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venerdì 28 novembre 2014

Parlami d'amore.


Particolare tavola illustrata "Cip" dalla serie "Parlami d'amore".

lunedì 28 luglio 2014

Piccole faccende (da femmina) da non trascurare, le unghie.





Vi ricordate questo post di un'anno fa circa lo ripropongo perchè ritengo sia ancora valido e perchè in giro vedo tante unghie dall'identità in difficoltà, con tante sfumature anche al neon, sarà bene ripassare alcune regole per essere a posto senza risultare, come si dice a Roma, delle "coatte".

La stagione estiva è arrivata insieme a: 
-prova costume -
l'ininterrotto rapporto di amore e odio con la ceretta
-dieta a tutti i costi per rientrare in quell'amato vestitino, fatto di velo e che speri mettere per il matrimonio della tua migliore amica. 
Se l'inverno, con il lavoro, il tran tran quotidiano e lo stress non ti ha fatto star dietro al benessere psicologico figurarsi a quello fisico.
Si ricorre ai ripari con metodi drastici, all'ultimo momento ci si informa o ci si affida ad estetiste rampanti che ti rimodellano da capo a piedi, ma non sempre con risultati entusiasmanti anzi il più delle volte è pessimo, basta guardarsi intorno, unghie finte, al gel, incrostate e arredate come gli allestimenti di un luna park, isole, palme, cuori, orsetti e i lustrini troppi lustrini!
Da quel vedo in giro poi non c'è il limite al peggio sopratutto se lo sguardo va sui piedi si replica lo spettacolo delle unghie delle mani con un parco a tema che fa pandan con l'infradito anch'esso corredato di strass o peggio in un plateau finto ricco in colori sgargianti. 
Ma dove sono finite le unghie? Anche io ho molti smalti ma quelli che realmente metto poi sono sempre gli stessi e mi guardo bene dal mettere uno smalto sulle unghie quando so che dovrò cucinare.
Ho visto una trasmissione in tv dove una cuoca con unghioni al gel colorati che impanava l'agnello una cosa orrenda, non si faaaa! Non è igienico, non solo per lo smalto che potrebbe finire nel piatto ma anche per germi sapete quanti se ne annidano sotto le unghie? Un'infinità!
Allora meglio un'unghia ben curata, ma corta e da colorare solo se c'è l'occasione e poi per quanto riguarda i piedi, mi raccomando, è inutile mettere lo smalto sui piedi se poi il piede stesso è ridotto come un campo minato.
Cosa faccio io? Mi dedico alla cura dei piedi e delle mani personalmente con poche semplici regole, lavo i piedi tutte le sere prima di andare a dormire e una volta a settimana pediluvio e scrub, uso uno spray antiodore ogni volta che metto scarpe chiuse specialmente d'estate, ce ne sono in vendita di buone anche per pochi euro presso Bottega Verde, io uso quella al mentolo e sto provando ora una alla lavanda, da avere limette e gommage/scrub, io uso quello di Sephora, questo da usare ogi volta che vedete il piede secco e messo a dura prova da calzini e clima secco, di Sephora uso anche gli smalti e ogni volta che vado li comprerei in blocco, sono buoni anche gli smalti di Kiko più economici e con tante colorazioni in tendenza.
Per chi sta decidendo ora quale sia il suo colore dell'estate o decidesse ora di comprarli per la prima volta io inizierei con un colore neutro o trasparente, esistono in vendita kit da tre smalti, mentre per le occasioni eleganti d'estate un bel rosso acceso è l'ideale, sempre che si intoni con quel che indossate, mi raccomando non scegliere mai il colore dominante di quello che indossate sempre meglio scegliere una tonalità secondaria o in contrasto col colore che indossate, non amo la palette dei rossi-arancio, non donano mai, ma se il vostro look prevede il cuoio le tonalità sabbia e un gusto etnico l'arancio è uno dei colori più belli da abbinare.
Le palette neon sono belle sulle mani e solo se avete il classico jeans e maglietta.
A proposito dei colori è sottointeso che sono solo e sempre colori opachi, non usate i metallizzati o i perlati che oltre ad essere vecchi, sono antiestetici, ho visto unghie laccate di rosa perlato che sembravano telline o peggio delle cozze, un vero orrore.
E comunque meglio su un'unghia ben curata, semplicemente con un velo di trasparente ma vera, che su quelle palette da gelato che vedo in giro.

