuni eccessi sono davvero troppo anche per chi ama le avanguardie.
La passerella di Prada è un grandissimo tappeto viola in un'immenso stanzone, delimitato, a zone, da giganteschi lampadari. L'effetto è Fanè e con l'aggiunta della musica, mi ricorda, L'Overlook Hotel, per intenderci, l'hotel del film Shining. La prima uscita annuncia un ritorno al total black, tutto nero, che per Prada è ormai un tema ciclico, che chiude una ricerca e ne anticipa una nuova. Il nero che,sembra, a prima vista, relegare la figura alla sola essenza di ombra, è in realtà, per Prada, l'escamotage per concentrare l'attenzione sull'essenza di certe lavorazioni e proporzioni, sull'essenza del creare moda. La parvenza dark delle modelle è solo uno delle componenti dello stile, Prada ci costinge a guardare oltre l'immagine, nel tripudio di lavorazioni e nello studio delle proporzioni che, per questa stagione, la avvicina molto allo studio di Marc Jacobs per Louis Vuitton. Sovrapposizioni, cappotti, gonne, pantaloni dagli orli corti o cortissimi e un'uso del ricamo con materiali giganti, dove le perle grosse come noci incrostano colli, polsi e orli. Dove interviene con il colore vi è in una sovrapposizione di fantasie e in alcuni casi certe creazioni mi ricordano altre, del passato, appartenute a Romeo Gigli.
Sopra alcune foto, dell' Overlook Hotel, dal Film "Shining" di Stanley Kubrick.
Opulenza al massimo dei livelli da Dolce e Gabbana che oltre ad offrire una suggestiva apertura di sfilata che ricorda il palazzo del film "Il Gattopardo", con in sottofondo Pavarotti con "O' Sole Mio" con tanto di candelabri oro e cornici barocche sul fondo della scena, prendono a prestito il tema per rivestire di dorati bagliori gli abiti neri, su alcuni pezzi fino all'eccesso, restituendo al marchio quel sapore di Barocco Siciliano che negli ultimi anni era andato quasi perduto.
La decorazione è la padrona assoluta, ricami oro materici e in rilievo, ricami dal sapore antico a mezzopunto e piccolo punto su abiti, accessori e coulotte, non stanchi di motivi barocchi, abbeliscono le modelle di nuovi ornamenti a volute e a cameo come cerchietti e diademi fra i capelli, orecchini e collier enormi tutti in metallo dorato e materiale in tinta all'abito.
Grande ritorno del pizzo stratificato e sui veli neri in testa alle modelle come citazione di quelli portati dalle donne siciliane che si recano alla Santa Messa.
Non rinunciano ad altri decori che abbeliscono scarpe e anche le calze a mò di "imparaticcio", e le stampe sono un'omaggio alla pittura con le riproduzioni di banchetti e nature morte ricche di fiori variopinti e colorati su fondi scuri come quelli di certi quadri di collezioni regali.
L'impressione di opulenza e regalità si fa più forte nel finale di sfilata dove a cascata tutte le modelle ritornano in passerella, si sovrappongono l'una all'altra fino a ricreare, con l'aiuto della musica, quel parossismo barocco tipico di certi soffitti dei palazzi nobili siciliani, dove le dee attraggono l'attenzione con la loro incomparabile bellezza e sensualità.
Sopra una scena dal film "Il Gattopardo" di Luchino Visconti.
Sotto una foto di Palazzo Valguarnera Gangi a Palermo, Sicilia, dove è stato ambientato il film.
Sopra una stampa del 1810-12 che mostra lo in voga negli anni della regenza di Napoleone.
Sopra due illustrazioni di abiti del 1820 in stile Biedermeier.
Sotto stampa che descrive un interno con famiglia del 1838.
Sicuramente sulla passerella di Louis Vuitton si è toccata la massima opulenza con una passerella su cui avanza dalle quinte un treno, il quale, fumante si ferma quasi alla fine della passerella, inizia una sfilata con una affermazione di "classe", infatti, le signore/modelle escono dal treno e lasciano portare le loro borse marchiate LV ad altrettanti inservienti in divisa e guanti bianchi, che le accompagnano fino all'uscita. Nessuna di loro rinuncia al cappello, grande e spesso piumato, è una creazione Stephen Jones, e fa da corona ad un profilo di donna che non ha paura di osare. Hanno quasi tutte i guanti e i materiali, ricchi sono per lo più jacquard con grandi motivi laminati, tessuti operati o matelassè, dove ci sono uniti i materiali sono double o pelle con abbinati bottoni vistosi e coperti di pietre luminose e grandi. I colori sono un tripudio della cartella colori più calda di Louis Vuitton, Marroni, Cammello, Ocra, Viola, Rosso amaranto, Rosso ciliegia e una nota di Rosa pallido e polveroso. Dove c'è il nero è in materiali come il lamè e il ricamo, volutamente finto ricco, è esagerato nelle forme e anche nel colore. Bilancia la figura ad A, dalle spalle strette, orli corti e grande cappello una calzatura importante alta e dalla punta squadrata. La massima nota eccentrica il grande occhiale dalla montatura circolare che rende ogni figura simile ad un insetto, e molte manquin simili a formiche o saltapicchi ancheggiano fino all'uscita, d'altronde la passerella sembra il set di Harry Potter, e loro, le modelle, sono simili a streghine, si potrebbero trasformare visto la magia che si respira fin dalla prima sbuffata del treno.
