Quanto tempo è che non scrivo sul blog? Due mesi? Forse anche di più. Non ho più scritto, forse avrete capito, perché il portone si è aperto almeno quello economico, in quanto alle aspettative non sogno ma neanche mi lamento visti i tempi. Lavoro presso una attività commerciale già da un mese, sto rodando gli orari e cominciando a capire come gestire al meglio il tempo che mi rimane e sinceramente questo portone, questo ingresso mi piace ma lo vedo un poco spoglio, voglio tornare a comunicare sopratutto a disegnare e parlare di quello che mi piace cioè la moda. Tornerò con punti di vista, ve lo avevo promesso.
Brucerò fogli, pennelli e matite, per tornare a parlare di moda e costume da questo blog e attraverso le mie illustrazioni. Dovrò essere brava gestendo il tempo al meglio ma per la mia salute psichica non posso tirarmi indietro, vi confesso che questo periodo senza disegnare e parlare di moda è stato duro ma è proprio ora che non mi posso tirare indietro, perché sapere che nonostante la lunga assenza il mio pubblico aumenta è un grosso incentivo ad allagare la porta, abbellire l`atrio e semmai spostarsi a livelli superiori. Ed io sono pronta lo dico a voce alta come a stipulare un contratto e per non tradire mai i miei sogni.
Buona giornata Gente.
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mercoledì 30 ottobre 2013
Aperto un portone...
mercoledì 24 aprile 2013
Pescando dal Book
Punti di vista. Tema stampe Primavera Estate 2012, in senso orario in alto a sinistra Balenciaga, Anna Molinari Blumarine, Dries Van Noten, Diane Von Furstenberg.
giovedì 7 marzo 2013
Punti di Vista | Etro | Primavera Estate 2013
La collezione Etro non aggiunge nulla di nuovo al panorama delle tendenze per la prossima primavera estate però va detto che è senza ombra di dubbio la collezione con le stampe più belle fra quelle che si ispirano all'oriente.
L'azienda Etro nasce nel 1968, fondatore Girolamo Etro, detto Gimmo, in principio è una fabbrica tessuti per arredamento e abbigliamento e solo in seguito con i figli Jacopo, Kean e Veronica l'azienda lancia le sue linee di abbigliamento.
L'enorme archivio di disegni per tessuto, che Gimmo ha costruito con dedizione e passione, che ha saputo trasmettere anche ai figli, è la fonte primaria delle ispirazioni delle linee Etro.
Lo stile Etro, raggiunge i massimi livelli quando la stampa è piazzata sul capo, come nel caso del modello qui sopra , piuttosto che in all-over, gergo tecnico che significa un disegno ripetuto, esempio banale i pois.
Etro apprende l'arte del piazzamento delle stampe attraverso collaborazioni illustri, Couturier e Stilisti di tutto il mondo, che negli anni hanno chiesto a Gimmo di realizzare le loro stampe, per citarne alcuni: Kenzo, Ungaro e Valentino.
Ma mentre questi con il tempo, la crisi e i cambi di direzione, hanno scelto di abbandonare quasi completamente gli stampati Etro e in questo caso i figli li rispolverano e di volta in volta l'archivio ricchissimo e variopinto è fonte primaria delle ispirazioni per le collezioni Etro.
Le stampe vecchie e nuove sono una vera e propria gioia per gli occhi di chi le guarda, va anche detto che non si ottengono facilmente anche se l'esperienza è decennale, come quella di Etro.
Va notato che la bellezza di certe stampe è pari solo all' attenzione quasi maniacale per la perfetta esecuzione di uno stampato, colori perfettamente calibrati e accostati ad arte, disegno e gusto che per Etro è da riscontrarsi nella assoluta sudditanza delle modellature, quindi non c'è da spupirsi se spesso tagli, cugni, cuciture vanno adattarsi alle stampe e non viceversa.
mercoledì 27 febbraio 2013
Punti di Vista | Dolce e Gabbana | Primavera Estate 2013
Dolce e Gabbana senza Sicilia è come Gucci senza la doppia G, non deve mancare mai un riferimento all'amata regione e per creare sbigottimento nel pubblico meglio rifarsi all'apoteosi della Sicilia con una carrellata di uscite che prendono in prestito i simboli più conosciuti della regione fra questi i pupi, l' Orlando Furioso, le ceramiche di Caltagirone, il carretto siciliano e tutte le decorazioni che ne conseguono, nappe, fiori coccarde e nastri.