Quindi, riepiloghiamo, la lista della spesa per un buona cura dei piedi è questa:

- Spazzola piccola per la pulizia quotidiana;
- Limette (anche di cartone vanno benissimo)
- Pietra pomice (per le parti callose)
- Scrub per piedi;
- Crema antiodore e idratante;
- spray deodorante per i piedi e le scarpe.

Smalti, colori base da avere:

- Trasparente;
- Colore neutro effetto nudo, color cipria;
- Rosso acceso (coca cola);

- Nero solo se avete un look retrò fatto di molti colori chiari e pastello altrimenti l'effetto è pesante.

P.S ( Se avete intenzione di usare colori strani come il grigio o  il verde sempre meglio le tonalità calde le tonalità fredde sottolineano i colori mortiferi di ogni vena e capillare specialmente ora che non siamo abbronzate)

Buon restyling delle unghie e Buona giornata Gente!

mercoledì 30 ottobre 2013

Aperto un portone...

Quanto tempo è che non scrivo sul blog? Due mesi? Forse anche di più. Non ho più scritto, forse avrete capito, perché  il portone si è aperto  almeno quello economico, in quanto alle aspettative non sogno ma neanche mi lamento visti i tempi. Lavoro presso una attività commerciale già da un mese, sto rodando gli orari e cominciando a capire come gestire al meglio il tempo che mi rimane e sinceramente questo portone, questo ingresso mi piace ma lo vedo un poco spoglio, voglio tornare a comunicare sopratutto a disegnare e parlare di quello che mi piace cioè la moda. Tornerò con punti di vista, ve lo avevo promesso.
Brucerò fogli, pennelli e matite, per tornare a parlare di moda e costume da questo blog e attraverso le mie illustrazioni. Dovrò essere brava gestendo il tempo al meglio ma per la mia salute psichica non posso tirarmi indietro, vi confesso che questo periodo senza disegnare e parlare di moda è  stato duro ma è proprio ora che non mi posso tirare indietro, perché sapere che nonostante la lunga assenza il mio pubblico aumenta è un grosso incentivo ad allagare la porta, abbellire l`atrio e semmai spostarsi a livelli superiori. Ed io sono pronta lo dico a voce alta come a stipulare un contratto e per non tradire mai i miei sogni.
Buona giornata Gente.

venerdì 1 febbraio 2013

Post dal Tavolo



Se il mattino ha l'oro in bocca questa mattina ha l'oro del Sol Levante, dalle foto delle passerelle per la prossima estate molti hanno scelto temi e particolari riconducibili alla cultura giapponese, dai kimono agli origami, dalle stampe in stile Hokusai alla severa compostezza di un kimono maschile.
Tanti modi per sognare il giappone ma con l'occhio e la testa di un'occidentale che ne sogna segni e simboli senza andare più in là di un'immagine stereotipata e quasi da cartolina lunica che non lo fa (è sempre lei!) Prada che riesce a coniugare stile e simbologie senza cadere nel banale, per quanto inizialmente sembri una sfilata ostica, e forse alcuni pezzi sono difficili alla fine c'ha sempre ragione lei! Maledetta!
Ora vado ad elaborare la mia tesi su Prada con un nuovo punto di vista perchè solo disegnando riesco a vedere cosa  rende così attraente la sua collezione.