Chanel che nella primavera estate aveva esplorato le profondità marine pre l'autunno inverno si addentra nelle profondità della terra. L'allestimento scenografico è maestosamente eccessivo, e l'ampia passerella sembra più un teatro che ospita l'ultima fatica di George Lucas. Sembra di essere all'interno di un grande geode o sul pianeta di Superman, Krypton, grazie all'effetto dei monolitici cristalli color ametista, grigio e bianco. Le modelle ricordano dei minatori, altre, le più dark mi ricordano Ursa, la kriptoniana nemica di Superman, ve la ricordate? Qualsiasi sia il riferimento i completi sembrano delle divise, le più belle amio parere sono quelle scure come il carbone impreziosite da ricami ametista, grigio e bianco. Se nell'estivo erano le perle il decoro per nuovi make-up in inverno vengono sostituite dalle pietre preziose ed evidenziano le sopracciglia.
Sopra una foto di scena dal film Superman, l'attrice che interpreta la cattivissima Ursa.
Sotto la passerella di Chanel come pianeta Krypton e alcune foto modelli Chanel.
Quello che spopola oltralpe, in Italia eccelle, sopratutto se a farlo è uno dei marchi famoso nel mondo per gli eccessi, Roberto Cavalli.
Una sfilata che si preannuncia eccessiva già dalla scelta della colonna sonora, aria grave e la passerella nera, come lo sfondo, solca un'enorme tappeto zebrato, le stesse modelle sono creature feline, coperte di ricami e tessuti, a tratti mi ricordano le creazioni feline di Givenchy dell'inverno scorso, comunque è sempre un belvedere. Sembrano un'azzardo gli abbinamenti di materiali, che non vedevo da tanto tempo, richiamano gli anni '80 ma qui c'è meno divertimento e più che altro è un'eccesso senza l'aria divertita delle creazioni dell'epoca reganiana.
Sono donne che fanno finta di essere divertite, ma si prendono molto sul serio, non c'è gioco dietro l'aria da micetta, e la pelliccia non è richiamo al mondo felino ma più uno sfoggio di ricchezza, come gli abbinamenti di materiali pelliccia, tessuti lamè, stampati e ricami e chi più ne ha più ne metta!
Il messaggio che, a me, arriva è che oltre ad essere una collezione che fa sfoggio di ricchezza, tema caro a Roberto Cavalli, è un approccio alla clientela che cambia punto di vista, l'oggetto moda prende il sopravvento e le modelle sono fagocitate dagli abiti e dagli accessori, che abbondano, celando la persona e impoverendola della sua capacità intellettuale. Le definirei delle vere manquin, dei veri e propri manichini, dove ogni riferimento alla persona passa attraverso l'immagine di status a cui molti ambiscono. Sopratutto il tema dell'eccesso si amplifica se, alla ricchezza, si abbina un discorso di abito elitario, legato al corpo, il fisico con le sue proporzioni corporee, con cui la cliente di Roberto Cavalli dovrà per forza fare i conti, poichè le gonne sono cortissime e gran parte delle linee, gonfie sui fianchi non donano nemmeno alle modelle. Comunque Roberto Cavalli rimane un grande portavoce delle tendenze moda e come sempre riesce a farle proprie ingigantendone i tratti generali, anche se in questo caso alcuni eccessi sono davvero troppo anche per chi ama le avanguardie.