Una primavera estate ricca di colori, vivacità e quasi totale assenza di nero, presente solo sul finale della sfilata con le irrinunciabili uscite in pizzo.
Non mancano però le citazioni pop, quelle che fanno riferimento alle donne del cinema italiano del dopoguerra, Sofia Loren e Gina Lollobrigida prime fra tutte.
Come non ricordare una di loro mentre interpreta la donna del popolo, procace e dirompente, in una scena al mercato mentre sceglie la frutta e che fra una battuta e l'altra ammicca al protagonista di turno? Ecco fatto così l'ho immaginata, al mercato.
Sarebbe bello pensare che questi abiti vadano al mercato un giorno, per essere indossati da chi non pensa alle diete, ma ahimè già vedo il solito gossip modaiolo e la star di turno con indosso uno dei suddetti abiti cartolina.
Mi piacerebbe vedere, un giorno, Scarlett Johansson con uno dei vestiti di Dolce e Gabbana mentre sceglie delle arance, oppure Keira Knightley mentre sceglie un bel polpo ma non credo sia possibile, sopratutto a Hollywood dove bellezza fa rima con magrezza e la dieta è l'unico chiodo fisso.
lunedì 25 febbraio 2013
Punti di Vista | Alberta Ferretti | Primavera Estate 2013
Per la primavera estate 2013 Alberta Ferretti ci porta sott'acqua, la passerella si trasforma, i riverberi sullo sfondo e giochi di luce simili a quelli dei flutti evocano un amre non calmo che tinge anche le vesti, la cartella colori va dall'acquamarina a l'azzurro pallido, con note di banco e di nero che come in un'acquerello si addensano i colori chiari nelle tonalità del blu cobalto e blu oltremare.
Non è una collezione che brilla in creatività stilistica, alcune uscite sarebbero più adatte ad un film fantasy, ma l'atmosfera incantata che ne esce non può che affascinare un'illustratore, la musica, abbinata a l'immagine delle modelle, con trucco invisibile e cappelli con effetto bagnato, non crea un'atmosfera serena ma anzi evoca le omeriche sirene, sono creature tutt'altro che affabili, malgrado i colori chiari e le superfici tessili irridescenti, non sono donne portatrici di luce, l'opalescenza le rende simili a meduse, creature dall'aspetto angelico, danzano e cantano pur di sedurre, ipnotizzare e soggiogare il più scaltro dei navigatori.
domenica 17 febbraio 2013
Punti di Vista | Louis Vuitton | primtemps été 2013
Come sempre Marc Jacobs gioca con la moda, immaginando un mondo popolato da doppi, duplici bellezze a cui non si rimane indifferenti, un gioco di opposti e complementari e del il doppio che si ripete all'infinito come in un gioco di specchi, che diventa optical nel classico bianco-nero e psichedelia negli abbinamenti bianco e colori acidi.
La passerella riproduce la famosa fantasia Damier di Louis Vuitton ed è anch'essa parte del gioco pensato ad arte per coinvolgere lo spettatore, una superficie a scacchi (non a caso) in cui le modelle si riflettono e si muovono, uscendo sempre in coppie con capi similari, almeno nel colore, lo spettatore è coinvolto nella "ricerca delle differenze".
La scacchiera ruota attorno ai corpi e su questi, con un taglio sulle linee di congiunzione fra i colori, l'abito di sinistra si trasforma nel tailleur di destra, e viceversa, la scacchiera delimita gli scolli quadrati che con l'aggiunta di un quadro diventano uno scollo a barca.
Il gioco si ripete all'infinito in un caleidoscopico trip, dall'effetto comunque glamour e sicuramente molto vendibile e nel progetto di Jacobs non sono da meno gli accessori, il Damier macro sul classico bauletto e le nuove pochette a mattonella abbinate alle scarpe bicolore semplicemente divise in due.
