giovedì 17 novembre 2011

La Fabbrica delle Idee.


Il mio post di oggi è nato da una frase che ho trovato sul web, che vi ho riportato sopra nella foto, è attribuita alla signora Franca Sozzani, come noto è direttrice di Vogue Italia e blogger della stessa rivista con "il blog del direttore".
Questa frase e mi ha fatto riflettere sui contenuti e le idee dei creativi o aspiranti tali che seguono il blog del direttore, perchè detta così giustifica chi NON legge, NON va al museo o si interessa all'arte.
Ma io non lo giustifico! Per me chi lavora nella moda e non si interessa a lettura, cinema e arte nel senso più ampio del termine, produce SEMPRE moda molto scarsa di contenuto, questi creatori" infatti falliscono quasi sempre.
Chi sopravvive è solo perchè sfrutta idee altrui o si affida ad uno stylist per inciuciare un abbozzo di idea prima di mandarla in passerella o di fotografarla.
Risultato? Il vuoto, l'assenza di una storia che rende credibile e bello un prodotto di design.
E' risaputo che certe aziende di moda si affidano a stylist solo a fine collezione, con i capi già fatti, lo stylist (poveretto!) deve metter mano ad una collezione già confezionata.
Poichè l'idea della collezione dovrebbe nascere facendo riferimento ad una donna, un target o una storia, lo stylist che lavora per questo tipo di aziende deve mettere mano ad una collezione che oltre ad essere caotica, con tante idee e tipi di donna, ha poco margine per apportare modifiche poichè nella collezione spesso capita non ci sono capi immagine oppure ce ne sono troppi.
In entrambi i casi lo stylist sbaglia sempre e l'azienda non capisce, o non vuole ammettere il proprio errore, così cambia stylist ad ogni passerella o servizio fotografico.
Il risultato? Caotico sopratutto per il consumatore, vecchio e nuovo, perchè il vecchio non si sente rassicurato e non si ritrova nelle nuove collezioni, il potenziale nuovo acquirente non ci capisce un gran che sul tipo di prodotto proposto.
Le aziende vincenti sul mercato si affidano a menti esperte fin dall'inizio di un progetto, lo stilista dell'azienda è parte fondamentale e integrante di questo processo creativo, che se gli viene dato l'incarico di seguire il marchio non ci sarà bisogno alla fine di mettere in ordine le idee, perchè la donna, la storia, il filo conduttore sono sempre stati lì dall'inizio.
Chi lavora in questo modo è di fatto premiato in termini di fatturato.
Gucci con Frida Giannini stilista e non stylist, ha triplicato le vendite della casa di moda fiorentina, lo stesso vale per Givenchy con Riccardo Tisci.
Quindi Sig.ra Sozzani direi che la moda è vincente QUASI sempre e se vince lo fa con le idee sviluppate da personale competente, curioso e appasionato di tutto o quasi.
Quindi, in conclusione, le fabbriche felici, che fatturano molto, sono le fabbriche di idee e per produrre idee bisogna innanzi tutto porsi con fiducia nelle mani esperte di chi il lavoro lo s fare e che pone ai primi posti della macchina produttiva cultura, ricerca e innovazione.