La passerella di Prada è un grandissimo tappeto viola in un'immenso stanzone, delimitato, a zone, da giganteschi lampadari. L'effetto è Fanè e con l'aggiunta della musica, mi ricorda, L'Overlook Hotel, per intenderci, l'hotel del film Shining. La prima uscita annuncia un ritorno al total black, tutto nero, che per Prada è ormai un tema ciclico, che chiude una ricerca e ne anticipa una nuova. Il nero che,sembra, a prima vista, relegare la figura alla sola essenza di ombra, è in realtà, per Prada, l'escamotage per concentrare l'attenzione sull'essenza di certe lavorazioni e proporzioni, sull'essenza del creare moda. La parvenza dark delle modelle è solo uno delle componenti dello stile, Prada ci costinge a guardare oltre l'immagine, nel tripudio di lavorazioni e nello studio delle proporzioni che, per questa stagione, la avvicina molto allo studio di Marc Jacobs per Louis Vuitton. Sovrapposizioni, cappotti, gonne, pantaloni dagli orli corti o cortissimi e un'uso del ricamo con materiali giganti, dove le perle grosse come noci incrostano colli, polsi e orli. Dove interviene con il colore vi è in una sovrapposizione di fantasie e in alcuni casi certe creazioni mi ricordano altre, del passato, appartenute a Romeo Gigli.
Sopra alcune foto, dell' Overlook Hotel, dal Film "Shining" di Stanley Kubrick.
Opulenza al massimo dei livelli da Dolce e Gabbana che oltre ad offrire una suggestiva apertura di sfilata che ricorda il palazzo del film "Il Gattopardo", con in sottofondo Pavarotti con "O' Sole Mio" con tanto di candelabri oro e cornici barocche sul fondo della scena, prendono a prestito il tema per rivestire di dorati bagliori gli abiti neri, su alcuni pezzi fino all'eccesso, restituendo al marchio quel sapore di Barocco Siciliano che negli ultimi anni era andato quasi perduto.
La decorazione è la padrona assoluta, ricami oro materici e in rilievo, ricami dal sapore antico a mezzopunto e piccolo punto su abiti, accessori e coulotte, non stanchi di motivi barocchi, abbeliscono le modelle di nuovi ornamenti a volute e a cameo come cerchietti e diademi fra i capelli, orecchini e collier enormi tutti in metallo dorato e materiale in tinta all'abito.
Grande ritorno del pizzo stratificato e sui veli neri in testa alle modelle come citazione di quelli portati dalle donne siciliane che si recano alla Santa Messa.
Non rinunciano ad altri decori che abbeliscono scarpe e anche le calze a mò di "imparaticcio", e le stampe sono un'omaggio alla pittura con le riproduzioni di banchetti e nature morte ricche di fiori variopinti e colorati su fondi scuri come quelli di certi quadri di collezioni regali.
L'impressione di opulenza e regalità si fa più forte nel finale di sfilata dove a cascata tutte le modelle ritornano in passerella, si sovrappongono l'una all'altra fino a ricreare, con l'aiuto della musica, quel parossismo barocco tipico di certi soffitti dei palazzi nobili siciliani, dove le dee attraggono l'attenzione con la loro incomparabile bellezza e sensualità.
Sopra una scena dal film "Il Gattopardo" di Luchino Visconti.
Sotto una foto di Palazzo Valguarnera Gangi a Palermo, Sicilia, dove è stato ambientato il film.
Sotto foto dalla sfilata, particolare di abito ricamato, Borsa, Occhiali e Bijoux.
martedì 5 giugno 2012
VOGUE Italia | Giugno 2012 | Fascino Senza Età
Si presenta bene la copertina di Vogue Italia, Isabella Rossellini è la ragazza copertina di Giugno 2012 e anticipa il contenuto del servizio fotografico all'interno. E' numero importante per Vogue, che con questo servizio fotografico sottoscrive, assieme ad altri diciannove direttori di Vogue nel mondo, un patto per un approccio salutare all'utilizzo del corpo femminile nella comunicazione dei messaggi di moda, questo patto è stato chiamato dagli stessi Health Initiative. In italiano, Promozione alla Salute, è un vero e proprio progetto per la tutela della salute delle modelle e di riflesso di tutte quelle donne che le prendono a modello. Una vera e propria campagna contro i disturbi alimentari che affliggono il mondo della moda e chi con esso sogna, trasformando il proprio corpo a scapito della salute. Un impegno, quello di Vogue, non semplice, che per questo numero ha deciso di schierare delle protagoniste, speciali, non più giovanissime o in taglia, ma di notevole fascino. Le modelle in questione sono: Isabella Rossellini, Donna Mitchell, Lauren Helm, Susan Forristal, Carolyn Murphy e Guinevere Van Seenus, il fotografo è Steven Meisel, fashion editor Karl Templer, Maquillage Path McGrath, acconciature Guido Palau. Di seguito al servizio fotografico di Vogue ho inserito il video dal set fotografico. Buona Visione e Buona Giornata!
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