L'effetto psichedelico si moltiplica nel finale, l'uscita in gruppo di tutte le modelle, le quali ci salutano all'unisono in una posa statica e all'unisono ci voltano le spalle risalendo sulle scale mobili che le hanno portate a noi, è la degna firma di una collezione e uno stile senza mezze misure amato o odiato non lascia indifferenti anche perchè a chi non piace giocare?
venerdì 15 febbraio 2013
Punti di Vista | Gucci | Primavera Estate 2013
Frida Giannini con la collezione primavera-estate di Gucci ci fa fare un balzo indietro di almeno venti anni, all'epoca Tom Ford, il quale riportò alla ribalta il marchio fiorentino riproponendo il gusto tipico americano, strizzando l'occhio a Roy Halston e al glamour degli anni sessanta e settanta, fatto di estrema pulizia e una predilezione per le tinte unite e i tessuti tipici di quell'epoca.
Un gusto che oggi riconosciamo come tipicamente anni '90.
In questa collezione però non mancano anche riferimenti alla moda italiana del passato, l'archivio Gucci e lo stile di un suo contemporaneo Emilio Pucci, riconoscibile nelle uscite con grandi stampe fiorate su mini abiti e pigiama palazzo, non manca qualche noiosa ripetizione ma è congeniale alla sfilata che scorre bene in una sequenza colore che nell'uscita finale ha un'effetto dirompente e positivo a cui non eravamo più abituati specialmente sulla passerella Gucci.
La donna nera e quasi oscura dell'inverno lascia il posto a una splendida valchiria multicolor, fucsia, turchese, verde acqua, giallo, blu cobalto, sono i colori che in sequenza si susseguono sulla passerella appena stemperati da qualche uscita bianca.
Frida Giannini con questa collezione ritorna alle donne di Gucci del passato più o meno recente, quelle citate più volte da Tom Ford e riposte nell'immenso archivio, anche fotografico, ricco di personalità di spicco che hanno indossato e fatto conoscere nel mondo il famoso marchio fiorentino.
Fra le modelle sembra di vedere Jaqueline Kennedy o Grace Kelly che in un perfetto look Gucci avanzano veloci e altere su una passerella completamente bianca che sottolinea e amplifica gli aspetti "design" della collezione, volant, geometrie e dettagli di stile come i grandi gioielli che ornano scolli e polsi.
Il colore e costruzione di alcuni volumi sono la combinazione perfetta per le nuove fascinose creazioni che calzano a pennello sulla cliente Gucci voluttuosa e sicuramente diva.
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mercoledì 6 febbraio 2013
Punti di Vista | PRADA | Primavera Estate 2013
Gli eccessi sono quelli dell'era moderna dove ormai le stagioni della moda non hanno quasi più significato e tutto si sussegue in un ritmo serrato scandito solamente da cosa andrà di più nel web.
Quindi largo a pellicce anche se siamo in estate e calze di pelle nell'infradito, i top non riescono a coprire la pancia e se lo fanno lasciano scoperte le spalle.
La pelliccia riveste anche le borse che sicuramente diventeranno gli oggetti feticcio della stagione 2013.
Prada resuscita alcuni pezzi del suo passato più sobrio e li rielabora con lavorazioni atte a facilitare la produzione, tema-simbolo della collezione, il fiore di pesco, riprodotto, stilizzato e ripetuto all'infinito su ogni capo.
Lo spazio in cui si muovono le modelle ha un' atmofera zen, dove la passerella appena sollevata da terra, è un'enorme 8 squadrato e nero, le luci sono quelle di un'interno di notte, grandi colonne nere dividono ulteriormente il campo visivo e danno ritmo, assieme alla musica, anch'essa moderna ma con riferimenti al giappone, al passo di ogni mannequin.
I riferimenti al paese del sol levante sono molteplici, alcune uscite occhieggiano a Rei Kawakubo e la partitura cromatica sembra fare riferimento alle regole del feng-shui.
