venerdì 26 ottobre 2012

Apatia e Nutrimento


Ci si può lamentare che tutto va male se siamo noi gli artefici dell'apatia e l'appiattimento che imperversa anche da un semplice magazine di moda?
Credo proprio di no. Questo pensiero mi è venuto nei giorni scorsi sfogliando una rivista di moda fra le più vendute quando girando le pagine mi sono imbattuta in due pubblicità stampate sulla pagina destra del magazine e con un gioco di solleva-abbassa sembrava di vedere un film in stop motion.
Le due immagini si somigliano in tutto e tanto le modelle che il contesto sembrano gli stessi o comunque molto simili, per non parlare del prodotto che per il primo marchio è assolutamente calzante al target restando comunque noioso e per il secondo, con un prodotto assolutamente fuori dal target e noioso quanto il primo.
Immagini apatiche per gente apatica? Forse.
La mia apatia sta andando oltre, ultimamente mi occupo più di cucina che di moda e andando a fare shopping, quel poco che posso permettermi, non trovo nulla per cui vale la pena fare lunghe file a parte quella teglia per dolci, all'avanguardia e di design che ho messo subito all'opera. 
L'impressione che ho avuto è che anche i negozi sono in sofferenza sopratutto le grandi catene, nemmeno l'ultima collaborazione illustre aiuta a far uscire da H&M maglioni e abitini.
L'apatia è una brutta bestia e sembra anche contagiosa ma non fa calare i consumi dei generi alimentari, che hanno una flessione per il potere d'acquisto diminuito a causa dei rincari su tutti i fronti.
Ci si affida al discount piuttosto che al supermercato noto e si tenta di ridurre la spesa quotidiana facendo in casa anche una semplice pasta visto che il consumo di uova e farina è aumentato.
Ho notato inoltre che, nei grandi centri commerciali e per le vie dello shopping molti preferiscono sedersi con gli amici in un locale a bere e a mangiare qualcosa piuttosto che comprarsi l'ultimo capo alla moda. 
Allora mi domando se ci sia un collegamento fra il desiderio di nutrirsi e l'apatia, anche creativa, che sta appiattendo la vita di tutti i giorni in un'unica melma informe.
Se le due cose sono collegate forse c'è un collegamento anche con la scelta, ormai sempre più evidente, di informarsi su internet e vivere la rete come unica fonte per dare nutrimento a chi di immagini ci lavora e ci vive abbandonando definitivamente i formati cartacei ormai poveri di contenuti o comunque non all'altezza di colmare la fame del consumatore.