mercoledì 11 gennaio 2012

VOGUE ITALIA - Gennaio 2012

"Like a Doll" fotografo Tim Walker, modella Lindsey Wixson.















Roberto Cavalli Campagna Pubblicitaria Primavera-Estate 2012

Presentata la nuova campagna pubblicitaria della collezione estiva di Roberto Cavalli, il fotografo è Steven Meisel.
Gli scatti sono stati realizzati a New York e ricordano molto quelli di Richard Avedon per Gianni Versace.
La somiglianza è accentuata dalla presenza delle modelle, Naomi Campbell, Karen Elson, Kristen McMenamy che avevano già lavorato alle celebri campagne di Versace/Avedon.
Fra loro la nuova promessa "Top Model", Daphne Groeneveld biondissima e con molto carattere posa fra le "Top" senza sparire fra di esse e per gli scatti dedicati agli occhiali fa sfoggio di tutta la sua grinta.
Fra i blog che seguo, molti commentatori urlano allo scandalo, additando Roberto Cavalli di aver fatto l'ennesimo plagio alla Maison Versace, ma sinceramente, anche fosse a me sembra che abbia copiato bene e comunque il risultato è un prodotto buono e qualitativamente alto in grado di fronteggiare un mercato nazionale e internazionale che, da molto, non osa, sopratutto da quando l'ombra della "Crisi" ha costretto molte aziende a "pulire", riducendo i costi di produzione al minimo.
Le lavorazioni "Couture" come i ricami e gli intarsi sono quasi spariti dalle passerelle e Roberto Cavalli con questa collezione ne fa un uso e quasi un abuso che è na gioia sapere che hanno lavorato per lui ricamatori destinati coi tempi che corrono a tagliare le spese, riducendo il personale.
Per continuare la mia linea difensiava a favore di Roberto Cavalli vorrei farvi notare che il repertorio barocco accostato al glamour rock ormai faceva già parte della sua tradizione anche in epoche in cui Versace non li usava, quindi direi che è ora di attribuirgli il merito di essere migliorato ad ogni collezione.
Nelle ultime due stagioni ha toccato l'apice della bravura anche nella costruzione sartoriale di alcuni capi come le giacche e capi in pelle.
Diamo a Roberto quel che è di Roberto! No?







Sopra due immagini di Richard Avedon per Gianni Versace.

giovedì 5 gennaio 2012

Luoghi del Cuore secondo Pia Jane Bijkerk

Pia Jane Bijkerk è una blogger, una viaggiatrice e una fantastica stilist, fotografa, decoratrice d'interni.
Le sue proposte, spesso ricreate nelle sue casesono sempre piene di poesia ed estro e sono visibili dal suo blog (http://blog.piajanebijkerk.com/WordPress/).
Le foto, pubblicate con cadenza settimanale, provengono da un'angolo all'altro del globo e fanno capire che non è difficile sentirsi a casa con pochi semplici accorgimenti e la voglia di trasformare un luogo a come la nostra anima sente e vede.
Nel 2011 ha pubblicato il suo terzo libro "My Heart Wanders" in cui descrive i suoi viaggi fra Sidney, Francia e Olanda dove prevale una visione del mondo poetica e dolcemente accogliente come i boccioli e i vasi di fiori che lei stessa compone e generosamente pubblica nel blog per il godimento struggente di noi che perennemente alla ricerca della nostra droga preferita, il romanticismo.
Il blog di Pia jane Bijkerk è denso di romanticismo, le sue foto e i suoi post profumano di fiori, grandi e carnosi come le peonie, dove i cuscini foderati in cotone naturale sono stampati a grandi lettere con le poesie d'amore preferite e decorano il letto bianco o una vecchia sedia sbiancata all'occorrenza, per evocare profumi e stili di vita passati e lontani, uno stile di vita rurale.
La vita campestre che si respira dalle sue foto e nelle sue passioni il giardinaggio, il suo orto e la cucina che non mancano di arricchire un blog interessante e pieno di ispirazione per chi ama lo stile shabby o vorrebbe viaggiare ma non può.
Vi consiglio anche di guardare i primi due libri di Pia Jane Bijkerk "Paris: Made by hand" e " Amsterdam: Made by Hand", in cui documenta i suoi soggiorni nelle città e il percorso, decorativo, per adattarsi alle nuove case, Pia Jane spiega che tale processo aiuta a non sentirsi estranei ai nuovi luoghi e le nuove esigenze di vita in cui la casa si trasforma in un luogo del cuore.