Finito di vedere la sfilata, la sensazione è quella di avere appena assistito ad una performance artistica che racconta al pubblico la condizione della moda oggi, nell'era del marketing globale e via web.
E' una collezione per un pubblico di moderne nullafacenti, geishe anche perchè messe in condizioni di non muoversi o quasi, strette in abiti stereotipo sfuggenti ma chiusissimi e scarpe zeppa che non permettono una facile deambulazione.
E' una collezione dedicata alla popolazione femminile e spregiudicata che popola il web e che spesso con atteggiamenti ammicanti fa l'occhiolino da un blog o da un profilo di social-network, per questo motivo, forse, gli oggetti più amati della collezione Prada sono poi i più difficili da indossare e per questo i più pubblicati nei blog e entrano a far arte dell'enorme baule dei desideri delle geishe-internaute di tutto il mondo.
venerdì 1 febbraio 2013
Post dal Tavolo
Se il mattino ha l'oro in bocca questa mattina ha l'oro del Sol Levante, dalle foto delle passerelle per la prossima estate molti hanno scelto temi e particolari riconducibili alla cultura giapponese, dai kimono agli origami, dalle stampe in stile Hokusai alla severa compostezza di un kimono maschile.
Tanti modi per sognare il giappone ma con l'occhio e la testa di un'occidentale che ne sogna segni e simboli senza andare più in là di un'immagine stereotipata e quasi da cartolina lunica che non lo fa (è sempre lei!) Prada che riesce a coniugare stile e simbologie senza cadere nel banale, per quanto inizialmente sembri una sfilata ostica, e forse alcuni pezzi sono difficili alla fine c'ha sempre ragione lei! Maledetta!
Ora vado ad elaborare la mia tesi su Prada con un nuovo punto di vista perchè solo disegnando riesco a vedere cosa rende così attraente la sua collezione.
mercoledì 28 novembre 2012
Punti di Vista | Marc Jacobs Fall Winter 2012/13
La prima linea di Marc Jacobs, fondata con Robert Duffy nel 1986 è una delle collezioni di riferimento nel calendario delle sfilate di New York, dove sicuramente spicca per originalità e voglia di eccesso caratteristica non proprio tipica dello stile americano pulito e noiosamente basico.
Marc Jacobs nel panorama della moda americana spicca come una perla rara fra i vari prodotti in stile e per la stagione invernale 2012/2013 ci propone una full immersion da favola e non lo dico per dire (col mio solito accento romano) ma è una presentazione in perfetto stile fratelli Grimm, infatti sembra di essere in una pagina illustrata e la passerella è un'enorme libro diorama in cui si muovono delle fanciulle abbigliate come gnomi, forse sono alla ricerca della pentola d'oro, la stessa pentola che sicuramente riceverà Marc Jacobs dopo il successo ormai accreditato della sua collezione, scelta, selezionata e pubblicata da molti tabloid di moda.
Guardando bene la collezione tolti gli orpelli che creano l'immagine ci si accorge che sono molti i capi facili nella collezione e quindi tolti cappelli (disegnati da Stephen Jones) sciarponi in lana e le scarpe (fortemente d'immagine) tutto il resto sembra abbastanza indossabile e in perfetta sintonia con i gusti del momento come i bellissimi i capi spalla a tessuti jacquard e gli abiti dalla linea ad anfora, e i pantaloni dall'orlo corto.
Perfettamente accostati i colori, i tessuti e i materiali che creano un mash-up in linea con le tendenze di molte passerelle europee, adorabili le uscite con camicia bianca e abito sovrapposto a pantaloni o gonne, eccessivo ma giusto l'abito di paillettes color ciliegia con grandi margherite (simbolo caro a Marc Jacobs) questa uscita divide la collezione in due tempi dove nella prima parte c'è spazio per il colore e nella seconda si affida a tonalità neutre fino all'amatissimo nero che smorza i toni iniziali senza perdere l'occasione di citare i più famosi little black dress cari alla cinematografia americana anni 50'-60' a cui anche la colonna sonora fa riferimento.
venerdì 16 novembre 2012
Punti di Vista
La sfilata di Moschino per questo inverno è un gioco, e Rosella Jardini, art director del marchio, ripesca fra i capi d'archivio, chiodo in pelle, divise pseudo militari, occhiali, cappelli cow-boy e gli iconici orecchini a cerchio.