mercoledì 16 gennaio 2013

domenica 23 dicembre 2012




Si avvicina la fine dell'anno con tutti i suoi dubbi, le incertezze sul futuro e qualche piccolo cruccio riguardo l'anno appena passato.
Unica luce a fare da filo conduttore, almeno per me, l'appuntamento che ho con questa parentesi felice e prospera.
Spaziobianco è nato come un gioco, il giorno dopo la chiusura della mia attività ma ora oltre ad essere la mia creatura mi accorgo che diventa sempre più anche la vostra e visto che in molti mi seguite via mail e molti altri attraverso i social network, queste righe sono un modesto regalo di natale, per me difficilmente incline a farmi vedere debole.
Da dove comincio? Aaah bene da qui, chi sono io? Una disoccupata, ogni giorno non corro dietro a dure giornate lavoro (spero ancora per poco), ogni giorno però affronto il mio sentiero ad ostacoli, che spero, nel 2013, porti i frutti della corsa svolta fin qui.
Lo sapete che non mi lamento mai ma quest'anno è stato difficile e so che forse lo è stato anche per alcuni di voi ma spero di avervi allietato con i miei post, così come io ho avuto il piacere di notare che molti di voi condividono le mie tavole illustrate e i miei post vari ( a volte indecenti!).
La mia passione per l'illustrazione è immutata da quando in un lontano Natale degli anni ottanta mia madre ebbe la felice idea di regalarmi il primo libro della mia modesta biblioteca di moda, questo accadeva  nel 1982 e a quei tempi il mio furore per la moda non andava più in là di una permanente venuta male e un paio di Levis con l'orlo sbagliato, non ero propriamente una modaiola, almeno a prima vista. 
Le ragazze che allora erano considerate "giuste" avevano la permanente di Madonna con tanto di fascia in testa e Levi's cinti in vita da una fiammante cintura Charro di cuoio e con legacci oro, che, al tempo ho desiderato con la stessa inensità con cui oggi desidero un lavoro, come cambiano i tempi, a casa mia quella cintura non è mai entrata, non se ne parlava di spendere 80.000 lire per una cintura e ripensandoci oggi in effetti era una follia, insomma io ero, usando termini di oggi una sfigata, vi chiederete a chi somigliava questa? A detta di mia madre a Isabella Rossellini (della serie ogni scarrafoneee), che per me era bella ma non interessante come Madonna, altri al personaggio di Trisha Alden della Soap 'Quando si Ama' che definirla fashion è come definire Anna dello Russo sobria.
Quando finalmente ho avuto modo di ricevere il primo accessorio "giusto" e da paninara (non fate commenti vi prego!), la Naj Oleari originale di vernice stampata, ero comunque in ritardo sulle mie compagne e come al solito fuori dal gruppo dei "giusti".
Negli anni del liceo la storia è continuata, sono stata derisa, bersagliata da scherzi orrendi che spesso, non lo nascondo, erano generati dalla mia naturale spontanea goffaggine.
Dopo il liceo la rinascita presso l'Accademia, 4 anni di duro e appassionante lavoro, lì ho capito che tutto il passato mi era tornato utile, solitudine, incertezza e quel senso di emarginazione è servito allo scopo di apprezzare il silenzio di non essere notata, osservavo uuuuh! Quanto ho osservato!!!! E' stato questo a farmi crescere come strampalata cantastorie della moda, osservatrice dei gesti e dei costumi portatrice sana di fashion-victim,  nonchè inguaribile sognatrice, tutte cose che mi sono servite sul lavoro per creare personaggi, storie e sogni.
La mia risposta agli anni orrendi delle medie e del liceo che vi ho descritto in breve è racchiusa nei miei traguardi lavorativi ben descritti ma sempre in breve sul mio curriculum vitae, ma questa è un'altra storia e ve la racconterò un'altra volta.
Spero che il 2013 mi porti soddisfazioni grandi anche nel prossimo futuro, un lavoro e con esso certezze ma per me al momento è questo spazio fonte di molte soddisfazioni, spazio che curo amorevolmente dal 2 maggio 2011 e che è a tutti gli effetti, assieme al disegno, la mia isola felice un modo per non perdere di vista chi sono, da dove provengo e dove voglio arrivare.
Questo blog per me è un modo di sentire, la pagina bianca con una poesia nascosta e spesso la poesia che mi arriva viene proprio da voi, una parola, un suggerimento sulla bacheca di Facebook e i tanti profili di persone e di culture che provengono da tutto il mondo, i tanti volti che vengono a trovarmi e a cercarmi nonostante i miei lati oscuri e i miei post ridotti a una sola foto.
Non voglio fare sviolinate e essere melensa, non pretendo nemmeno di essere simpatica a tutti ma so che apprezzate quel che faccio e continuerò a farlo, con una certa frequenza fino  quando non troverò un lavoro.
Perchè mi sto dilungando? Un attimo ci sto arrivando! 
Volevo solo farmi sentire dare voce ad alcuni pensieri, mostrare e portare alla luce alcuni lati oscuri e un pò da nerd così forse potrete cogliere meglio i post del 2013 e anche come mai alcuni post sono più tetri e altri tutti rose e fiori, perchè la mia vita è così come una montagna russa e nelle discese i lunghi silenzi fra un post e l'altro.
Penso che il 2013 sarà il mio anno di svolta, dell'ennesima svolta della mia vita, spero lo sia anche per voi se siete in condizioni simili alle mie, spero di documentare fedelmente nel blog tutte le novità e non solo di moda, sicuramente documenterò le mie passioni, i miei Punti di Vista con le mie illustrazioni e per voi che sarete ancora lì a sopportare e supportare anche i post strampalati cercherò di rimediare con post come questo che ho scritto con il cuore, come sempre, anche quando il sonno vuole prendere il sopravvento e l'aria invernale ha gelato mani e piedi.
Bè credo di aver detto tutto...Aaah NO! Dimenticavo! Il motivo per cui ho iniziato a scrivere questo Post, la sintesi non è una mia qualità.
(tono serio) "Vi auguro Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!" (sorrido)