V-A-L-E-N-T-I-N-O

Ammetto che da ragazzina pur seguendo la moda, lui, Mr Valentino come lo chiamano i suoi seguaci, non era uno dei personaggi che amavo, a 14-15 anni anni adoravo gli stilisti giapponesi, Rei Kawakubo alias Comme des Garcons, Yohji Yamamoto, fra gli italiani stimavo Gianfranco Ferrè.
Verso i 20 anni ho avuto una cotta per le creazioni stravaganti di Versace, a 21-22 anni mi struggevo per Romeo Gigli.
Non seguivo Valentino quando sulle passerelle apparve Martin Margiela e nel campo dell'arte Orlan dava uno scossone ai ben pensanti, assieme a Kurt Cobain che con la sua musica cambiava il volto del rock.
Ho cominciato ad apprezzare veramente Valentino in seguito studiando la storia del costume, con Couturier come Yves Saint Laurent.
Il rosso è stato da sempre il mio colore preferito e dopo aver lavorato per lui quella nota di rosso inconfondibile ormai fa parte di me e lo uso non come colore ma alla stessa stregua del nero.
Al Signor Valentino devo anche l'occhio che ho affinato, nel lavoro, per la cura dei dettagli e per certe note femminili che a volte sono leziose fino al parossismo.
Di lui adoro quella aura romantica che richiama il fascino della Bella Epoque francese o il fascino delle dive degli anni '30 mescolato all'allure di moderne signore-icone del novecento, in primis Jackie Kennedy.
Adoro l'insieme dei caratteri che si fondono nell'utilizzo dei pizzi finissimi uniti a tessuti leggeri e pesanti, secondo le stagioni. I tessuti che spesso diventano volant e vengono sottolneati dal ricamo. Ricamo e lavorazioni come intarsi e applicazioni che con gli abiti da sera della Couture, trovano la loro massima espressione.
L'utilizzo dei decori in Valentino è garbatamente barocco e serve solo a sottolineae i pregi di chi li indossa, o almento ambiscono a farlo.
"Cosa vogliono le donne Sig. Valentino? Essere belle"
Mr Valentino ama la bellezza e se ne circonda, senza farne sfoggio, ama le donne e se ne circonda, riamato dalle più che lo hanno conosciuto per la sua generosità e l'eleganza che lo contraddistingue, che non fa parte del patrimonio che ha costruito, ma della sua essenza di gentleman, attento e sensibile conoscitore dell'animo umano e femminile.
Talmente sensibile e attendo che non manca di concedersi nè sul lavoro, nè ai suoi fans e dopo il film, The Last Emperor, ci dona una carrellata di immagini, le più rappresentative della sua carriera, in una esposizione virtuale permanente.
Il museo, si vocifera, con l'intera raccolta di abiti, in essere, disegni, accessori, archivio stampa e fotografico doveva essere realizzato a Roma e sembra/pare che il sindaco Alemanno non abbia agevolato la messa in atto, forse per un problema di spazi disponibili o naturalmente per la mancanza dei soliti fondi.
Il museo dedicato alla splendida carriera di Valentino era, secondo me, un atto dovuto non solo al Couturier ma sopratutto all'uomo, al Sig. Valentino che in tanti anni di lavoro, pur corteggiato dai Francesi, non ha mai abbandonato l'Italia e la sua amata Roma.
Sfilava a Parigi ma la sua sede era a Roma, non ha mai desiderato sfilare a Milano, che per antonomasia appartiene ad un altro settore della moda, quello industriale.
Fatto è che Roma, le istituzioni romane, al momento non gli hanno ricambiato l'affetto, affetto che secondo me con un museo a lui dedicato avrebbe portato nuovi posti di lavoro e nuova linfa di turismo.
E' notizia recente forse il museo si farà, ma a Parigi, al momento, dobbiamo accontentarci di vedere il museo virtuale in 3D, che per inciso non è niente male.
Il museo è una applicazione scaricabile da questo qui, http://www.valentino-garavani-archives.org/ , con un indirizzo email valido è possibile scaricare l’applicazione, collegata a un archivio online aggiornato che contiene:
5.000 foto e video di collezioni passate;
300 abiti diversi ed una galleria di circa 1000 metri quadrati, virtuali, per ora.