Fra le uscite più interessanti ci sono una serie, per non dire un nutrito gruppo, di ritratti femminili pescati dalla iconografia anni sessanta, alcune uscite fanno l'occhilino a Pierre Cardin.
La sfilata è un mix, un'alternanza, di capi dall'immagine più dura, data dalla pelle e i capi in tessuto colorato e dall'aria sbarazzina.
Le modelle sfilano come se fossero soldati, percorrendo una luminosa passerella senza esitazioni, ne soste, l'effetto è dirompente, accentuato anche dalla scelta musicale , in stile marcia militare.
I colori sono quelli della Pop Art e hanno l'effetto di uno spot pubblicitario, che ne enfatizza l'effetto fumetto.
Le uscite che preferisco sono quelle con i capi spalla, adorabili i mini cappotti colorati, il rosso in primis, con cinta che sottolinea il punto vita spostandolo in alto e su tutto adoro l'accessorio che completa il look il gigantesco fiocco nero sull'acconciatura alta anche questo un gioco in cui le modelle sembrano impersonare Brigitte Bardot.
giovedì 15 novembre 2012
Punti di Vista
Sono Forti le donne di Haider Ackermann, guardano dritto negli occhi e incedono sicure sulla passerella.
Sono donne sensuali nonostante siano doppiamente vestite e coperte da strati di tessuto, da morbida quanto spessa maglieria e da capi in pelle costruiti come corazze.
Hanno la sensualità di un bell'animale, forse un felino o comunque un animale selvaggio, potrebbero anche ricordare fiori tropicali che lasciano intravedere il loro cuore carnoso e carnale.
Ogni uscita è un'inno alla donna moderna, cosmopolita, forte e coraggiosa, dai tratti a volte duri ma mai banali dove la femminilità sposa armoniosamente il lato mascolino senza essere compromessa da segni stilistici scontati.
La donna di Haider Ackermann non è una donna che scende a compromessi, si impone con scelte precise ed è precisa quasi a livello maniacale anche quando sembra voler lasciarsi andare e indossa morbidamente una ampia cappa e una sciarpa che sembrano buttate addosso all'ultimo momento.
mercoledì 7 novembre 2012
Punti di Vista
La collezione Gucci per l'autunno inverno 2012/13 propone una delle tavolozze colore più scure dell'era Frida Giannini, i colori amaranto, verde, viola e marrone che oltre a essere declinati verso il nero sono abbinati ad esso attraverso una scelta di materiali che richiamano l'oscurità, la tenebra, gli animali della notte.
Fra tutte le passerelle di Gucci, questa è sicuramente da ricordare per i contrasti fra leggerezza e pesantezza, sicuramente sono leggere le sovrapposizioni ma non i molteplici rimandi ai temi di archivio già usati in passato e abbinamenti, estrosi, che fanno pensare più a Roberto Cavalli che non a Gucci.
I rimandi iconografi portano lo spettatore in un viaggio che ha come inizio un giorno popolato da nobildonne abbigliate da amazzoni, come quelle ritratte da Tamara de Lempicka o che si travestono da "bell'animale" come quelle dei ritratti di Giovanni Boldini.
Rientra nel target della donna Gucci il glamour, con cui vengono completate le uscite, il trucco e i capelli.
Tutto incorniciato dall' ambientazione suggestiva, un tappeto amaranto e specchi che moltiplicano ogni uscita come a sottolineare l'ossessione per la bellezza.
La storia che ci sta raccontando Frida Giannini sembra trovare la sua più alta espressione nei capi pensati per la sera (potrebbe essere atrimenti?) questi richiamano alla mente i ritratti di William Morris o l'Ophelia di Millais.
Il gioco di ambiguità già presente nella parte dedicata agli abiti da giorno, femminili ma con un'animo maschile, trova nella parte dedicata alla notte/sera l'altra faccia, femminile ma oscura.