mercoledì 28 novembre 2012

Punti di Vista | Marc Jacobs Fall Winter 2012/13

La prima linea di Marc Jacobs, fondata con Robert Duffy nel 1986 è una delle collezioni di riferimento nel calendario delle sfilate di New York, dove sicuramente spicca per originalità e voglia di eccesso caratteristica non proprio tipica dello stile americano pulito e noiosamente basico.
Marc Jacobs nel panorama della moda americana spicca come una perla rara fra i vari prodotti in stile e per la stagione invernale 2012/2013 ci propone una full immersion da favola e non lo dico per dire (col mio solito accento romano) ma è una presentazione in perfetto stile fratelli Grimm, infatti sembra di essere in una pagina illustrata e la passerella è un'enorme libro diorama in cui si muovono delle fanciulle abbigliate come gnomi, forse sono alla ricerca della pentola d'oro, la stessa pentola che sicuramente riceverà Marc Jacobs dopo il successo ormai accreditato della sua collezione, scelta, selezionata e pubblicata da molti tabloid di moda.
Guardando bene la collezione tolti gli orpelli che creano l'immagine ci si accorge che sono molti i capi facili nella collezione e quindi tolti cappelli (disegnati da Stephen Jones) sciarponi in lana e le scarpe (fortemente d'immagine) tutto il resto sembra abbastanza indossabile e in perfetta sintonia con i gusti del momento come i bellissimi i capi spalla a tessuti jacquard e gli abiti dalla linea ad anfora, e i pantaloni dall'orlo corto. 
Perfettamente accostati i colori, i tessuti e i materiali che creano un mash-up in linea con le tendenze di molte passerelle europee, adorabili le uscite con camicia bianca e abito sovrapposto a pantaloni o gonne, eccessivo ma giusto l'abito di paillettes color ciliegia con grandi margherite (simbolo caro a Marc Jacobs) questa uscita divide la collezione in due tempi dove nella prima parte c'è spazio per il colore e nella seconda si affida a tonalità neutre fino all'amatissimo nero che  smorza i toni iniziali senza perdere l'occasione di citare i più famosi little black dress cari alla cinematografia americana anni 50'-60' a cui anche la colonna sonora fa riferimento.




lunedì 19 novembre 2012

Pescando dal Book


Illustrazione per redazionale 
Fashion Victim? 
Ritratto di una signora che gioca a fare la Fashion Victim,
Louis Vuitton Fall Winter 2011/12