Grazie Mr Valentino!












martedì 3 gennaio 2012

Aspettando i Saldi (stilo la lista dei desideri)

Cari modaioli, ci siamo quasi, i saldi sono ormai prossimi e facendo mente locale ci sono una o due cosette che mi piacerebbe avere e voi cosa vorreste trovare in saldo?
Questa è la mia lista dei desideri, per immagini ovviamente.
Guardandola noterete che è esagerata ma lasciatemi almeno sognare!

Prada
Valentino Garavani
Giambattista Valli
Dries Van Noten
Lanvin
Miu Miu, abito.
Dries Van Noten
Jil Sander
Lanvin
Marc Jacobs
Givenchy
Valentino Garavani
Miu Miu
Borsalino per Max & Co.
Lanvin
Louis Vuitton
Miu Miu

domenica 1 gennaio 2012

Ricomincio da Qui.

Chi di voi, oggi, sta ripercorrendo tutte le tappe dell'anno appena trascorso?
Sapete cosa volete dal 2012?
C'è chi desidera un lavoro, chi desidera un figlio, oppure c'è chi desidera soldi e chi una casa, chi vorrebbe la serenità e chi un'auto nuova.
I desideri e le prospettive per l'anno appena entrato stanno mettendo a dura prova anche gli animi più calmi.
Più di altri anni, non so voi, ma io non so cosa voglio e sull' esperienza e l'andazzo degli ultimi anni ho deciso di buttare all'aria alcune certezze, tra queste, i desideri e i buoni propositi di inizio anno, che molto spesso hanno finito per condizionare la mia vita, portando amare delusioni.
Dalle esperienze del 2011 ho capito che non mi interessa di piacere a tutti, e non voglio piacere a nessun altro se non prima a me stessa, per farlo devo essere sincera, autentica e per essere autentica devo andare al nòcciolo, al succo, alla qualità delle cose, dei rapporti con gli altri e con una realtà, di vita, troppo dura per prenderla troppo sul serio e troppo spesso grigia per renderla ancora più cupa con aspettative che non arrivano.
Guarderò il bicchiere mezzo pieno ma senza ignorare la possibilità che forse non arriverò ad avere risultati immediati o eclatanti.
Sono armata di buona volontà con la voglia di affrontare questo nuovo anno da sola o in compagnia ma certa del fatto che non voglio fermarmi mai.
Non ho intenzione di apparire, voglio però esserci e non assistere da spettatrice.
Voglio essere artefice e gioiosa complice della vita, non ho più intenzione di aspettare quella telefonata, o quella parola che non arriverà mai.
Voglio dire di NO, esserci, dare, con le mie migliori qualità (quelle poche che ho) e non tanto per esserci o apparire.
Cercherò di mettermi alla prova e tornare a rivedere le esperienze del passato solo se mi potranno aiutare a costruire il futuro e poichè, da brava cancerina, vivo molto di ricordi, cercherò di conservarne solo alcuni per le giornate buie.
Le quali, spero siano poche, ma data la mia attuale posizione, da disoccupata, forse mi aspettano momenti duri, comunque non demorderò e punterò tutto sulla fantasia, punterò i piedi per non farmi trascinare dalla indolenza delle giornate casalighe che mi aspettano, nell'attesa di esplorare nuove possibilità.
Nell' incertezza e la precarietà, che sono anche spirituali, l'unica certezza che ho sono le mie passioni, moda, disegno e scrittura che assieme alla curiosità formano un quartetto perfetto per follie e vagheggiamenti da perfetta blogger.
Parto dalle radici di tutto quello che ha mosso la mia vita lavorativa e ha formato la mia idea di creatività e l'iconografia che mi porto dentro e mi fa vedere la vita a volte colorata a volte cupa.
Voglio rimescolare le carte, ricominciare da dove ho lasciato.
Dalle fantasie e le immagini che affiorano nella mia testa e che ho ripiegato in un angolo buio da troppo tempo.
Voglio lasciarmi trasportare dalle immagini, unire idee lontane, sacro e profano; sapori dissonanti, limone e cioccolato; lasciarmi andare con i colori, unire rosa col marrone, se questo è congeniale a trovare una nuova strada ma se giungendo alla fine mi dovessi accorgere che è tutto da rifare, chi se ne frega, ricomincio da qui come ora da questo blog, da questo post, da questa riga, da questa ultima parola, da uno spazio vuoto, dal silenzio, da una stanza, da una immagine.
Buon 2012!