Le ultime uscite sembrano nate dal riflesso nello specchio e delineano il carattere fortemente ambiguo e per questo fatalmente affascinante di una collezione che piacerà a moltissime, perchè tornerà utile per trarne ispirazione, visto che siamo in molte a sfruttare il tema maschile per il giorno e a relegare la nostra parte femminile per le nostre uscite serali.
E la parte oscura? Quella nota ambigua ed affascinante? Bhè quella ci piacerebbe tanto averla, o si ha dalla nascita o niente, non si compra nemmeno se vi fate un'intero guardaroba Gucci!
giovedì 11 ottobre 2012
Punti di Vista | PRADA | Autunno Inverno 2012/13
Le leggi della moda sono dure, ciò che è di moda è per molti, quello che fa tendenza per alcuni e quel che fa avanguardia sicuramente è per pochissimi.
Prada mescola il tutto, in un suo, ormai ampio repertorio, creando ogni volta uno stile che è un mix che bene si adatta ai tre tipi di pubblico o perlomeno è uno di quei marchi che fa da faro ai nuovi cambiamenti di rotta per le passerelle di tutto il mondo quindi tocca tutti i tipi di pubblico, anche quello che per principio non la stima.
Quindi, riassumendo, una collezione Prada appena esce in passerella è avanguardia, in seconda battuta durante la stagione è tendenza e passata la stagione è di moda.
Sulla sua passerella invernale ci fa immergere in un mondo, non nuovo e possiamo identificare da dove ha attinto per ogni ispirazione ma sicuramente ci fa pensare ad un viaggio, che poi è più mentale che fisico poichè ogni cifra del suo stile proviene da un luogo ben preciso ed ha un un legame profondo con la cultura stessa della stilista che con l'epoca attuale, che le è quasi sempre, antagonista.
In una lotta estrema per svincolarsi dalla etichetta di stilista alla moda, Prada, per non fare in modo che il marchio risulti statico, toglie dal suo stile i concetti che sono già diventati di moda (di solito nell'arco di una stagione) lasciando solo una debole scia del suo stile precedente, riconoscibile in un tessuto una finitura o un accostamento di repertorio.
Prada rielabora i suoi concetti facendo in modo che la sua donna non risulti mai ferma, ma ci appaia come una eterna viaggiatrice, oltre che una mangiatrice di stili, di cui fagocita elementi, icone, personaggi e personalità.
In poche parole ciò che rende nuovo lo stile di Prada è un concetto vecchio mescolato ad altrettanti già vecchi del suo archivio storico, di nuovo c'è la maniera in cui vengono elaborati e mescolati.
La forza di una collezione di Prada è nella reciproca forza che si donano elementi contrastanti, il fiore fermato con una borchia di ferro, un tessuto a disegni tappezzeria lavorato come un capo di alta moda, la classica calzatura mary jane corazzata come uno stivale heavy metal.
Ciò che rende classico lo stile di Prada è la foggia immortale di alcuni pezzi che, svincolati dal contesto, funzionerebbero anche fra alcuni anni, come il tubino nero, il tailleur pantalone, il cappotto doppiopetto.
In questa proposta invernale fra gli eccessi del trucco e di alcuni pezzi d'immagine la collezione è di facile lettura e i riferimenti sono agli anni '60, alle dark lady, all'asia, l'arte psichedelica e al rigore militare e poi sapete che vi dico? Il mio viaggio l'ho compiuto e ci ho visto questo. Ora fate voi!
Punti di Vista | Alexander McQueen | Fall Winter 2012-2013
L'inverno di Alexander McQueen, disegnato da Sarah Burton, è la citazione di quell'immaginario caro al fondatore del marchio.
Su un palcoscenico scuro, sovrastato da una scultura di gocce di cristallo, si muove, ad altezza uomo, un esercito di bionde.
In bilico fra mondo terreno e ultraterreno le modelle appaiono sospese sulle scarpe altissime anche grazie all'atmosfera creata dalla musica.
Un gioco di note fuso ad un respiro affannoso, misterioso, sensuale che scandisce il passo altero di ogni ragazza.
