giovedì 11 ottobre 2012

Punti di Vista | Alexander McQueen | Fall Winter 2012-2013


L'inverno di Alexander McQueen, disegnato da Sarah Burton, è la citazione di quell'immaginario caro al fondatore del marchio.
Su un palcoscenico scuro, sovrastato da una scultura di gocce di cristallo, si muove, ad altezza uomo, un esercito di bionde.
In bilico fra mondo terreno e ultraterreno le modelle appaiono sospese sulle scarpe altissime anche grazie all'atmosfera creata dalla musica.
Un gioco di note fuso ad un respiro affannoso, misterioso,  sensuale che scandisce il passo altero di ogni ragazza.
L'inizio della collezione è un trionfo di bianchi e una citazione alla regina dei ghiacci, più volte musa della maison.
Le lavorazioni richiamano quelle di certi abiti inglesi fra il 1600-1616 e alcuni dettagli come i colli a gorgiera (in questo caso di pelliccia/piume) e le lavorazioni a "cannone" sembrano ripresi dall'iconico costume elisabettiano (Elisabetta I Tudor).
Da metà sfilata in poi la creatura della prima parte della collezione muta assieme alle superfici e ai materiali, tessuti operati, applicazioni di piume , volant e pellicce, prendono il sopravvento e il corpo sembra espandersi. 
Le vaporose lavorazioni catapultano lo spettatore in un mondo fatto di creature fantastiche, in bilico fra flora e fauna.
La musica scandisce la metamorfosi e gli abiti sono a malapena riconoscibili nel susseguirsi di colori bianco, rosso, mauve e nero.
Lo scopo della collezione sembra essere l'annullamento del corpo, senza però modificarlo. 
Si percepiscono sotto le stratificazioni, i volumi originali ma i rimandi fantastici annullano la volontà dello spettatore di individuarne i tratti.
Così ci si lascia andare allo spettacolo visionario fino  all'ultima uscita in total black, impossibile da individuare sullo sfondo nero.
Annullato l'ultimo corpo e con esso lo spettacolo, allo spettatore rimane la sensazione di aver partecipato a un rito catartico, dove gli estremismi dello stile McQueen sono contemporaneamente la causa e la cura di tanta attenzione da parte del pubblico (sopratutto di fashion victim).