martedì 22 maggio 2012

La Fiducia

Le parole sono importanti, alcune dette con leggerezza possono essere fraintese, sono deleterie sempre le parole che sminuiscono. Ma quello che non sopporto è l'intento, il modo con cui certe persone parlano della loro personalità solo attraverso frasi il cui fondamento, la regola, è la malafede, la sfiducia verso il prossimo, di solito queste frasi le vedo sulle bacheche dei social network, ma le ho sentite anche dal parrucchiere e le vedo applicate e inserite nel vissuto di gran parte della gente che incrocio in fila alla posta, sui mezzi di trasporto, fra i miei condomini. Certo molte volte la storia ci ha consegnato una realtà dura, alcuni personaggi hanno agito in termini egoistici e distruttivi. Mi chiedo però come, da comuni mortali, si può pensare di cambiare la crisi se il nostro atteggiamento verso il prossimo è privo di fiducia? Credo che dobbiamo iniziare a pensare che l'altro siamo noi, anche l'altro soffre, piange, ride e ha dei sentimenti, anche l'altro ha dei bisogni e dei sogni proprio come noi. Se iniziamo a pensare che l'altro, il vicino di casa, il collega d'ufficio, la signora in fila alla cassa è come noi, la visione di certi atteggiamenti cambia prospettiva. La mia modesta esperienza mi ha portato ha pensare che quello che si cela dietro un atteggiamento di chiusura, è dettato dalla insicurezza, quello che viene fatto con cattiveria è dettato dalla soliudine, questo vale per me ma anche per te, che stai leggendo o gli altri. Chi non ha fiducia è cinico e solitamente non ha una visione serena di se stesso nel mondo e non ha un'atteggiamento positivo per affrontare la vita. La fiducia è un'esercizio da provare e riprovare, alla prima occasione e anche in situazioni apparentemente irrilevanti. Quando ho iniziato a guardare il mondo con gli occhi della fiducia, ho cambiato innanzitutto la mia visione del mondo, il mio modo di agire è svincolato da ciò che dice la gente, di come reagirà. La fiducia è disarmante, ho concesso fiducia a chi non la meritava e posso dire che in molti casi ha funzionato, ho minato il cinismo trasformandolo in energia positiva, chi purtroppo è rimasto tale e quale ho poi scoperto essere una persona seriamente "malata" di cinismo. Le frasi che le le persone senza fiducia dicono sono: -la gente ti frega sempre; -la gente è peggio di me; -le persone sono peggio di un animale domestico; -alla gente più gli dai più si prende. Vorrei chiedere a te, che stai leggendo, che almeno una volta nella vita hai pensato o detto una delle frasi sopra elencate: Hai mai pensato che per gli altri all'interno del termine "la gente" ci mette anche te? E poi, una cosa che mi da realmente fastidio è che non sento mai parlare di se stessi in termini di debolezza o difficoltà, di paura o di sconforto sarebbe come far vedere i punti deboli, la società stessa ci chiede in continuazione di essere sempre dentro i parametri di un modello sociale sempre vincente, pena l'essere escluso, rimanere ai margini, essere etichettato come uno "sfigato". Certo c'è la possibilità di essere presi di mira da persone inopportune ma basterebbe pensare a se stessi in termini di sincerità e fiducia per ridurre i loro argomenti cinici in cenere. L'atteggiamento del sempre vincente vale in economia, sul lavoro come nella vita sociale, in economia si richiede una crescita costante, sul lavoro una professionalità che non prevede vita affettiva o sociale, nella vita sociale un look da persona sempre alla moda, sorrisi a profusione, il giro giusto, il fidanzato/a giusta. Se teniamo nascosti i punti deboli spesso si cade nella triste condizione di chi non viene capito o addirittura viene odiato. Essere vincenti per me significa conoscere anche le proprie debolezze, i propri punti deboli e ammettere serenamente d averli è una corazza indistruttbile, più che nasconderli. Avere fiducia nell'altro è un'atto che parte conoscendo le proprie ombre. Chi agisce in fiducia fa un'atto d'amore verso l'essere umano nascosto dietro l maschera del cinico sfiduciato e che oltre a essere un'atto istruttivo per l'altro lo è sopratutto per noi, per capire e curare le insicurezze. Facendo un atto di fiducia, vero e grande, si innescherebbe anche un meccanismo a catena che si autoalimenterebbe di sola fiducia, niente di più economico e più ecologico per fare pulizia nel nostro armadio pieno di scheletri e spazzare via dalla faccia della terra l'atteggiamento anti-umano che si fonda sulla sfiducia verso il prossimo.

giovedì 12 gennaio 2012

P.P.

Piccoli Piaceri.... per la mia mano, come bon bon da scartare piano e degustare lentamente lasciando che la mano segua istintivamente il suo percorso sul foglio, talvolta riemergono immagini come questa, nel mio taccuino, emersa durante un viaggio in bus da Roma a Viterbo riflettendo sui sogni e la poesia nelle immagini di moda.