L'inizio della collezione è un trionfo di bianchi e una citazione alla regina dei ghiacci, più volte musa della maison.
Le lavorazioni richiamano quelle di certi abiti inglesi fra il 1600-1616 e alcuni dettagli come i colli a gorgiera (in questo caso di pelliccia/piume) e le lavorazioni a "cannone" sembrano ripresi dall'iconico costume elisabettiano (Elisabetta I Tudor).
Da metà sfilata in poi la creatura della prima parte della collezione muta assieme alle superfici e ai materiali, tessuti operati, applicazioni di piume , volant e pellicce, prendono il sopravvento e il corpo sembra espandersi.
Le vaporose lavorazioni catapultano lo spettatore in un mondo fatto di creature fantastiche, in bilico fra flora e fauna.
La musica scandisce la metamorfosi e gli abiti sono a malapena riconoscibili nel susseguirsi di colori bianco, rosso, mauve e nero.
Lo scopo della collezione sembra essere l'annullamento del corpo, senza però modificarlo.
Si percepiscono sotto le stratificazioni, i volumi originali ma i rimandi fantastici annullano la volontà dello spettatore di individuarne i tratti.
Così ci si lascia andare allo spettacolo visionario fino all'ultima uscita in total black, impossibile da individuare sullo sfondo nero.
Annullato l'ultimo corpo e con esso lo spettacolo, allo spettatore rimane la sensazione di aver partecipato a un rito catartico, dove gli estremismi dello stile McQueen sono contemporaneamente la causa e la cura di tanta attenzione da parte del pubblico (sopratutto di fashion victim).
mercoledì 10 ottobre 2012
Punti di Vista | MARNI | Autunno Inverno 2012-13
La collezione invernale di Marni, disegnata da Consuelo Castiglioni è quasi monotona, colori rigorosi bianco, nero, cammello, grigio ma punteggiati da una nota di rosso acceso.
Il rosso deciso dona all'insieme un carattere "fumettato" che non ci si aspetta da questo marchio, che solitamente ci ha abituato ad un gioco fatto di accostamenti morbidi e una donna con i piedi affondati nel presente anche quando viaggia con la testa.
Quella donna sembra mutata in un'incrocio fra Mercoledì Addams e Emily the Strange versione adulta, con tanto di iconico capello liscio con frangetta, dagli occhi quasi celati e cerchiati dall'ombretto sfumato di rosso, donano alle modelle uno sguardo drammatico.
Anche gli accessori giocano con i colori della collezione e seguono lo stile fa l'infantile e il dark.
Il gioco di stampe e fantasie con cui il marchio è diventato famoso sono quasi assenti, quelle poche presenti, seguono il filo conduttore della collezione, grandi fiori su fondo neutro, grandi quadri in bianco e nero sul tessuto tweed o jacquard dorati su fondo nero.
Nella totalità le figure che sfilano sono più che altro vestite di segni a campiture piatte come quelle di certe illustrazioni dove il personaggio principale emerge dalla pagina con un colore che lo fa emergere dallo fondo altrimenti anonimo di una scena in bianco e nero.
martedì 9 ottobre 2012
Punti di Vista | Jil Sander | Fall Winter 2012-2013
La collezione autunno inverno 2012/13 di Jil Sander è l'ultima firmata da Raf Simons, il suo stile è evidentemente contaminato dalla Couture e dall'archivio storico della Maison Dior di cui è neo direttore creativo.
Alcuni capi ricordano molto quelli presentati alla Couture dello scorso luglio anche se qui non c'è traccia del ricamo che troviamo sui completi dell'alta moda, sarebbero stati veramente troppo per il celebre marchio noto per la pulizia delle sue linee.
E' palese che i riferimenti di Simons vadano verso donne taglienti, alcuni capi sarebbero perfetti per una per una eroina "Hitchcokiana" ambigua e lunare come quella interpretata da Kim Novak nel film "Vertigo", in italia con il titolo "La donna che visse due volte".
E' noto che Jil Sander non è un marchio noto per le decorazioni, la bellezza di ogni capo è nella costruzione sartoriale, ogni volume e ogni piega seducono con un'uso sapiente di inserti di materiale differente e un'uso del colore raffinato e senza tempo.
