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venerdì 6 luglio 2012

Valentino | Haute Couture | Automne Hiver 2012 - 2013

La collezione Couture Valentino disegnata da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli si presenta in una cornice nera e nere sono le prime due uscite in tessuto leggerissimo e trasparente, un'abito lungo e una cappa con inserti trasparenti.
Sensuale ogni uscita a partire dalle tute ricamate  e con ogni uscita cresce la sensualità che si coglie nei dettagli dei capi, come le scollature che lasciano scopertissima la nuca, messa in evidenza dall'alta ma contenuta acconciatura.
Splendidi gli abiti plissè con intarsi di tessuto trasparente e tutte le uscite in tessuto jacquard colorato con fantasie barocche o rinascimentali.
Quello che rimane chiudendo gli occhi e pensando alla sfilata è una carrellata di abiti da sera e una immagine femminile pulita nonostante le ricche lavorazioni.
Sembrano convivere due identità nella collezione, si passa dall'abito nude look alla casta proposta in stile botticelliano.
Una personalità che è in bilico tra sacro e profano, una parte della collezione è scura e dall'eccesso misurato con strati di nero e l'altra più chiara colorata dalle tonalità pastello e nel confine tra le due il celebre rosso che nel contesto, per assurdo, determina una zona neutra fra terreno e spirituale.
Non ci sono vie di mezzo ma ombe e luci, è una collezione che si ama o si odia, ma d'altronde Valentino era grande amico anche di Diana Vreeland la quale adorava gli estremi e detestava la mancanza di gusto e questa collezione la avrebbe adorata e a tratti pensandoci fra un completo e l'altro mi sembra di vederla.











Tutte le foto della collezione alta moda sono sul sito Valentino, http://www.valentino.com/it/home/ 

mercoledì 4 luglio 2012

Givenchy | Haute Couture | Automne Hiver 2012 - 2013

Solo pochi capi, dieci in tutto, presentati per la collezione invernale di Givenchy disegnata da Riccardo Tisci.
La presentazione ormai è un rito per questa casa di moda che presenta le sue creazioni di alta sartoria con un book fotografico dettagliato e curato nei minimi dettagli così come lo sono gli abiti della collezione.
Il tema centrale sono gli anni '70, il fenomeno hippie con tutta la iconografia femminile ad esso legata.
Frange, pelle, stivali e ricami dal gusto etnico, sono gli elementi che donano sapore alla collezione insieme ai colori terrosi che si inseriscono benisimo, fino a fondersi, nella cornice del giardino dell' Hotel d' Evreux.
I pezzi più belli, secondo me, sono la mantella di frange in pelle e il cappotto ricamato di rosso e bordato di visone. 
Givenchy, Riccardo Tisci, con questa collezione tocca la massima opulenza e guardando i modelli sembra di assistere a qualcosa di magico, le stesse modelle con maschera-occhiale su gli occhi sembrano evocate come spiriti da terre lontane.
Evocativa è la definizione giusta per descrivere questa collezione che affida e ridona valore al mestiere e alle maestranze dell' alta moda, evocando ogni mano e ogni occhio che si è prodigato a realizzare gli abiti, curando ogni dettaglio, rendendo unico ogni pezzo, onorando in questo modo, un mondo, quello dell'alta moda e dell'artigianato, che sta quasi scomparendo.






















Giorgio Armani Privé | Haute Couture | Autunno Inverno 2012-2013


Armani Privé ci aveva abituati (ma non troppo!) a delle stravaganze non proprio tipiche per Re Giorgio.
Questa collezione, sin dalle prime uscite, sembra tornare alle origini dello stile Armani, giacche e pantaloni sono i padroni indiscussi della passerella.
I pantaloni sono morbidi e spesso  in velluto nero contrastano con le giacche in tessuto chiaro e setoso dalle delicate tonalità pastello, rosa cipria, acquamarina e un indefinito lilla/grigio.
Per le uscite da giorno le modelle hanno una acconciatura che gli conferisce una testa piccola e contenuta in un piccolo basco nero dalla linea pulita ed essenziale.
A metà collezione l'allure cambia e le linee si ammorbidiscono ulteriormente nella parte alta del busto sposando il colore,geranio e indaco.
A fine sfilata la collezione è molto più dark di quello che era all'inizio.
Le prime uscite, da giorno, hanno il nero come filo conduttore che è decisamente smorzato dalla immagine, vagamente parigina e cittadina, che rende terrena e accessibile ogni uscita mentre nelle ultime uscite il nero è decisamente predominante e con il nero le superfici sono traslucide e in alcuni casi metalliche, il volto delle modelle è celato da un velo nero sottile e finemente ricamato che fa assumere a ognuna di loro un'aura ultraterrena e magica.
Ogni abito nero sembra dissonante con il precedente e in lotta per farsi notare anche perchè non c'è un vero filo conduttore, oltre il nero, a legare gli abiti da sera e sul finale di sfilata, con un colpo d'occhio, tutte le modelle in fila sullo sfondo sembrano delle funeste vestali.






















CHANEL | Haute Couture | Automne Hiver 2012 - 2013

Chanel alias Karl Lagerfeld presenta una alta moda apparentemente dimessa rispetto alla collezione di pret a porter.
Karl Lagerfeld ripesca dall'archivio tutte le trame usate da Madame Coco e aggiunge all'ormai nota tavolozza colori (bianco, nero,grigio) una tonalità di rosa corallo indefinito ottenuto con la mischia di vari filati tra i quali spiccano lamè e lane effetto mohair.
In alcuni capi l'effetto è talmente spesso e ruvido da risultare pesante, più leggera è sicuramente la sera e tutte le uscite in rosa pallido. 
Da una visione d'insieme risulta una donna un po agee che ha ripescato dall'armadio pezzi di varie epoche anche se trionfando i capi spalla e i notevoli fuori spalla, ottenuti con le spalline. L'immagine che ne viene fuori è simile a una donna in carriera degli anni ottanta, ma molto più decorata e femminile grazie a tutta una serie di elementi cari alla Maison Chanel (fiocchi,camelie, bordi di pizzo) che ne rendono dolci i lineamenti.
L'acconciatura simile a quella di Chanel alla fine della sua carriera fa somigliare le modelle a tante biancaneve.
I pezzi che mi convincono di più sono quelli da giorno bianchi e con i bianchi in mischia boucle rosa, gli abiti da sera color cipria e bianchi, quelli composti da pantaloni ampi e camiciette leggerissime e quelli ricamati con fiori in rilievo.
Non mi convincono alcune scelte fatte per le calze, il design delle calzature e qualche guanto di troppo ma veramente inutile l'esercizio di stile dell'abito da sposa, da tradizione lasciato alla fine della sfilata, che oltre ad essere decisamente pomposo non aggiunge nulla di nuovo e non ha alcun legame con il resto della sfilata.