Anche se io adoro il bianco d'inverno le tonalità di questa collezione, con le sue variazioni di bianco appena sporcato di colore, fanno dubitare che si tratti di una collezione invernale.
Oltre il colore sono veramente pochi gli strati di tessuto che proteggono il corpo diafano delle modelle dal freddo di New York, dove il marchio sfila.
Bellissimi i coat, i cappotti, in tessuto double che avvolgono le prime uscite e bene si abbinano ad essi gli abiti scivolati con inserti di tessuto rosso.
Fra le novità interessanti, per un marchio come Jil Sander, ci sono gli abiti dalla linea a corolla, quello che preferisco è in una tonalità rosa confetto, da indossare esattamente come è stato proposto in passerella, con scarpe alte a punta, rossetto rosso acceso (Rouge Dior), acconciatura raccolta e, vera nota raffinata, le mani in tasca con cui sarà difficile non atteggiarsi come un croquis firmato Monsieur Dior.
venerdì 5 ottobre 2012
Punti di Vista | Dolce e Gabbana
Pur trattandosi della stagione invernale le suddette non hanno freddo e spesso indossano veli e pizzi, svelando l'abbigliamento intimo in stile, tipico della casa.
Non hanno timore di essere seminude e mostrarsi nonostante i casti veli neri siano sul loro capo proprio come quelli di certe donne che si recano alla santa messa.
Le loro acconciature richiamano quelle della virginale e dimessa Lucia Mondella, la testa è contenuta in una treccia ma costellata d'oro a cui si abbinano vistosi orecchini, l'insieme fa da cornice al viso.
Sotto il profilo sartoriale, la collezione, entra a far parte del solito repertorio Dolce e Gabbana ma il rito della sfilata risulta rinnovato grazie ad un'uso smodato di ricami barocchi, esclusivamente d'oro, che incrostano abiti e accessori, questi ultimi saranno sicuramente più ambiti rispetto all'abito trasparente e meno difficili da indossare rispetto, al cappotto o a una cappa nera ricoperta d'oro.
Non credo vedrò mai nessuno alla messa domenicale in total look Dolce e Gabbana ma ammetto che mi divertirebbe proprio, penso però che sono gli accessori i pezzi forti della collezione sopratutto i bijoux.
giovedì 20 settembre 2012
Punti di Vista | LANVIN | Fall Winter 2012/13
La collezione invernale di Lanvin è la giusta prosecuzione delle collezioni precedenti ed è anche una delle più complete per capire quali sono le tendenze di stagione.
Per alcun marchi è difficile mantenere, la suggestione, il tema da cui traggono ispirazione, riescono a trattenere l’atmosfera solamente mantenendo i capi pressoché invariati nella forma e nel colore risultando, però, monotoni.
Per Alber Elbaz non è così, il suo processo creativo è simile a quello di uno scultore che, ad ogni materiale, cambia approccio mantenendo chiaro in mente il suo ideale.
Da sempre la sua donna ha un’animo dark e in alcuni capi lo è in maniera manifesta, in altri, che considero note vivaci di una stessa partitura, ripulisce la figura dalla tipica punteggiatura decorativa Lanvin e opta per una soluzione monocromatica che sottolinea ed evidenzia l'aspetto sartoriale.
Questa parte della collezione produce un piacevole effetto “Color Blocking”, che piacerà sicuramente alla clientela americana poco attratta dal decorativismo, a volte estremo, della moda europea.
I capi in questione hanno comunque un’animo dark determinato dalla scelta cromatica che investe ogni silhouette, ogni uscita ha una sua luce, quasi un flash, un raggio colorato che la impressiona sull’iride abituata al buio.
E’ un’ombra luminosa che persiste nell’occhio, una sagoma di donna tono su tono.
I colori sono quelli pastosi e opachi di una tempera, le tonalità , probabilmente, sono prese in prestito dalle insegne luminose di un night club, da cui sembrano appena uscite o in procinto di andarvi tutte le modelle sulla passerella.
lunedì 17 settembre 2012
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